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MotoGP, Lorenzo: "Questa pista è un pericolo per la sicurezza dei piloti”

Jorge molto critico sulle condizioni del COTA: "Buche ovunque, anche in punti in cui l'anno scorso non c'erano. Mi sento bene, ma la pista non aiuta"

MotoGP: Lorenzo: "Questa pista è un pericolo per la sicurezza dei piloti”

Jorge Lorenzo non è riuscito a trovare il guizzo neanche nella prima giornata di libere ad Austin. Lo spagnolo ha chiuso al 16° posto in classifica una giornata opaca, che nel suo caso è stata condizionata da un mix di fattori molto ben delineati. Ad una condizione fisica perfettibile, si deve infatti associare il percorso di adattamento alla Honda per il maiorchino, che qui in Texas si è trovato anche a fare i conti con un tracciato che rappresenta la perfetta antitesi del suo stile di guida.

La pulizia di linee di Jorge richiederebbe infatti un asfalto perfetto, dove poter esaltare al massimo le sue doti di perfetto Raffaello della guida. Ma Lorenzo ad Austin si è scontrato a muso duro con una situazione ben diversa da quella che sarebbe ottimale per le sue esigenze, trovando buche ad accoglierlo in ingresso e uscita di curva, invece di un perfetto manto di asfalto.

"La situazione di questa pista è peggiore se paragonata ad altre piste - ha messo subito in chiaro Jorge -  ci sono tante buche, molte di più rispetto a quante ce ne fossero l’anno scorso ed ha bisogno di essere riasfaltata, prima possibile".

La definiresti al limite come situazione?

"Vuoi sapere se siamo al limite per correre? Dipende da cosa si intende per limite. Questo è uno sport difficile, ma ovviamente la situazione non è tranquilla, è pericolosa per la sicurezza dei piloti perché ogni volta che prendi una buca c’è il rischio di cadere finendo fuori pista. Ribadisco, c’è bisogno di riasfaltare completamente la pista".

La trovi anche peggiorata rispetto al 2018?

"Metà della pista è piena di buche, dalla 12 alla 20 è piena. Ci sono buche che l’anno scorso non c’erano - ha sottolineato -  come nella veloce a sinistra quando scendi dalla collina. Si vede chiaramente in quel punto, perché l’anteriore si solleva. Credo ci sia davvero bisogno di fare dei lavori. Ne parleremo in Safety  Commission".

Tu invece come ti senti dal punto di vista fisico?

"Mi sento bene, non ho problemi con le costole. Lo scafoide non è perfetto, ma è meglio di quanto fosse in Argentina e penso che a Jerez sarà ancora meglio. Credo che per metà stagione sarò finalmente al 100%. Di certo la condizione fisica non mi aiuta e anche la pista non è il massimo per me. In Qatar ad esempio ero secondo prima di farmi male".

Quindi secondo te qui il problema non è la condizione fisica.

"Qui il grosso problema è proprio la pista, che non è il massimo per me. Credo di essere messo meglio oggi di quanto fossi con la Ducati nel primo anno. Certo avrei preferito essere già salito sul podio in questa stagione, ovviamente. Ma sono certo che arriverà presto".

Quanto ti manca per imparare a sfruttare al massimo la Honda?

"Questa è una moto molto competitiva, ma devi guidarla come va guidata. E' compatta e sto lavorando su tante piccole cose per riuscire ad avvicinarmi a quello che fa Marc con questa moto. Oggi non abbiamo modificato troppo l’assetto perché avevamo altri problemi da risolvere, perché io sto ancora cercando di trovarmi perfettamente sulla moto, stiamo lavorando ancora su questo. Sto ancora lavorando sull’ergonomia e poi resta ovviamente da far funzionare meglio il mio stile di guida su questa moto, che sto capendo sempre di più".

Una soluzione per le buche potrebbe essere ammorbidire molto l'assetto?

"Devo dire che a volte quando ci sono buche invece di ammorbidire le sospensioni, funziona di più irrigidirle. Vedremo domani".

 

 

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