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MotoGP, Poncharal: "L'aerodinamica è costosa? Certe cose mi fanno sorridere"

Hervé: "Ci sono cose molto più costose sotto le carene. Un buon ingegnere sfrutta il regolamento, Dall'Igna si è dimostrato il più intelligente del paddock"

MotoGP: Poncharal: "L'aerodinamica è costosa? Certe cose mi fanno sorridere"

Hervé Poncharal, oltre ad essere il titolare del team Tech3 che corre in MotoGP, Moto2 e a breve anche in MotoE, ricopre il ruolo di presidente della IRTA, l'associazione dei team iscritti al mondiale. Il francese è sempre stato uno di quei personaggi che, per usare un eufemismo, non le manda a dire. Diretto nei commenti, sempre molto interessante da ascoltare.

Abbiamo chiesto un suo parere sulla vicenda riguardante l'ormai famigerato 'cucchiaio' della Ducati, raccogliendo come di consueto per Hervé, un punto di vista molto originale che fotografa la situazione in modo leggermente diverso da quanto disegnato negli ultimi, tesi, giorni.

L'aerodinamica in MotoGP sembra aver aperto un nuovo capitolo dello sviluppo tecnico. Cosa ne pensi?
"L’aerodinamica c’è sempre stata in MotoGP, è sempre stata importante - ha sentenziato il Poncharal -  Non credo sia realmente cambiato qualcosa nell'ultimo periodo. Il punto è che da quando cinque o sei anni fa sono comparse le prime alette sulle moto, tutti hanno iniziato a parlare di aerodinamica, ma in realtà avevamo già molto studio aerodinamico sulla moto, sulle sue forme e anche sulle forme ad esempio dei caschi dei piloti. E’ sempre stato un argomento molto importante per lo sviluppo. E’ solo una questione di maggiore visibilità di alcune componenti, che creano maggiore interesse da parte dei media e anche da parte del pubblico, ma non è cambiato il suo ruolo".

Eppure l'attenzione di tutti è stata catalizzata attorno alle decisioni riguardanti il 'cucchiaio' della Ducati. Tu che idea ti sei fatto di tutta la vicenda?
"Tutte queste discussioni di carattere tecnico, richiedono grande competenza e sono oggetto di discussione all’interno della MSNA. Io non sono un ingegnere e non posso insegnare niente a nessuno da questo punto di vista. Tutto quello che posso dire è che ci sono persone qui che devono fare le regole e persone che sono qui per farle applicare.  Quattro costruttori hanno presentato un ricorso contro una soluzione di un quinto costruttore che secondo loro non era legale. Voglio ribadire che non sono io in grado di stabilire nulla dal punto di vista tecnico. Secondo chi ha valutato le cose, Ducati ha espresso la migliore interpretazione delle regole. Molte persone non sono d’accordo, ma cose del genere succedono sempre nella vita".

HERVE' POCNCHARAL - "NON CI SONO DISCUSSIONI COSTRUTTIVE NELLA MSNA, CHE ESISTE PER QUESTO"

Con la decisione di fare ricorso sembra che la pace nel paddock sia cessata, se mai realmente c'è stata. Forse si sarebbe potuto evitare tutto questo?
"L’unica cosa che io non capisco è come mai non ci siano maggiori discussioni costruttive all’interno della MSNA, perché è proprio per cose di questo tipo che esiste. Perché non possono analizzare assieme al Direttore Tecnico certi aspetti regolamentari per evitare situazioni di questo genere, eliminando le aree grigie? Perché non si possono definire diversamente? Per alcuni si tratta di raffreddare le gomme, per altri di creare downforce. Non so a cosa serva realmente, ma non è questo il punto".

E quale pensi sia il punto? Forse l'innalzamento dei costi?
"Io sono qui da 40 anni, il che significa che non sono più molto giovane! Ma ogni volta che si parla di soldi, mi viene quasi da ridere. Io non credo che il punto sia realmente questo. Ci sono delle regole. Il ruolo degli ingegneri è leggere attentamente il regolamento e cercare di estrarre il massimo da queste regole. Non si può condannare alcun ingegnere se opera all’interno delle regole. Qualcuno ha definito la scelta Ducati borderline, ma perché? Se lo chiedi ai giudici, per loro la soluzione opera all’interno del regolamento. Quindi è solo una considerazione personale quando viene definita borderline. Per i giudici che hanno risposto all’appello, è così regolare da poter essere utilizzata anche per il resto della stagione. Io di base non supporto nessuna teoria come se fossi cieco. Credo che ci siano persone più esperte di me per parlare di questi argomento".

Quindi ritieni che il tema economico c'entri poco con tutta la situazione?
"Dobbiamo considerare che il Motorsport è uno sport costoso, sempre. Per cercare di abbassare i costi in MotoGP, assieme a Dorna e FIM abbiamo introdotto il regime di monogomma. Poi abbiamo congelato lo sviluppo del motore, abbiamo diminuito la capacità del serbatoio. Tutto questo per abbassare i costi generale e magari aumentare lo spettacolo. Penso che sia stato fatto un buon lavoro, specialmente se guardi a cosa è successo in Qatar, quando ci sono stati 15 piloti molto vicini in qualifica ed anche in gara. Non credo sia male. Fa ridere quando si parla di problemi di soldi, perché quando si diceva che c’era troppa libertà ed abbiamo cambiato le cose per abbassare i costi, ci hanno criticato per la regola sui motori, dicendo che la MotoGP non può essere considerata come la Sport Production. Ci hanno accusato di voler uccidere lo spirito della competizione che è la ricerca dei Costruttori, il lavoro di sviluppo. Poi ci hanno criticato per la centralina unica per la stessa identica ragione".

Però ancora non hai spiegato quale possa essere secondo te il vero motivo dietro al ricorso.
"Alla fine, c’è una costante che vale su tutto. Le persone che sono indietro sono di solito quelle a cui non piace il regolamento. Adesso almeno questo singolo argomento è stato chiarito. L’esito dell’appello è stato molto chiaro. E’ probabile che Aprilia e anche Honda possano portare un sistema simile a quello Ducati ad Austin. Io sorrido pensando ad episodi del passato, come ad esempio il cambio seamless. Quella è una soluzione che dall’esterno non si può vedere, e che ha un costo impressionante. Nessuno però si è lamentato e tutti hanno iniziato a lavorare su quello. Serve per lo spettacolo? No di certo. Da un certo punto di vista l’aerodinamica è positiva per lo spettacolo, perché con tutte queste forme diverse ogni moto è diversa dalle altre. In ogni caso su una cosa possiamo essere tutti d’accordo e cioè che in questo momento Dall’Igna è la persona più intelligente del paddock".

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