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MotoGP, Mike Leitner: KTM non vede benefici nell'aerodinamica per il nostro sport

"Abbiamo lavorato molto per restringerne l'importanza. La decisione FIM apre un libro, spenderemo di più senza benefici per lo show"

MotoGP: Mike Leitner: KTM non vede benefici nell'aerodinamica per il nostro sport

I team manager della MotoGP sono atterrati a Rio Hondo dopo la protesta di Doha dove hanno trovato ad aspettarli la sentenza di Mies che ha dichiarato la legalità del 'cucchiaio' Ducati.

Fra di loro Mike Leitner, oggi in KTM, ma la cui militanza nel motomondiale è lunghissima.

Così come Hernandez per Marquez, infatti, Leitner è stato il tecnico delle sospensioni nel team Honda di Dieter Stappert ai tempi di Ralf Waldmann, fino ad arrivare a ricoprire il ruolo di capotecnico nel team Repsol-Honda al fianco di Dani Pedrosa.

"A Doha c'erano molti interrogativi nell'aria se è vero che quattro Case su sei presenti in MotoGP hanno elevato una protesta nei confronti della Ducati - ha ricordato Mike Leitner - ora abbiamo avuto una decisione, che ci ha indicato la via da percorrere. E una volta che una cosa è chiara si apre un libro. Voglio essere chiaro, noi in KTM abbiamo lavorato molto per restringere l'importanza dell'aerodinamica in MotoGP. Non vediamo infatti i benefici di questa ricerca nel nostro sport. Si spenderanno solo molti soldi in più, ma lo show rimarrà lo stesso. Ed anche per i piloti non ci sarà alcun vantaggio reale".

Alcuni, però, parlano di maggiore sicurezza.

"La MotoGP è uno sport in cui i piloti possono far vedere la propria abilità. Certo l'aerodinamica in certe situazioni può aiutare. Ma con tutti questi aiuti, spoiler, anti wheelie, elettronica si appiattiscono i valori. Certo, se vogliono andare in questa direzione, OK, ne prendiamo atto e ci andremo, ma non è il nostro modo di vedere questo sport".

La KTM è ancora lontana dal raggiungere le prestazioni che merita e alle quali ambisce.

"La prima gara non è andata come ci aspettavamo, ma siamo appena al terzo anno, al terzo Gran Premio che abbiamo corso a Doha e ad ogni stagione il distacco preso dai primi è diminuito. Al primo GP corso a Losail Pol Espargarò è arrivato 16° a 36 secondi, due settimane fa 12° a 12 secondi. E Joan Zarco 15° a 15 secondi. I piloti sono contenti perché vedono i miglioranti, in più bisogna considerare che Zarco si sta adattando ad una moto molto diversa da quella alla quale era abituato".

Avete sofferto molto a causa dell'incidente di Dani Pedrosa, che avrebbe dovuto essere il vostro collaudatore di riferimento?

"Se dobbiamo essere sinceri, non più di tanto. Dani ci ha confermato solo i nostri punti deboli, e questo è sicuramente stato importante, ma il fatto che non ha potuto provare a sufficienza non ci ha rallentato perché abbiamo molti buoni piloti".

Quanto è di aiuto avere quest'anno un team satellite?

"Con Tech 3 è un nuovo progetto. Impareremo anche grazie alla loro esperienza. L'input che arriva dal loro garage è importante, ma i progressi non arrivano in un giorno. Si tratta di un progetto a lungo termine del quale vedremo i risultati a metà stagione".

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