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MotoGP, A Termas de Rio Hondo Marquez si prende anche il warm up

Marc e la Honda battono Vinales con la Yamaha e Dovi su Ducati, 4° Rins sulla Suzuki, 5° Morbidelli, 6° Petrux, 7° Rossi. Ancora esperimenti tecnici per Lorenzo. 11°

MotoGP: A Termas de Rio Hondo Marquez si prende anche il warm up

Con un occhio rivolto al cielo e l’altro che puntava le traiettorie ideali della pista di Termas, anche i piloti della MotoGP hanno disputato il warm up mattutino.

Sperando che Giove Pluvio non faccia il matto come lo scorso anno (anche se qualcuno in pista ed in Direzione Gara è stato più matto di lui) è stato proprio il più folle dell’edizione 2018 a scaldare gli animi: la Honda di Marc Marquez con una gomma Michelin dura davanti e morbida dietro segna il tempo di 1'39”096, facendo vedere a tutti che a Termas il numero 93 il favorito al successo finale.

Resta nelle posizioni alte Maverick Vinales, il più veloce dei piloti Yamaha. Ricordiamo che al primo anno con la quattro cilindri di Iwata, Maverick vinse il Gran Premio. Era il 2017, il catalano sfoggiava il numero 25, passato ora a 12.

Andrea Dovizioso è terzo, in un warm up che copia i risultati delle qualifiche. La Desmosedici del forlivese montava una dura all’anteriore ed una morbida al posteriore, scelta di quasi tutti i top rider.

Alex Rins ha ripreso confidenza dopo turni spesi a cercare l’assetto ideale per la sua GSX-RR, ed il quarto crono dimostra miglioramenti evidenti, visti specialmente in staccata. Rispetto alla Honda, la M1 Petronas è nella mani di Franco Morbidelli, quinto con due Michelin dure.

Danilo Petrucci e Valentino Rossi, rispettivamente seconda guida in Ducati e prima in Yamaha, quantomeno dopo i risultati di Losail. Il loro gap gravita intorno al secondo e mezzo, con scelte di pneumatici identiche a quella di Marquez.

Ottavo Miller, buon nono posto per Miguel Oliveira, rookie sulla KTM più veloce della mattinata. Pol Espargarò, Johann Zarco e Syahrin non sono stati altrettanti efficaci. Appena più sotto al centro del gruppo, ecco Mir e Bagnaia, altri due debuttanti con un titolo mondiale in tasca Ancora lento Iannone con l’Aprilia, ventesimo.

Cambia colori, continua a sperimentare: Jorge Lorenzo ha chiesto - ed ottenuto prontamente - una nuova sella per la sua RC 213, con una imbottitura più corposa ed evindente. Non solo: sulla Honda numero 99, regolazioni dei semimanubri ancora non perfetta, a dimostrazione di come il maiorchino sia alla ricerca dei dettagli che si trovano nei test invernali. Ci ricorda quanto visto in Ducati per un anno e mezzo, ma quando Jorge è stato accontentato, le vittorie ed i podi sono arrivati. Vedremo oggi se partire dalla dodicesima casella sarà più dura del previsto per lui.

 

 

 

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