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MotoGP, Vinales in un vicolo cieco: “Oggi la Yamaha è stata un disastro”

“Il problema è l’elettronica, non riesco a fermare la moto e non possiamo pensare di trovare la soluzione che cerchiamo da due anni in una gara”

MotoGP: Vinales in un vicolo cieco: “Oggi la Yamaha è stata un disastro”

Eppure la sua Yamaha è la più veloce in pista, tanto da accusare soli due decimi dalla vetta. Per certi versi Maverick Vinales potrebbe essere soddisfatto, invece l’umore dello spagnolo è esattamente l’opposto, dal momento che al pomeriggio il numero 12 non è riuscito a migliorare quanto fatto in FP1.

È proprio da qua che parte l’analisi dell’iberico, che davanti al pubblico di casa sogna il primo podio stagionale.

Non si può pensare di risolvere i problemi della Yamaha in un solo weekend di gara – ha esordito lo spagnolo – dispiace perché oggi abbiamo faticato, anche se non siamo tanto distanti dai primi. Rispetto alla FP1,  nel pomeriggio le condizioni sono cambiate e la moto è stata un disastro. Mancava infatti la stabilità, abbiamo provato ad apportare alcune modifiche, ma la situazione è stata la stessa”.

Maverick entra quindi nel dettaglio.

“Soffriamo molto con l’elettronica, perdendo quasi un secondo nel confronto con gli altri piloti. È difficile trovare un compromesso con la moto, dato che no riesco nemmeno a fermarla. Questo aspetto è determinante, dato che io guido sempre nello stesso modo, ma devo fare davvero molta attenzione appena cambiano le condizioni. È da due anni che vivo con questa dinamica”

L’alfiere Yamaha cita quindi la frenata.

“La pista di Jerez è una delle peggiori sotto questo punto di vista – ha ammesso  - ogni anno che arriviamo qua ci ritroviamo sempre nella stessa situazione.  Dobbiamo cercare di trovare una soluzione il prima possibile, dato che appena si alzano le temperature diventa tutto più complicato”.

Anche per Rossi il fine settimana di Jerez non è iniziato nel verso giusto.

“Io Valentino guidiamo diversamente – ha concluso - quando non c’è grip io soffro molto di più rispetto a lui. Dobbiamo trovare una soluzione. Questo lo dico perché quando c’è aderenza riesco ad essere forte e competitivo”.

Audio raccolto da Paolo Scalera

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