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MotoGP, Lorenzo: "Non sono al livello per lottare con Marquez"

"E neppure con Cal, mi serve maggiore esperienza. Circuiti favorevoli mi aiuteranno, ma Austin non è una di quelle piste"

MotoGP: Lorenzo: "Non sono al livello per lottare con Marquez"

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La buona notizia, per Lorenzo, è che le sue condizioni fisiche stanno migliorando, “mi sento abbastanza bene, penso che non avrò problemi a guidare” assicura. La brutta è che il suo peridodo di adattamento alla Honda non è per nulla finito e la prossima tappa sarà ad Austin, non certo una delle sue piste preferite.

Alcuni episodi negativi non mi hanno aiutato ad ottenere i migliori risultati nelle prime due gare - spiega - La frattura dello scafoide non mi ha permesso di fare i test a Sepang, in Qatar sono caduto e poi ho avuto un problema con la frizione, in Argentina ho fatto quell’errore inserendo il limitatore e poi ho avuto il guaio con la manopola. Senza tutti questi problemi sarei riuscito a entrare nei primi 10, ma comunque non sono ancora al livello per lottare con Marc e Cal. Ho bisogno di fare altri chilometri per capire meglio la moto”.

Lottare con Marquez qui è difficile per tutti, come anche in Argentina..
È questione di piste, Marc riesce a lottare per la vittoria anche in quelle in cui fatica e in quelle che gli piacciono vince con vantaggio”.

Anche tu hai delle piste preferite?
Certo, sono un pilota (ride). Quali? Jerez, poi Le Mans, anche se negli ultimi anni non ho fatto grandi risultati, e Mugello, Barcellona e Misano”.

Non Austin…
Il circuito è sempre importante, anche negli anni in cui ero in grande forma ho sempre sofferto qui con la Yamaha, la maggior parte delle volte non sono salito sul podio. È una pista complicata, come anche Termas. In Qatar ero in condizioni fisiche peggiori, ma fui 2° nel primo turno di prove. Il circuito è sempre importante, soprattutto quando la moto non è ancora tua e devi lottare contro piloti che la guidano da 5 o 6 anni. A Jerez spero di stare davanti”.

Stai aspettando la gara in Spagna per rifarti?
Non inizio questo fine settimana pensando che sia impossibile lottare per il podio o per la vittoria, se lo facessi non sarei un pilota e non sarei stato campione del mondo. Ho la mente aperta, ma è chiaro che il passato non mi dà tante speranze. Ho bisogno di un processo di adattamento lungo con la Honda, ma le piste favorevoli mi aiuteranno”.

Qui però potrebbe aiutarti la Honda…
La Honda gira meglio, inoltre ti permette di frenare forte ed entrare in curva molto veloce, all’opposto perdiamo un po’ in trazione, anche se il nuovo motore aiuta. Posso dire che questa è una pista molto buona per la Honda ma non per il mio stile di guida. Lo scarso grip e le frenate forti non mi aiutano, forse per questi motivi non ho mai vinto qui”.

Serve ancora pazienza?
Sarebbe un errore tentare di fare più di quello che è nelle tue possibilità, perché quando ci provi con queste moto cadi. È più intelligente aspettare, dare tutto in pista ma essendo coscienza dei propri limiti.

Pensi comunque di essere nel posto giusto?
La squadra è eccellente, la moto lo stesso, devo solo adattarmi e ripagare la loro fiducia”.

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