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MotoGP, La FIM assolve la Ducati e si condanna ad un futuro da F.1

Con questa sentenza la FIM legalizza l'uso delle scappatoie regolamentari. Regolare o meno il 'cucchiaio' scoperchia il vaso di Pandora dell'aerodinamica in MotoGP

MotoGP: La FIM assolve la Ducati e si condanna ad un futuro da F.1

E adesso, come si dice sempre in questi casi, aspettiamo di leggere le motivazioni della sentenza. Ma cosa potrà dirci di più di quanto affermato in sua discolpa dalla Ducati e, al contrario, come accusa da Honda, Suzuki, Aprilia e KTM?

Perché è vero che i giudici sono, appunto, "peritus peritorum", ma è altresì innegabile che ci vuole una laurea in ingegneria, con specializzazione in aerodinamica, per dare certi giudizi.

E se le quattro Case appellanti hanno presentato dei dati - matematici, mica chiacchiere - allora si è trattato di una sentenza politica.
Che ci attendevamo, sia ben chiaro, ma senza il 'tana libera tutti' per il cucchiaio.

Non perché ci arroghiamo il diritto di giudicare illegale l'operato di quel geniaccio di Gigi Dall'Igna, sia ben chiaro, ma semplicemente perché in questo modo la FIM ha legalizzato l'uso dei 'loopholes' come li definiscono i colleghi anglosassoni. Le scappatoie, o zone grigie del regolamento attraverso le quali far passare quelle che, inevitabilmente, vengono definite idee geniali, ma altro non sono che interpretazioni delle norme.

Insomma: ciò che non è espressamente vietato è ammesso.

Un bel problema, da ora in poi, per la FIM e la Dorna (o la Dorna e la FIM?) perché dovrà dotarsi di un bel manipolo di esperti.
Altro che Freddie Spencer!

Qui non si tratterà più di giudicare se un pilota è andato oltre le righe in pista, bensì di statuire se un ingegnere è stato più 'interpretativo' di un altro.

Del resto se finora si è parlato di aerodinamica con riferimento alla sola carenatura, da questo momento bisognerà considerare tutto, ma proprio tutto, pilota incluso. Perché la moto non è un'auto, con una carrozzeria. Il pilota ne è parte integrante e se qualcuno dovesse scoprire che c'è qualcosa che, indossabile, dà dei vantaggi, perché non utilizzarlo?

Prepariamoci: da ora in poi le appendici aerodinamiche (funzionanti o meno) prolifereranno. E non perché siamo delle Cassandre: lo abbiamo già visto. la Formula 1 ce lo ha mostrato fino alla nausea. Una parola che non usiamo a caso. Come 'petrolhead' amiamo carbonio ed ali, ma le forme delle monoposto odierne ci nauseano.

Insomma, il famoso vaso di Pandora è ormai non aperto, ma scoperchiato!

Dall'Igna aveva ragione: c'è bisogno, ci sarà bisogno, di un regolamento preciso e puntuale, con dei numeri, ben sapendo che anche questi non saranno mai sufficienti per gente che con i numeri è abituata a vivere.
Insomma, la F.1.

Volevamo questo?

Secondo me, sì, ma non perché la FIM e la Dorna (o la Dorna e la FIM?) lo volessero veramente, ma perché questi due organismi, mancando di personale sufficientemente qualificato al loro interno hanno percorso la strada del somaro infilandosi in un vicolo cieco.

Il risultato è che d'ora in poi tutti dovranno spendere di più. Le Case perché l'aerodinamica in un oggetto lanciato a 350 Km/h è dannatamente importante, e la FIM, che al suo interno, al momento, ha sì e no la competenza per scegliere un buon vino. Non parliamo poi della Dorna, che fino ad oggi ha esercitato un potere assoluto. Ma che ora quattro Case hanno messo in discussione. E proprio per questo motivo dovrà fare uno sforzo ulteriore per darsi una parvenza di professionalità.

Senza però che esista, al momento, una reale separazione dei poteri, garanzia di democrazia.

E già che c'è, già che ci sono tutti, alla prossima protesta, per favore, facciamo sì che ci sia trasparenza. Che una protesta ufficialmente presentata da quattro case motociclistiche sia ufficializzata in tempo reale. Non ridicolmente ore e ore dopo. Lo pretendevamo dal precedente Presidente, Vito Ippolito, lo pretendiamo dal nuovo Presidente, Jorge Viegas.

A questo punto aspettiamo le motivazioni della sentenza. E l'eventuale ricorso al CAS. Che è vero che rappresenterebbe un atto di sfiducia nei confronti della FIM, come dice Paolo Ciabatti, ma d'altra parte, voi ce l'avreste questa fiducia?

 

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