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MotoGP, Dovizioso: "200 GP? Non sono niente rispetto a Rossi"

Andrea: "Non sono mai stato legato ai numeri, ma è bello arrivare qui competitivi. L'asfalto nuovo potrebbe essere un'incognita, spero positiva"

MotoGP: Dovizioso: "200 GP? Non sono niente rispetto a Rossi"

Andrea Dovizioso si presenta a Jerez da leader di classifica, dopo aver approfittato del passo falso di Marquez ad Austin. Desmodovi nel 2018 ha visto una buona chance di conquistare il podio a Jerez, spazzata via dalla carambola che ha coinvolto anche Lorenzo e Pedrosa, ma adesso le carte in tavola sono completamente cambiate. Il nuovo manto di asfalto steso sul tracciato andaluso ha infatti modificato completamente il grip della pista e toccherà attendere le prime prove libere per capire come si comporteranno le moto rispetto a questo grande cambiamento, che potrebbe mescolare non poco i valori in campo.

Prima di iniziare a concentrarsi esclusivamente sul Gran Premio di Jerez, Andrea si è anche cimentato in un photo shooting (leggi QUI) davvero insolito, che lo ha visto al fianco di due splendidi cavalli, uno bianco ed uno nero, ovvero i simboli che sono presenti sul suo casco da gara e che rappresentano le due anime da corsa di Andrea.

"E’ stata una giornata divertente, ma ero un po’ troppo vicino ai cavalli e mi sono un po’ spaventato! Ma le foto almeno sono venute molto bene".

Ormai sei a quota 200 Gran Premi in MotoGP. Un vero veterano!

"I numeri non mi dicono più di tanto, ma guardandoli dal punto di vista della competitività che abbiamo adesso mi dicono tanto. Arrivare a fare numeri importanti è bello, anche se poi guardi i suoi e non sono niente - indica Valentino Rossi alle sue spalle, ndr- arrivarci così è un duecentesimo Gran Premio importante.  Io sono sempre stato uno che guarda ai risultati e non alle presenze, quindi…"

Austin non ti ha regalato la vittoria o almeno un podio, ma ti ha dato la prima posizione in classifica.

"Sono felice del risultato di Austin, di sabato ho avuto troppi problemi a fare un buon giro. Siamo partiti troppo indietro ma ho fatto una buona partenza e sono stato in grado di recuperare. Sono felice di arrivare qui a Jerez in questa situazione di classifica. Ci sono tanti piloti veloci, credo che rispetto agli ultimi due anni non ci siamo solo io e Marc a lottare per il titolo. Quindi sarà anche più dura in questa stagione, ma ho maggiore fiducia questa volta e penso che potremmo essere anche più competitivi. A Jerez non saprei come possa andare, l’anno scorso qui eravamo davvero molto veloci in gara, ma il cambiamento dell’asfalto ha modificato completamente le cose e cambierà i parametri per tutti".

L'asfalto nuovo sarà così determinante?

"Si, il vero punto è quello. Poi penso che i rivali sono in una condizione molto diversa rispetto alla scorsa stagione. Se l’asfalto fosse rimasto lo stesso, me li sarei aspettati comunque più forti dell’anno scorso, ma c’è un asfalto nuovo quindi vedremo domani"

Non sei mai salito sul podio qui, sarà la volta buona?

"Non sono mai salito sul podio a Jerez e parto con questo obiettivo. Secondo me abbiamo le possibilità per farlo ma logicamente con un asfalto nuovo cambiano tutte le carte in tavola. Dobbiamo vedere se è un cambiamento positivo o negativo per noi. Basta così, non ha senso fare troppi ragionamenti. Secondo me arriviamo qui con una buona competitività, ma ci sono rivali messi meglio dell’anno scorso".

La Ducati non vince qui dal 2006. Perché?

"Il primo motivo è che qui la potenza non si usa mai al 100%, e quello è un nostro vantaggio. Il secondo è che è molto stretta come pista e l’agilità non è un nostro punto di forza. Il terzo motivo è che nonostante la pista sia corta e stretta, ci sono 4 o 5 curve molto scorrevoli, che non sono un nostro punto forte. Però l’anno scorso siamo riusciti a fare un bello step in avanti e io mi aspetto di essere veloce questa volta". 

Uno dei temi di questo inizio stagione è la scarsa competitività di Zarco sulla KTM. Tu che in passato sei passato da Yamaha ad un'altra moto, che idea ti sei fatto?

"Quando cambi moto, il passo è sempre molto grande. Ma tutte le moto hanno caratteristiche diverse e non posso sapere come stanno le cose realmente in KTM. Penso che tutti si aspettassero qualcosa in più da Zarco, ma quello che sta accadendo magari mostra come stanno realmente le cose, perché il livello in MotoGP è davvero molto elevato e la conferma arriva anche dalla Yamaha, che l’anno scorso ha fatto dei buoni risultati ma ha sofferto di più rispetto al passato, perché il livello si è alzato moltissimo. Quello che succede a Zarco è secondo me normale, perché quando usi una sola moto in MotoGP di un unico costruttore, tu pensi di sapere più di quanto realmente sai. E’ impossibile conoscere le altre moto finché non ci corri. E’ successo a me e penso che sia successo anche a tanti altri piloti. La Yamaha e la KTM sono completamente diverse, penso ci sia bisogno di tempo. Al momento la KTM non è al livello della Yamaha o di altre moto, è normale ed è anche la realtà della MotoGP". 

Ieri ricorreva il 25° anniversario dalla scomparsa di Ayrton Senna. Ti ricordi quel giorno?

"Ayrton era un campione davvero speciale. Tutti lo amavano per come guidava ma anche per come viveva. Ero molto giovane, fu un giorno molto triste che ricordo bene. Questo purtroppo fa parte del Motorsport ed a quel tempo le macchine erano più pericolose di oggi. Con un incidente del genere, non c’era molto da fare purtroppo. Dopo quello, hanno cambiato le regole sia sulle vetture che su altre cose, e questo è stato forse l'unico aspetto positivo".     

Domani sarà intitolata una curva a Pedrosa qui, la Dry Sacs. A te piacerebbe una cosa del genere, una curva con il tuo nome?

"Penso che se accade qualcosa in una curva in particolare, qualcosa di speciale, allora ha senso dare a quella curva il nome del pilota. Ma a volte suona un po’ strano sentire il nome di un pilota in una curva. Se prendiamo però la curva numero 3 a Phillip Island, che è intitolata a Stoner, c’è un motivo preciso ed è perché lui faceva quella curva in un modo davvero speciale. Suona strano secondo me in altri casi".  

INTERVISTA RACCOLTA DA MATTEO AGLIO A JEREZ

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