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MotoGP, Dovizioso: "Marquez? Quando cadi così, c'è qualcosa che non va"

Andrea soddisfatto: "Questo campionato ce lo giocheremo in quattro, con anche Rossi e Rins. Adesso si va in Europa su piste dove posso attaccare"

MotoGP: Dovizioso: "Marquez? Quando cadi così, c'è qualcosa che non va"

Andrea Dovizioso ha un volto disteso al termine del Gran Premio. Non ha vinto e non è neanche salito sul podio, ma grazie alla caduta di Marquez (guarda QUI le immagini) si è ritrovato proiettato in testa al mondiale alla vigilia del ritorno del mondiale in Europa, su piste molto più congeniali alla Ducati rispetto a quelle affrontate nella doppia trasferta americana di Argentina e USA. Ma non si deve individuare esclusivamente nell'errore di Marc questa situazione in classifica perché per raccogliere le occasioni bisogna sempre farsi trovare al posto giusto nel momento giusto.

Partendo 13° in griglia e chiudendo la gara appena ai piedi del podio, Dovizioso ha ottenuto davvero il massimo da una gara che avrebbe potuto riservare ben altri risultati. Invece in Ducati hanno saputo lavorare, capitalizzando al massimo un'onesta chance che si è presentata su un piatto d'argento, sotto forma di una Honda Repsol che perde l'anteriore e scivola nella via di fuga.

"Sono partito benissimo, avevo fatto davvero le cose in modo perfetto - ha spiegato Andrea - per fortuna io sono riuscito a tenere esattamente la linea che volevo e anche gli altri piloti sono andati proprio dove avrei voluto! Non avrei potuto fare partenza migliore. Ero appena dietro a Rins, quindi le cose stavano andando benissimo. Poi però ho perso troppo nei primi giri quando ho perso la prima volta l’anteriore alla 10".

Dopo sei apparso in difficoltà.

"Per qualche giro sono anche andato un po’ in panico, ma sono riuscito a restare tranquillo ed ho portato a casa il massimo. Mi sono messo alle spalle di Morbidelli, e lui in certe curve era velocissimo. Però guadagnavo molto in frenata ed in rettilineo e quello mi ha aiutato molto. Dopo circa 7 giri ho ripreso il mio ritmo ed ho capito che alla 10 perdevo l’anteriore perché c’era del bagnato a terra, si vede che dove hanno rifatto l’asfalto in quel punto c’è un pezzo che non drena. Ho iniziato a fare una linea diversa e piano piano ho iniziato a sognare, perché in alcuni punti della pista ero davvero velocissimo. Ho passato Morbidelli, poi Miller non era lontano e si stava creando una situazione davvero particolare. Durante la fase finale della gara ero veloce quanto i migliori in pista e questa è forse la cosa più positiva di tutte". 

La caduta di Marquez significa tanto per il campionato?

"Se cadi, vuole dire che stai viaggiando al limite. Con la sua caduta Marc ha dimostrato che non può controllare tutto al 100%. Voglio dire, magari lo farà la maggior parte delle volte, ma non sempre. Quando sei davanti e cadi, vuol dire che qualcosa non va. Se hai tanto margine, come lo aveva in Argentina ad esempio, non cadi. Questo è buono per noi perché nelle prime due gare ha fatto qualcosa di incredibile, è stato velocissimo sempre, secondo me più dell'anno scorso". 

Fare di più oggi era impossibile?

"Oggi ci prendiamo il massimo che era possibile. Magari con mezzo giro in più potevo prendere il podio perché Jack alla fine stava perdendo tanto, forse aveva abusato della gomma anteriore. Andiamo a Jerez primi in classifica, sono soddisfatto della moto, perché è meglio dell’anno scorso, lo stiamo dimostrando anche su piste difficili per noi come questa". 

Siete abbastanza forti da giocarvi il mondiale con chiunque?

"Oggi non basta ancora quello che abbiamo, perché ci sono tanti piloti forti. Avevo parlato di Rins prima dell’inizio della stagione, che oltre ad aver vinto oggi è lì in classifica, molto vicino e ci resterà per tutto il campionato. Il campionato è molto lungo e guardate cosa è successo oggi. Possono succedere tante cose, ma io mi sento di certo molto competitivo, sento che da Jerez potrò spingere forte, anche più dell’anno scorso".

Questo mondiale lo vedi molto diverso rispetto a quello del 2018?

"La differenza rispetto alla scorsa stagione è che prima c’era solo Marc che faceva la differenza. C’erano alti e bassi degli altri piloti, ma Marc era sempre lì. Quest’anno sembra che non sia proprio così, c’è Valentino, c’è Rins, secondo ci sarà anche Maverick e quindi è più complicata. Quando ci sono cinque piloti che si possono giocare una gara, ma sono solo in due che possono giocarsi il campionato è una cosa. Se invece ti giochi il campionato in quattro, allora le cose cambiano, le strategie gara per gara contano di più, quindi può anche essere positivo per noi. Più difficile magari, perché quando ti giochi il campionato devi ragionare di più quando fai certe cose in pista". ​​​​​​

L'anno scorso eri super competitivo sia a Jerez che a Le Mans. Si può vincere entrambe?

"Bisogna stare attenti perché ogni anno ha la sua storia. Io mi aspetto di essere competitivo le prossime gare, ma ci sono piloti molto più competitivi rispetto a quanto erano l’anno scorso, quindi non c’è nulla di scritto. La cosa importante è avere sempre la giusta attitudine, lavorare duramente e non smettere di impegnarsi mai. Marc è sempre fortissimo, ma ha fatto uno zero qui dove in passato ha sempre dominato. Rins e Valentino sono fortissimi, la Yamaha quest'anno non è niente male soprattutto rispetto all'anno scorso è migliorata. Credo che in questo momento siamo in quattro a poterci giocare il mondiale, quindi non sarà solo una lotta con Marc. Ma credo che siamo messi molto meglio dell'anno scorso".

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