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MotoGP, Il mistero Yamaha: Rossi e Vinales si lamentano, il team satellite vola

Come accadeva con Tech 3 e Zarco nel 2017-18, il team ufficiale in qualifica fa peggio del satellite Petronas. Ma soprattutto Fabio e Franco non si lamentano della moto

MotoGP: Il mistero Yamaha: Rossi e Vinales si lamentano, il team satellite vola

L'incubo è tornato: una Yamaha satellite, anzi due a Jerez, sono arrivate in qualifica davanti alle M1 ufficiali di Rossi e Vinales.

Non è una novità assoluta per la casa di Iwata che un pilota di un team satellite faccia meglio di loro: è già accaduto con Johann Zarco, ma comincia a diventare una cosa fastidiosa.

Soprattutto perché in Giappone non se lo spiegano. E, si sa, i giapponesi, a maggior ragione gli ingegneri, sono persone molto logiche.
Ciò che soprattutto gli risulta alieno è che sia Quartararo che Morbidelli, al contrario di Valentino e Maverick, non si lamentino affatto della moto.

Moto che, peraltro, nel caso del team Petronas non sono al top del livello di sviluppo. Franco infatti ha 'quasi' una 2019, mentre Fabio è ancora un po' indietro.

La logica dunque vorrebbe che dal punto di vista prestazionale i due giovani soffrissero un po', ed invece non è così.

Poi, è vero, e il team manager Wilco Zeelenberg lo ha sottolineato, domenica pomeriggio ad arrivare davanti sono sempre gli ufficiali, ma poiché oggi parte del risultato finale si ottiene partendo il più avanti possibile, il quinto tempo, seconda fila, di Vinales, ma soprattutto il 13°, 5a fila, di Rossi, disturba non poco.

Zeelenberg: Fabio e Franco non si preoccupano della moto, pensano solo a spingere

La spiegazione più semplice, più ovvia, è che Fabio e Franco invece di preoccuparsi di affinare la moto pensino a spingere. E ciò spiegherebbe anche perché poi alla fine è spesso o sempre il pilota più esperto, cioè Valentino Rossi, a chiudere la settimana con il miglior risultato.

Sia come sia, questa situazione favorisce il campione del mondo, Marc Marquez, che al parco chiuso ha strozzato per scherzo Quartararo, come fece a suo tempo Vale con lui. 'Magic' Marc con il terzo tempo partirà dunque in prima fila avendo al fianco, presumibilmente, due avversari che si contenteranno di rimanergli vicino il più a lungo possibile, più che ostacolarlo. Anzi avere davanti Marc per entrambi potrebbe essere una buona occasione per capitalizzare qualche secondo di vantaggio nei primi giri da spendere sul finale per ottenere un buon risultato. Questo tenendo conto soprattutto che storicamente Maverick Vinales non è un fulmine in partenza.

La vera opposizione a Marquez arriverà da Dovi e Crutchlow

La vera opposizione a Marquez, dunque, arriverà da Andrea Dovizioso e Cal Crutchlow che, al contrario, faranno di tutto per non farlo scappare.

L'obiettivo di Dovi del resto è chiaro: saltare subito Quartararo e Morbidelli e mettersi alla caccia dello spagnolo, lo ha confessato senza mezzi termini.

Questa è la teoria, comunque, perché, lasciando da parte l'aggressività di Cal, che Andrea conosce molto bene, dalla terza fila potrebbero arrivare rapidamente avversari scomodi come Danilo Petrucci, animato da un gran desiderio di rivalsa e Alex Rins, che abbiamo visto reggere molto bene alla distanza.

Il potenziale di Lorenzo è ancora un mistero

Imprevedibile, invece, sarà il comportamento di Jorge Lorenzo che, è vero, corre su una delle sue piste preferite, ma chiaramente per sua stessa ammissione non ha ancora completamente in mano la Honda. E lo abbiamo visto in qualifica con una caduta evitabilissima.
Prevedibilissimi, invece, saranno i primi giri di Valentino Rossi, obbligato come sarà a spingere fin dai primi giri per non perdere troppo terreno.

Non eliminate il nome di Rossi dalla lista dei favoriti

Sarebbe improvvido comunque eliminare il nome del Fenomeno dalla lista dei favoriti: conosciamo troppo bene Vale per farlo.
Certo, la partenza dalla quinta fila lo costringerà a sfruttare maggiormente le gomme, e ciò potrebbe penalizzarlo nel finale ma, sinceramente, Vale ha tutta l'esperienza del mondo per gestire la situazione e volgerla a suo vantaggio.

Occhio alla solita spada di Damocle: le gomme

Su tutto, comunque, regnerà l'alea del comportamento delle gomme e quella della situazione atmosferica, due cose legate fra di loro.
Le previsioni meteo suggeriscono una giornata simile a quella delle qualifiche, leggermente coperta, forse con qualche grado in più di temperatura, ma non molti, attorno ai 23°.

Per questo motivo, a prove concluse, nessuno ha ancora dichiarato con certezza che pneumatici utilizzerà.
Rivelare il meno possibile agli avversari è sempre una buona tattica, ma in questo caso più che di strategia stiamo parlando di necessità.
Il resto, come diciamo spesso, è sotto-clou.

Il sotto-clou: il duello Espargarò-Espargarò

Jack Miller parte molto indietro per aspirare a posizioni di vertice ma se è in giornata potrebbe essere da tenere d'occhio. Il due Espargarò, Aleix e Pol, come sempre ingaggeranno un duello fratricida, ma Aprilia e KTM debbono per il momento solo sperare nelle disgrazie altrui. Mentre Andrea Iannone,. caduto nella FP4, non sa ancora se sarà in grado di correre per una contusione al tallone sinistro.

Un'ultima nota: come sempre fa male al cuore vedere Johann Zarco partire dalla sesta fila.

Lo stesso Zarco che nelle ultime due stagioni era visto come il nuovo fenomeno della categoria.

Il che ripropone la domanda iniziale: perché i piloti delle Yamaha satellite vanno sempre così forte?

 

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