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Moto3, Max Biaggi: ho scelto Canet perché aveva voglia di rivalsa

"Conosco bene quel desiderio: lo ho vissuto. Non ho preso un italiano perché la Moto3 è una classe formativa, e non vado a rubare talenti alle altre squadre"

Moto3: Max Biaggi: ho scelto Canet perché aveva voglia di rivalsa

E' iniziata bene l'avventura del neonato team di Max Biaggi in Moto3, con la pole di Canet ed un terzo posto nella gara di apertura in Qatar.

Dopo la prima vittoria di Aron ad Austin, in Texas, ora il giovane spagnolo e l'altrettanto giovane (professionalmente) team manager sono in testa al mondiale, in condominio con Masia riportando alla mente di Max vecchie sensazioni.

Tutti gli ex piloti dicono che stare ai box non è come gareggiare, ma in alcuni casi si provano emozioni simili.

"La Pole di Canet mi ha ricordato la mia prima gara in Superbike a Losail"

"La sorpresa più grande e bella l’ho avuta già nel primo GP quando Aron ha fatto la pole position dando più di mezzo secondo al secondo - racconta Biaggi - Mi è tornato in mente il 2007, quando fui io a fare la pole e poi vinsi la mia prima gara sulla Suzuki in Superbike proprio in Qatar. Sono state quelle emozioni a tornarmi in mente. Canet poi non ha vinto, ma solo perché la moto non era così performante contro le Honda".

Biaggi che scusa un pilota per non aver ottenuto il massimo. Semplicemente incredibile, ma c'è un perché.

"Canet ha voglia di rivalsa. Conosco bene quel desiderio: lo ho vissuto"

"Quando ho scelto Canet avevo capito che aveva voglia di rivalsa, di dimostrare il proprio valore - rivela - di riscattarsi dopo un 2018 opaco e senza vittorie. Conosco molto bene quel desiderio perché l’ho vissuto. Poi Canet non si era lasciato nel migliore dei modi con la vecchia squadra e con me ha trovato un team che lavora solo per lui: per un pilota è importante".

Per Max, ai tempi d'oro, questa era una ossessione. E non ha cambiato idea.

"Con Aron ci siamo incontrati la prima volta a Misano a settembre dello scorso anno - racconta Biaggi la genesi della nascita della squadra - Lo seguivo da tempo e, anche dopo il nostro accordo, non riusciva a ottenere grandi risultati ma questo non mi ha mai creato dubbi sulla mia scelta. Aron non era in una condizione felice, né per quanto riguardava il team né per la sua forma fisica, perché si era fatto male a una spalla. Avevo capito che non stava dimostrando il suo vero potenziale e ci ho creduto".

Una delle prime critiche che sono state mosse a Biaggi, con tutto quello che stava facendo l'ex rivale Valentino Rossi con la sua Academy, è stata la nazionalità del pilota.

"La Moto3 è una classe formativa. Non ho preso un pilota italiano per non rubarlo ad altri team"

"Eh, sì, lo so, questa è stata la prima critica: Max perché non hai preso un italiano? La risposta è: ben venga un italiano nel mio team, ma se i piloti di talento sono già sotto contratto io non vado a rubarli ad altri team. Non capisco certe guerre in una categoria formativa, in MotoGP sarebbe un altro discorso, ovviamente".

Già, perché il primo problema che la neonata squadra si troverà ad affrontare a fine campionato sarà se crescere con il pilota oppure restare nella classe cadetta e lasciarlo andare.
La risposta di Biaggi rispecchia la situazione attuale.

"Passare in Moto2? Non ci penso ma l'occasione fa l'uomo ladro"

"Il primo obiettivo è di vivere questa stagione al meglio. La Moto3 mi piace, non ho il progetto di passare in altre categorie in questo momento ma ho anche sempre pensato che l’occasione fa l’uomo ladro. Anche l’idea iniziale di questo team non era quella di partire con un top rider quale è Canet, ma c’è stata questa possibilità e ho capito che bisognava prenderla. Se porterei Canet in Moto2? È una bella domanda, il progetto è la Moto3, al momento non credo che salirei di categoria".

Ad Aron però Max però si è già affezionato. E in qualche modo si rivede in lui.

"Aron guida sopra i problemi. In Moto3 è un vantaggio. Poi maturerà"

"Canet è molto serio, mi piace perché ha grinta. Vuole migliorare se stesso e la moto, e come me crede molto nell’allenamento fisco. Poi riesce a guidare con disinvoltura sopra i problemi ed è un buon pregio in Moto3. Certo, quando salirà di categoria sarà diverso, ma maturerà".

L'esperienza a Biaggi per aiutarlo non manca. Anche se lui stesso dovrà affrontare problemi nuovi.

"Il team è totalmente di mia proprietà, sia dalla parte tecnica che logistica - precisa - lavorano tutti ragazzi che ho scelto io. Ho cucito su Canet una squadra fatta per lui, ho messo quattro meccanici su cinque spagnoli perché potere usare la propria lingua è importante, sono piccoli dettagli ma che fanno la differenza. Non succede spesso che un pilota abbia una squadra disegnata su di lui, a volte solo in MotoGP".

Si capisce subito che Max non è nel mondiale per fare numero. Dopo il brutto incidente di due anni fa in Supermotard si era un po' allontanato dalle moto e dalle corse, ore è tornato tanto da confessarci un particolare importante.

"Io non correrò, ma ho comperato una Aprilia RSV-4 X per andare a girare in pista"

"Ho comprato una delle nuove Aprilia RSV4 X. Mi arriverà tra un paio di mesi, e con quella andrò a girare in pista. Non mi sono rimangiato le mie parole, non andrò mai più in pista per correre ma per divertirmi e lo rifarò. Sono come un calciatore che si è ritirato ma va ancora a giocare con gli amici o le vecchie glorie, credo sia abbastanza normale. Ultimamente come ambasciatore di Aprilia ho partecipato in questo ruolo a dei track day. E mi sono divertito".

Si può non domandargli cosa ha provato a trovarsi nel paddock mentre il suo ex rivale storico, Valentino Rossi, è tuttora in pista.
La risposta è illuminante.

"Rossi fa bene a continuare a correre, gli riesce ancora bene"

"Ho corso fino a 41 anni - sottolinea - ma finché sei in attività non ti rendi quasi conto del tempo che passa. La differenza da un anno all’altro è talmente minima che non te ne accorgi. Valentino fa bene a continuare, come ho sempre detto. Perché dovrebbe smettere di fare una cosa che gli riesce bene?"

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