Tu sei qui

MotoGP, Anche Honda ha il suo cucchiaio: Aldridge dà l'OK

HRC ha presentato un'appendice per raffreddare la gomma posteriore ed è stata approvata, ma la questione è più politica che tecnica

MotoGP: Anche Honda ha il suo cucchiaio: Aldridge dà l'OK

Honda ha avuto la sua rivincita e ora anche la moto giapponese può vantare un proprio ‘cucchiaio’. il via libera è arrivato oggi da parte del direttore tecnico di Danny Aldridge e, in teoria, HRC potrebbe usarlo già domani.

Avere incassato una sconfitta al tribunale della FIM per Honda è stata un’onta peggiore che essere battuta in pista. Takeo Yokoyama, il direttore tecnico della Casa di Tokyo in MotoGP, aveva perso il consueto aplomb giapponese insieme alle staffe. L’ingegnere si sentiva preso in giro da Gigi Dall’Igna, doppiamente perché ha visto i giudici dargli ragione.

Così, se Aprilia, KTM e Suzuki, gli altri firmatari della protesta, sembrano avere deciso che il gesto del reclamo sia stato sufficiente per aprire un tavolo di confronto per sistemare le pecche del regolamento, Honda è di tutt’altra opinione.

Ieri HRC aveva presentato al direttore tecnico Danny Aldridge una propria versione del cucchiaio dichiarando che la sua funzione era quella di generare carico aerodinamico. Il dispositivo è stato, naturalmente, bocciato. Quella mossa, però, non era sta una semplice provocazione perché oggi Yokoyama è tornato alla carica, sottoponendo al giudizio del dt della MotoGP un’altro dispositivo simile, ma realizzato con l’obiettivo di raffreddare la gomma posteriore. Aldridge lo ha esaminato e poi approvato.

Ancora una volta la politica si è mischiata alla tecnica e sembra che sia la prima a essere preponderante rispetto alla seconda. Naturalmente nessun ingegnere si sognerebbe minimamente di attaccare alla sua moto qualcosa che non ne migliori le prestazioni, ma questa volta la strategia di Honda sembra puntare (anche) ad altro.

A Tokyo hanno usato la propria potenza di fuoco (sia tecnica che economica) per dimostrare che il regolamento fa acqua e che le zone grigie sono più ampie di quelle illuminate. La prima bocciatura (voluta) è stata semplicemente un pretesto, per fare vedere come basti poco per passare dalla parte del torto che della ragione.

I modi possono ricordare quelli della pantomima, ma Yokoyama ha raggiunto il suo obiettivo, che non era quello di copiare il dispositivo di Ducati. Semplicemente ha voluto mostrare di sapere giocare allo stesso tavolo e con le stesse carte di Dall'Igna e quanto sia facilmente aggirabile il regolamento.

Ora anche Honda ha il suo cucchiaio, ma sarebbe ingenuo pensare che questo possa mettere fine a una storia che potrebbe rivelarsi infinita. Almeno che la FIM non intervenga, come non ha fatto fino a ora.

Categoria: 

Articoli che potrebbero interessarti