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Moto3, Antonelli: "Per vincere ho superato i miei limiti"

"Sono migliorato nelle gare di gruppo. Paolo è una grande persona, dice ciò che pensa". Suzuki: "Paolo mi ha portato a fare colazione dove la faceva con Marco"

Moto3: Antonelli: "Per vincere ho superato i miei limiti"

Il giorno della rivalsa è sempre il più dolce, e Niccolò Antonelli lo sa molto bene. Il ragazzo di Cattolica del resto ha vissuto spesso sulle montagne russe, alternando grandi prestazioni ad altre più deludenti, ed i tanti infortuni della carriera non hanno certamente facilitato il percorso del cattolichino. Ma il talento alla lunga viene fuori, ed ecco arrivare una giornata come quella odierna, dove non resta che vincere e prendersi una grande rivincita.

“Sto vivendo una felicità indescrivibile, tornare alla vittoria e farlo in questo modo è molto importante per me. Ho superato dei miei limiti - osserva - dato che spesso ho faticato nelle gare di gruppo, ma ho lavorato sotto questo punto di vista ed oggi sono riuscito a stare davanti: io volevo migliorare con tutte le mie forze, quest’anno siamo sempre con i primi e questa è la cosa più importante”.

Nicco riflette sul passato, e non dimentica chi lo ha supportato finora.

“Molti hanno creduto in me, e senza di loro non sarei stato qui. Io ho sempre creduto in me – confessa - ma a volte sono rimasto in silenzio nonostante fossi infortunato perché non mi piace lamentarmi, così è capitato che non fossi veloce per cause fisiche. Quando invece si riesce a guidare senza pensare è molto più facile: ho sempre cercato di lavorare sodo, fuori dalla pista ho un gruppo che mi aiuta a migliorare come l’academy. La dedica? Alla mia famiglia ed appunto a chi ha sempre creduto in me”.

In una giornata come questa non può che meritare una menzione d’onore Paolo Simoncelli, al quale ha regalato oggi la prima vittoria della sua carriera da team manager

“Cosa mi ha detto Paolo? Mi ha menato un po’, dobbiamo ancora parlare. Lui è fatto così: ti abbraccia e ti strapazza. In questi anni mi ha dato una grande squadra ed un ottimo capotecnico, poi è una grande persona che dice ciò che pensa, cosa molto importante. Ho avuto momenti difficili – racconta - ad esempio dopo l’infortunio di Barcellona quando ero davvero triste: Paolo mi ha parlato durante un pranzo al mare e da lì siamo ripartiti meglio di prima”.

Impossibile non pensare in giornate come queste, per mille ragioni, a Marco Simoncelli ed a quello che in qualche modo può aver lasciato in eredità ad Antonelli.

“Per un pilota persone come Marco non possono che essere un’icona, e lui lo era per me. Non l’ho conosciuto in profondità per la differenza di età, ma era un campione dentro e fuori dal quale prendere esempio”.

Suzuki: "Dopo Austin Paolo ha capito il mio potenziale"

In questa giornata trionfale per il team Sic58 c’è spazio ovviamente anche per Tatsuki Suzuki, che ripaga Paolo Simoncelli con il primo podio della sua carriera. Il legame tra il giapponese e Paolo è qualcosa di speciale, come lo stesso Tatsu racconta.

“Vivo vicino a Paolo, sopra la fondazione Marco Simoncelli a Riccione. Sono in Italia da tre anni, da quando ho cominciato a correre con lui: vivere in Italia mi piace tanto, a Riccione mangio bene e ci sono tante ragazze (ride ndr)”.

Il giapponese ha il grande merito di aver rialzato la testa dopo la caduta di Austin, dove sembrava davvero pronto per la sua prima vittoria.

“Austin mi ha lasciato l’amaro in bocca. Ero davanti ma ho spinto troppo commettendo un errore: pensavo che Paolo si sarebbe arrabbiato, - racconta - invece mi ha detto che avevo il potenziale per stare davanti e l'avrei fatto a Jerez .Qui tra l'altro mi ha portato a fare colazione dove l’aveva fatta con Marco prima che lui vincesse, ed era convito che avrei colto lo stesso risultato, ho provato e per poco non ci sono riuscito”.

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