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SBK, Ad Aragon Bautista e Ducati al 7° cielo

Per Alvaro e la Panigale V4 R numero 19 è la settima affermazione su altrettante partenze, Rea e Davies sul podio. 4° Lowes con la miglior R1, 5° Sykes su BMW, in ritardo Melandri

SBK: Ad Aragon Bautista e Ducati al 7° cielo

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Giubbotti imbottiti, cappelli di lana e termocoperte utili come non mai ad Aragon, in una gara uno caratterizzata da un freddo invernale ed un vento pungente.

Ma che bella questa SBK 2019, con quattro piloti in lotta su altrettante moto, Kawasaki, Ducati, Yamaha e BMW, a contendersi... il secondo ed il terzo gradino del podio: infatti, Alvaro Bautista anche oggi è scattato dalla pole, è fuggito solitario, ha vinto - nuovamente - indisturbato.

Questo copione, praticamente identico ai sei già raccontanti, sintetizza il sabato spagnolo, nel quale “Bau Bau” ha ripetutamente abbaiato nelle prove ed in Superpole, e poi morso gli avversari. La Panigale V4 R è inarrestabile nelle sue mani, che gli hanno garantito il settimo successo stagionale: “una vittoria speciale qui a casa - era felicissimo nel parco chiuso, Alvaro - perché stare solo davanti non è semplice e la voglio regalare al pubblico accorso qui”. 

Ai tempi del dominio di Rea degli anni scorsi, il campionato era soprannominato “quello degli altri”, nel quale i rivali del Cannibale erano costretti a spartirsi le restanti posizioni; ebbene, adesso è proprio il numero 1 Kawasaki a far parte di questo gruppo di insoddisfatti:partendo decimo, la seconda posizione è la migliore che potessi ottenere” le parole del campione (ancora sconfitto) dicono tutto del suo secondo posto.

Chaz Davies ha reagito, cogliendo un podio, il primo dell’anno per lui: “non è stato un weekend semplice - ha detto il gallese - spero di fare meglio domani”. C’è un abisso, per ora tra Bautista e Davies e lo si nota osservandoli guidare; la moto è la stessa, ma Alvaro la sfrutta in pieno, il numero 7 ancora no. Tra il mattatore e Chaz ci sono tanti chili di peso corporeo che ballano - 15 o 20 in meno per Bautista - ed uno stile in sella agli antipodi.

Le Yamaha hanno ricoperto piazzamenti al di sotto del podio, con Alex Lowes il più veloce del gruppo blu delle R1, Van Der Mark, Cortese entrano in top ten, ne rimane fuori Melandri, in grande difficoltà dopo la caduta in Superpole.

Migliora la BMW, non solo nel giro secco. Sykes centra il quinto posto, però Reiterberger cade proprio in partenza. Soffrono le Ninja, quella numero 1 a parte: Razgatlioglu precede Leon Haslam, rispettivamente ottavo e nono, l'indipendente Torres è decimo. Fuori dalla contesa importante la Honda, con Camier e Kiyonari attardati e Del Bianco ancora a terra, prende punti Rinaldi, tredicesimo con la Panigale V4 R Barni, è scivolato Laverty mentre si giocava il podio con Davies. Eugene si è rialzato, raggiungendo comunque il traguardo.

Classifica piloti: Bautista 149, Rea 118, Lowes 82.

 

LA CRONACA - Meglio di tutti scatta Bautista che approfitta della pole conquistata, in mezzo al gruppo cade Markus Reiterberger, dopo il contatto con la Kawasaki di Rea, percorrendo pochi metri dopo il via, l’altra BMW, quella di Sykes, tiene il passo della Panigale V4 R numero 19, terza la Yamaha di Lowes, che supera Tom alla fine del lungo rettilineo, scivola anche Tati Mercado.

Bautista comanda, Lowes è secondo, recuperano posizioni Davies e Rea: Chaz è quarto, Johnny quinto. Melandri si trova in decima posizione, nella lotta con Laverty Cortese e Torres, si registra la caduta di Del Bianco.

Rea salta Davies in ingresso curva, contando sul solido avantreno della Ninja ufficiale, Bautista è sempre al comando, Lowes e Sykes nei primi tre.

Guida forte Alvaro, che demolisce anche il record in gara fissato da Davies nelle scorse edizioni, lo spagnolo è in fuga, restano i due gradini più bassi del podio nella contesa tra i rivali.

Duello rusticano tra Davies, Rea, Sykes e Lowes, in quattro su altrettante differenti moto; al gruppo si uniscono Van Derm Mark, Laverty e Cortese, con Melandri ed Haslam distaccati.

Si menano come matti Chaz, Johnny, Eugene ed Alex, in ogni curva la seconda posizione ha un nome diverso, discorso a parte per la testa della corsa, detenuta sempre da Bautista.

Rea si libera della Ducati del gallese, che subisce pure l’attacco di Lowes e Van Der Mark annusa l’odore della Panigale V4 numero 7; Eugene Laverty e Cortese hanno perso terreno, Melandri è decimo.

Si consumano i sorpassi tra Davies, Lowes, Rea e Laverty e non mancano gli errori: Rea va lungo più di una volta in frenata, ma bisogna dire che Johnny sia l’unico in pista a difendere davvero i colori della verdona.

Ultimo giro, Bautista vince con un vantaggio abissale nei confronti di Rea e Davies, Laverty cade a poche curve dal traguardo, Lowes, Sykes e Van Der Mark precedono Cortese ed il resto del gruppo.

 

 

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