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Moto3, Arbolino: "Grazie Lorenzo, mi hai insegnato a usare la testa"

"Jorge mi sta facendo allenare con il suo preparatore e questo mi ha permesso di fare un passo in avanti. Anche avere Fenati in squadra mi ha dato una spinta in più"

Moto3: Arbolino: "Grazie Lorenzo, mi hai insegnato a usare la testa"

Tony Arbolino ha conquistato in Argentina il primo podio della sua carriera nel mondiale Moto3, dopo una gara molto combattuta in cui ha prevalso la capacità di gestione e soprattutto la capacità del pilota di trovarsi nel posto giusto al momento giusto. Ormai quasi tutte le gare della categoria cadetta motomondiale si decidono negli ultimissimi passaggi e per salire sul podio è richiesta soprattutto concentrazione, visione tattica e la capacità di graffiare al momento giusto.

Tutte caratteristiche che evidentemente non difettano ad Arbolino, in grado di gustarsi il suo primo podio iridato a Termas de Rio Hondo.

"Ora penso a tutto e niente, è stato fine settimana incredibile e il primo podio è una sensazione bellissima. Dovevo farlo. Abbiamo fatto un passo in avanti con la moto e migliorato la frenata. Ho voluto ringraziare Lorenzo perché mi ha dato la possibilità di allenarmi con il suo preparatore".

Quanto c'è di Lorenzo in questa vittoria, in che modo ti ha aiutato?

"Tanto. Mi ha dato la possibilità di allenarmi con il suo preparatore atletico, Ivan Lopez e lui è davvero un grande. Non si tratta tanto del fisico, perché con quello bene o male si fanno sempre le stesse cose, c'è poco da intentarsi. Invece se vuoi lavorare sulla testa, è un altro discorso ed è proprio l'aspetto su cui lavorare di più per fare uno step di un certo tipo"

Quest'anno è anche cambiato tanto in squadra, è arrivato Romano che però ancora non è riuscito a brillare. Come vivi la convivenza con lui?

"Avere Romano in squadra mi ha anche fatto fare lo step dal punto di vista mentale. In Moto3 siamo tutti vicini, ma averlo in squadra mi da tanti stimoli. Lui è uno dei più veloci che ci sono in pista in questo campionato. Poi anche fuori dalla pista abbiamo un ottimo rapporto, mi trovo bene. In tanti compagni di team dicono di essere amici tra loro e poi in realtà le cose non stanno così, invece tra di noi è davvero così, abbiamo qualcosa in più di un semplice rapporto tra compagni di team, è un'amicizia vera. Arriverà anche lui, magari è stato un inizio sfortunato per lui, ma da Austin o da Jerez farà il Romano Fenati.".

Un podio che cambia le tue prospettive per il campionato?

"Per me questo podio cambia poco. Quest’anno noi abbiamo come traguardo quello di fare ogni domenica qualcosa di meglio rispetto all’anno scorso. Se non riesci alla fine non va bene e rischi di andare giù di testa, quindi non mi ero posto obiettivi troppo grandi".

Vuoi parlarci della strategia di gara? Come l'hai gestita così bene?

"Ho cercato di restare vicino ai primi perché è quello che dovevo fare, quello che avevo deciso di fare. Al primo giro sono partito male, non mi è entrato il launch control. Ho fatto un brutto inizio ed ero subito decimo, sono riuscito ad essere aggressivo da subito ed ho fatto quello che dovevo fare. ​​​​​​​La Moto3 è una categoria in cui è difficile stare sempre davanti, fare risultati costanti. Ci ho lavorato tanto questo inverno e credo che ce lo siamo meritati al 100%. Qui è un attimo passare dal primo al quindicesimo posto".

Binder è stato definito un kamikaze da Dalla Porta, tu cosa pensi di quello che è successo?

"Se Binder avesse preso me, lo avrei criticato anche io! Ora è una mina vagante in questo momento del campionato, perché tutti vogliono fare risultato, tutti vogliono andare bene ma bisogna usare tanto la testa in questa categoria e pensare che qui si decide tutto negli ultimi giri".

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