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MotoGP, Dall'Igna: "Il cucchiaio costa? Per l'Appello ho speso di più"

"Come andare 5 giorni in galleria del vento, l'aerodinamica è l'1% del nostro budget. Quel dispositivo raffredda la gomma di 7 gradi"

MotoGP: Dall'Igna: "Il cucchiaio costa? Per l'Appello ho speso di più"

Uscito vittorioso da un campo di gara disseminato di carte bollate e avvocati, Gigi Dall’Igna ha sfruttato la prima giornata a Termas de Rio Hondo per mettere i proverbiali puntini sulle i. Il Direttore Generale della Rossa sa di avere vinto solo una battaglia e, dopo avere avuto ragione dal tribunale federale, ci tiene a fare valere le proprie ragioni.

Mi preme innanzitutto sottolineare che se il reclamo dei nostri avversari fosse stato accettato avrebbe avuto come risultato l’esclusione dalla gara dei nostri piloti, cioè Dovizioso, Petrucci e Dovizioso. Ho letto dichiarazioni diverse su questo punto e mi sembrava giusto fare questa precisazione” è la sua risposta a quanto sostenuto dalle squadre autrici della protesta, che hanno sempre detto di non avere mai voluto togliere la vittoria ad Andrea.

Non è il solito punto che gli preme chiarire.

Il secondo punto è che Ducati ha letto e interpretato in maniera corretta il regolamento tecnico e le sue linee guide e questo è stato confermato non solo dal direttore tecnico ma anche dalla Corte di Appello, che ha avuto modo di visionare il materiale preparato da noi e quello presentato dai nostri avversari” le parole dell’ingegnere.

"PER L'APPELLO ABBIAMO SPESO MOLTO E DOVUTO RIVELARE I NOSTRI SEGRETI"

Questo, però, è significato svelare parte dei propri segreti.

Mi sembra anche giusto dire che noi, durante il dibattimento, abbiamo dovuto divulgare il nostro know how anche ai nostri avversari e questo non ci sembra corretto né sportivo - continua - Un altro aspetto che mi preme sottolineare è che l’aerodinamica è una scienza che nelle moto è sempre stata trascurata ma è molto importante, non solo nelle corse ma anche nella produzione di serie. Ducati Corse, negli ultimi tempi, sta collaborando con gli altri tecnici in azienda per portarla sulle moto di serie, perché può avere risultati importanti anche dal punto di vista del raffreddamento e del comfort termico, aspetti importanti per il pilota”.

Questa precisazione, si collega alle critiche di chi sostiene che limitare lo sviluppo aerodinamico è necessario per porre un freno ai costi. Dall’Igna su questo punto, come si suol dire, non fa prigionieri.

Voglio sottolineare che Ducati Corse spende circa l’1% del suo budget per l’aerodinamica, quindi qualsiasi limitazione su questo campo avrebbe un impatto marginale sui costi complessivi per le gare - dichiara - La spesa che abbiamo dovuto affrontare per prepararci all’appello è pari a quella di 5 giornate in galleria del vento. Nel 2018, per lo sviluppo aerodinamico della nostra MotoGP, Ducati Corse è stata 10 giornate in gallerie del vento: quindi il 50% di quello che è il budget destinato all’aerodinamica è stato speso per quell’udienza.

"RECLAMO CONTRO HONDA? UNA PROVOCAZIONE, POSSIAMO LAVORARE INSIEME"

Gigi, però, è anche pronto a sotterrare l’ascia di guerra e vuole tendere una mano ai suoi avversari.

Credo e spero che sia arrivato il momento di chiudere questa pagina e di guardare al futuro, cioè a un miglioramento dei rapporti tra i vari costruttori per trovare un’unità, dove possibile, per rendere questo campionato ancora più bello e, perché no, collaborando insieme per chiarire quegli aspetti regolamentari che ancora non lo sono o che possono essere migliorati - il suo auspicio - Io mi auguro che, in futuro, torneremo a rendere centrale l’MSMA e a parlare dei regolamenti e dei problemi, trovando il modo di lavorare insieme per migliorare questo mondo”.

Anche l’intenzione di fare reclamo per le ali usate da Honda non è al momento una priorità.

Era una provocazione per fare capire che, se fosse stato sdoganato un certo tipo di comportamento, avremmo potuto avere problemi nella gestione del campionato - osserva - Dal mio punto vista, potremmo avere un ricorso a ogni gara e volevo fare capire quanto stavamo rischiando”.

Tutto questo caso, però, ha finito per portare alla luce dei limiti nell’organizzazione del campionato. In particolar modo, l’operato del direttore tecnico Danny Aldridge è stato in qualche modo messo in discussione e ora ci si chiede se una sola persona possa avere l’ultima parola su tutto.

Non è solo l’aerodinamica a essere complicata, anche l’elettronica lo è ed è stata gestita nel migliore dei modi negli anni scorsi - avverte Dall’Igna - Noi siamo disponibili a valutare qualsiasi possibilità di miglioramento, anche dal punto di vista tecnico”.

"IL CUCCHIAIO ABBASSA LA TEMPERATURE DELLA GOMMA DI 7 GRADI, SOLO 400 GRAMMI DI CARICO A 180 KM/H"

Gigi poi, cosa non molto consueta per un ingegnere, rivale anche dei numeri. Ha detto cioè quale sia l’effetto termico e quale quello aerodinamico del cucchiaio.

Noi abbiamo fatto dei test in Qatar prima della gara e il risultato è stato che l’abbassamento della temperatura della gomma posteriore era intorno ai 7 o 8 gradi, quindi un risultato significativo - dice - Mentre, secondo me, il carico generato può essere all’incirca tra i 300 e i 400 grammi a 180Km/h. Il vantaggio per il raffreddamento della gomma non è paragonabile a quello portato dal carico aerodinamico”.

Poi risponde a chi dubitava che in Qatar, dove si corre in notturna con temperature relativamente basse, potesse essere utile raffreddare la gomma.

Secondo i nostri dati statistici, Losail è la 6ª pista più esigente dal punto di vista delle temperature della copertura posteriore - la smentita -  Soprattutto alla curva 11, dove tutti hanno visto le fumate dello pneumatico di Rins e in quel punto Dovizioso aveva perso contro Valentino nel 2015, quando Rossi lo passo in uscita grazie a una gomma messa meglio. Per questo abbiamo deciso di usare questo dispositivo in Qatar”.

Ora che il cucchiaio è stato dichiarato legale, si aspetta la risposta degli altri costruttori. Perché è quasi scontato che quella soluzione faccia scuola.

“Credo che il mondo del motorsport sia sempre stato così: uno ha un idea, la sperimenta, e appena gli avversari capiscono che può essere positiva tentano di copiarla e se possibile migliorarla - la visione del dg - Onestamente è quello che abbiamo fatto anche noi, perché questa idea è nata guardando la Yamaha che aveva utilizzato un dispositivo analogo al nostro, anche se per scopi un po’ diversi, ma che sicuramente generava anche quello del carico aerodinamico. Credo che anche i nostri avversari cercheranno di fare del loro meglio per inserire qualcosa di simile sulle loro moto”.

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