Tu sei qui

MotoGP, Mistero Honda: ecco perché potrebbe aver cercato la bocciatura da Aldridge

A pensar male si fa peccato ma Honda ha incassato un ‘no’ sapendo che era l’unica risposta plausibile. Perché lo ha fatto? La risposta potrebbe arrivare molto presto

MotoGP: Mistero Honda: ecco perché potrebbe aver cercato la bocciatura da Aldridge

Share


Passano i giorni e nonostante le moto abbiano iniziato a girare in pista a Termas De Rio Hondo, l’argomento più discusso del Paddock resta la decisione della corte d’appello di Mies. Anche se il fulcro dell’attenzione sembra essersi spostato dalla sentenza e le sue motivazioni, al comportamento di Honda dei giorni successivi.

Nessuno comprende infatti per quale motivo Honda avrebbe presentato a Danny Aldridge un appendice del tutto simile a quella Ducati (leggi QUI), specificando che la funzione principale della stessa sarebbe la creazione di downforce, ovvero esattamente quanto proibito dalle linee guida tecniche.

Da un lato, si potrebbe pensare che questo possa essere un mattone posto da Honda per effettuare ricorso al CAS, ma essendoci appena 5 giorni di tempo per opporsi alla sentenza della di Corte di Appello, è difficile immaginare uno scenario del genere. I 5 giorni scadono infatti domenica alle 21, molto complicato immaginare una decisione del genere, ovvero procedere anche al terzo grado di giudizio.

D’altra parte, ammesso che lo scopo fosse ottenere un ‘no’ scritto ad una soluzione del tutto simile a quella utilizzata da Ducati, è altrettanto palese che violando consapevolmente il principio delle linee guida tecniche l’unica risposta ottenibile sarebbe stata un no. Lo stesso Alberto Puig ha dichiarato che non c’è intenzione di Honda di ricorrere al CAS, escludendo per adesso questa possibilità, a meno di avere la consapevolezza e la voglia di contraddirsi da solo dopo pochi giorni.

Per cui l’unico motivo plausibile per scegliere una strategia del genere da parte di Honda potrebbe essere quello di creare un caso interno, di voler magari anche accelerare il processo di cambiamento che ormai appare necessario.

In questo momento, non è però ancora stato reso pubblico tutto l’episodio. In che modo dunque potrà essere sfruttato da Honda il ‘no’ incassato da Aldridge? Di certo non è stata una manovra lasciata al caso, non avrebbe alcun senso. Resta piuttosto da capire in che modo Honda sceglierà di giocarsi questa carta, se con l’organizzatore Dorna, che conta più della FIM o con la MSMA, perché a tutti appare chiaro che lo farà.

Sarebbe la situazione perfetta per mostrare la contraddizione presente nell’applicazione del regolamento e nella stesura delle linee guida. Per quale motivo lo stesso componente dovrebbe essere consentito a Ducati e bocciato ad Honda?

 

Articoli che potrebbero interessarti