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MotoGP, Uccio: "Rossi ci ha messo una pezza, la Yamaha è indietro"

"In Qatar ci siamo scontrati con la realtà. Bulega ha trovato la moto adatta, Vietti è intuitivo, per Migno ed Antonelli è l'anno della verità"

MotoGP: Uccio: "Rossi ci ha messo una pezza, la Yamaha è indietro"

Uniti in nome del talento. La VR46 Academy e la FMI rappresentano senza dubbio le due realtà più importanti per quanto riguarda la crescita dei giovani piloti più promettenti, finendo giustamente per collaborare in nome, come detto, del talento e dei talenti. Ecco spiegata dunque l’unione d’intenti mostrata durante la presentazione del progetto FMI “Talenti azzurri”, che ha visto tra gli ospiti anche Alessio “Uccio” Salucci, responsabile del progetto VR 46 Academy.

“Sono cresciuti in fretta i nostri ragazzi. Ne parlavo con Pecco - racconta - di come fino a qualche anno fa anche lui era un giovane debuttante ed oggi è Pecco Bagnaia. Come i ragazzi anche l’Academy si sta migliorando piano piano, non ci aspettavamo di crescere così in fretta: siamo partiti in due a lavorare ed ora siamo una trentina, e non è detto che più si è meglio è. Si tratta di un discorso nuovo anche per me e Vale, un lavoro diverso dai precedenti nel quale mettiamo tanta passione, e stiamo acquistando sempre più esperienza”.

I frutti più evidenti del lavoro compiuto sono Franco Morbidelli e Pecco Bagnaia. Come valuti il loro primo weekend della stagione?

“Il bilancio è stato un po’ magro. Franco ha fatto una bella prima metà di gara ma la morbida al posteriore lo ha tradito, Pecco è stato sfortunato visto il contatto con Petrucci: la MotoGP è una categoria da capire, diversa da tutte le altre, ma Pecco e Franco sono due campioni giunti a maturazione anche fuori dalla pista, cosa che li porterà in alto”.

Chi invece ha brillato è Valentino, come spesso accade.

“Ha messo una pezza alla situazione in gara come spesso accade, ma purtroppo ci siamo scontrati con la realtà ossia che la Yamaha è ancora indietro rispetto alle altre case. Confido molto nel lavoro di Yamaha comunque, spero che nelle prossime gare portino qualcosa che ci permetta di lottare per il podio”.

Vi aspettavate questo divario?

“Già dai test del Qatar e dalle prove si era capito che avremmo faticato. Abbiamo sempre lo stesso problema, ossia l’eccessivo pattinamento in uscita dalle curve. In griglia ho detto a Vale che occorreva tirare fuori il coniglio dal cilindro, e lui lo ha fatto come sempre”.

Torniamo a vostri giovani. Per un Balda strepitoso c’è un Bulega da consolare.

“Nicolò è arrivato in gara dopo degli ottimi test, finalmente ha trovato la moto adatta alle sue misure, dopo che erroneamente abbiamo proseguito un anno di troppo in Moto3. Purtroppo in Qatar ha commesso un errore di valutazione alla prima curva ed è caduto: mi dispiace perché nella sua situazione finire la gara ti porta tanta esperienza. La pressione? Credo sia relativa, occorreva magari stare più attenti ma sono cose che capitano, specie in una gara con 30 piloti”.

In Moto3 a regalarvi delle soddisfazioni è stato Celestino Vietti Ramus.

“Celestino si è unito a noi molto piccolo, mi piace tanto come lavora, ascolta e mette subito in atto le cose, è intuitivo. Credo potrà regalarci grandi emozioni in futuro se continua su questa linea di lavoro dentro e fuori dalla pista”.

Qual è invece la situazione di Antonelli e Migno? E’ un po’ l’anno della verità per loro?

“Migno è un pilota veloce ed ha dimostrato di essere un talento, anche se a volte tende ad andare in ansia per delle cose magari poco utili. Antonelli è davvero un talento, purtroppo è stato spesso sfortunato patendo diversi infortuni. Stiamo lavorando molto su entrambi, si può dire che questo sia in effetti l’anno della verità”.

 

 

 

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