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MotoGP, Dovizioso a Jerez incontra i due aspetti della sua anima...equina

Il romagnolo ha visitato la scuola Reale Andalusa di arte equestre, posando con i suoi simboli ossia un cavallo bianco ed uno nero  

MotoGP: Dovizioso a Jerez incontra i due aspetti della sua anima...equina

La MotoGP sbarca finalmente in Europa, a Jerez per l’esattezza, e per Andrea Dovizioso è sicuramente un approdo felice. Il forlivese infatti arriva in Andalusia da leader del campionato, seppur con un vantaggio esiguo sugli avversari, e allo spegnimento dei semafori di domenica toccherà quota 200 Gran Premi in MotoGP. Un traguardo invidiabile, rafforzato dal fatto che DesmoDovi non ha saltato nemmeno una gara dal momento del suo approdo in classe regina.

Per questo ma non solo, al suo arrivo in Andalusia la MotoGP gli ha riservato una piccola sorpresa. Il romagnolo ha infatti potuto visitare uno dei luoghi più famosi ed iconici di Jerez, ossia la Scuola Reale Andalusa di arte equestre, una dei luoghi più importanti a livello mondiale per quanto riguarda quest’arte.

Il mondo equestre ha più di un legame con Dovizioso d’altronde, visti i due cavalli (uno bianco ed uno nero) che capeggiano sul casco (e non solo) del forlivese, simboli della duplice natura del suo carattere e soprattutto del suo stile come pilota. Il puledro in bianco rappresenta la razionalità, la calma, che a volte lasciano spazio all’irrazionalità, al “Lato oscuro della forza” incarnato da quello nero.  

“Penso che serva sempre un bilanciamento – ha spiegato Dovi – devi capire quando usare uno o l’altro nel momento corretto. È molto difficile specie a questi livello, ma credo che il cavallo bianco incarni ancora il mio modo di approcciare il weekend di gara, ma a volte è molto importante sfoderare anche quello nero. Per me non è facile farlo ma ci sto lavorando, e sono molto felice della mia situazione attuale”.

Andrea ha potuto porsi faccia a faccia con i suoi due “Spiriti”, scattando delle foto molto simboliche in mezzo appunto ad un cavallo bianco ed uno nero, per poi visitare la scuola ed ammirare ogni suo dettaglio. “E’ un posto speciale. Abbiamo corso tanti anni a Jerez ma non c’ero mai stato, anche se è molto famoso e me ne hanno parlato in tanti. E’ stata una bella esperienza - conclude -spero che tutti possano visitare questo luogo”.

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