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Moto3, Paolo Simoncelli: "Marco ha lavorato per noi da lassù"

"Si è ripetuto quello che è successo qui a Jerez 15 anni fa quando vinse la sua prima gara. Dedico questo successo a tutte le persone che ci vogliono bene"

Moto3: Paolo Simoncelli: "Marco ha lavorato per noi da lassù"

Paolo Simoncelli è seduto nel box, quasi a cercare di mettere ordine nelle emozioni che lo hanno investito nell’ultima ora. Troppe coincidenze si sono accumulate a Jerez per potere parlare di una vittoria normale, se mai un successo può esserlo. La Squadra Corse (non team, come tutti gli altri) SIC58 è nata per Marco, perché la sua eredità non venisse dimenticata. Il Sic aveva vinto la sua gara in 125 a Jerez e 15 anni dopo è stata la ‘sua’ squadra a farlo.

Sono emozionato per questo - dice Paolo - Non solo vinse Marco, ma il suo compagno di squadra Jenkner arrivò secondi. A distanza di 15 anni si è ripetuta la stessa cosa, è qualcosa di pazzesco e mi fa pensare che forse Marco stia lavorando da lassù”.

Forse è così e gli è piaciuto fare uno dei suoi scherzi, giocando con i ricordi. Così Paolo, dopo la bandiera a scacchi, è andato verso la gigantografia del figlio nel box e le ha dato un bacio.

Era il minimo che potessi fare - sorride - Cosa mi direbbe oggi? Marco ha rotto i coglioni perché poteva restare qui”.

La tristezza per chi non c’è più è ancora una volta stemperata da un sorriso. Poi Paolo deve interrompersi, perché è arrivato Carmelo Ezpeleta, il gran capo di Dorna, per i complimenti: un abbraccio, qualche parola in un momento speciale.

La sensazione è che la vittoria di oggi appartenga a tanti. A tutti i tifosi di Marco, senza colori o distinzioni.

Questo è un mondo difficile ma c’è tanta gente che voleva bene a lui e adesso a noi, questa vittoria la dedico a loro” dice Paolo.

Non è stato semplice per lui tornare nel paddock, ricominciare da una squadra e sperare di portarla in alto.

Ogni volta che arrivo a Jerez mi tornano alla mente solo dei bei ricordi - continua Paolo - Sono felicissimo di avere creato una squadra formidabile con un attaccante come Suzuki e un pensatore come Antonelli”.

Ora il ghiaccio è rotto, la strada sembra meno in salita.

Adesso si respira meglio. Certe emozioni forti ti fanno anche invecchiare, ma essendo già vecchio non me ne preoccupo troppo” scoppia a ridere. L’avventura continua.

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