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Moto3, Toba scrive la storia e porta il Giappone alla vittoria

Kaito brucia in volata Dalla Porta, 3° Canet e 5° Vietti. Sulla gara di Fenati pesa il passato: scambia un avvertimento per una penalizzazione

Moto3: Toba scrive la storia e porta il Giappone alla vittoria

In un romantico tramonto sul deserto del Qatar, il sole calava, le luci artificiali si accendevano ed esplodeva la lotta per la prima vittoria stagionale, quando mancavano cinque giri alla bandiera a scacchi.

Innumerevoli i sorpassi tra Dalla Porta, Canet e Toba, con Ramirez, Vietti ed Arenas pronti ad approfittarne. Senza calcoli né strategie, il toscano del team Leopard tenta l’allungo su Kaito che, invece, esce più veloce dall’ultima curva del giro finale e brucia sul traguardo la Honda, regalando al Paese del Sol Levante il primo successo nella Moto3. Nella 125 ci riuscì, per ultimo, Tomoyoshi Koyama nel 2007.

Con una esultanza decisamente contenuta, il nuovo Samurai della categoria ha ringraziato il team Asia gestito da Tady Okada:merito della squadra se sono qui, dedico la vittoria alla Honda”. Stringato e conciso ma vincente questo Toba.

Dalla Porta ci credeva. Lorenzo è stato beffato sul filo di lana, ma il numero 48 è comunque soddisfatto:abbiamo iniziato benissimo, siamo forti - ha detto il toscano a motori spenti - proveremo ad essere veloci in ogni circuito”.

Dopo la pole, Aron Canet ha trovato pane per i suoi denti. Il pilota di Max Biaggi e la KTM hanno lottato per il gradino più alto, si sono dovuti accontentare di quello più basso: è stata dura - ha ammesso lo spagnolo - anche se terzo è un buon risultato per noi”.

Grande quinto posto per Celestino Vietti, esordiente in Qatar. Il pilota Sky VR46 ha duellato per tutta la corsa, cedendo le armi a Marcos Ramirez ma beffando Arenas e Fernandez. Ottima prova anche di Nicco Antonelli, ottavo con la Honda SIC58 Squadra Corse.

Il nono posto di Fenati va raccontato a parte. Romano partiva piuttosto arretrato dopo qualifiche tribolate, ha rimontato come una furia nel biscione di curve, soffrendo la bassa velocità della sua Honda in rettilineo. Poi, l’accaduto: dopo una segnalazione dalla Direzione Gara sul display numero 55, Romano, credendo si trattasse di una penalizzazione da scontare, prende paura e finisce largo, effettuando il primo “Long Lap Penalty” della storia.

Una volta rientrato in pista, il podio era un sogno ormai svanito:ho visto l’avvertimento, ma dovevi rodarmi, era una situazione nuova per me. Non cambierei mai la mia moto con nessun’altra, lavoriamo sodo e, malgrado le critiche ed i commenti, pensiamo solo ad essere competitivi e veloci. Ho cercato di dare il meglio nelle curve, soffrendo però in rettilineo. In Argentina cercherò di leggere meglio il dashboard”. Queste le sue parole a fine corsa.

Tra le tante cadute, in quelle di gruppo sono rimasti coinvolti Dennis Foggia, ritirato a circa metà gara, e Jaume Masia, a terra malamente. lo spagnolo è stato portato al centro medico per un controllo.

Classifica piloti: Toba 25, Dalla Porta 20, Canet 16.

LA CRONACA- Il semaforo si spegne ed è Canet che parte meglio di tutti dalla pole, grande scatto anche di Arbolino, terzo, Toba è tra lo spagnolo e l’italiano. Nel biscione di pieghe a destra e sinistra contatto tra Masia, Yurchenko, Sasaki e Booth-Amos, tutti giù per terra in curva sei.

Al secondo giro Canet e Dalla Porta lottano in testa, Fenati è a centro gruppo, Darryn Binder si stende. Lorenzo supera Aron alla fine del passaggio, Arbolino copia il toscano e si prende la seconda posizione; Vietti ed Antonelli sgomitano nella top five, nella quale Toba e Kornfeil le prendono e le danno. Fenati, nel frattempo, ha recuperato tre posizioni, dalla 15 alla 12.

Il gruppone selvaggio è costituito da dodici piloti, racchiusi in fazzoletto, tutti duellanti per il podio. Un altro contatto vede cadere Foggia, Suzuki e Masaki, coinvolti da un errore di Rodrigo. Per i tre è ritiro.

In test alla corsa ci sono tre Honda e tre KTM: Dalla Porta, Toba ed Antonelli con la moto giapponese contengono gli attacchi di Canet, Vietti e Kornfeil con le monocilindriche austriache. Fenati è nono, fuori dalla zona punti Migno, il turco Oncu è diciannovesimo.

Restano 10 passaggi da completare, Antonelli si prende la testa, ma il protagonista è Romano Fenati: dopo numerosi sorpassi spericolati, il numero 55 del team Snipers si trova in terza posizione, con Lopez e Ramirez che si menano come matti. Vietti si difende con le unghie, Toba finisce sull’erba, Canet accusa gli attacchi degli avversari ma risponde e rimane tra i primi cinque.

Fenati è incontenibile: con un sorpasso secco ai danni di Toba, Romano si prende la leadership della gara, quando mancano 8 passaggi. Nel giro successivo il giapponese risponde, Canet è terzo, Dalla Porta, Antonelli e Vietti tengono il passo e la velocità che porta al podio, con Ramirez, Arenas, Kornfeil e McPhee tutti attaccati.

Cinque giri alla bandiera a scacchi, Dalla Porta, Toba e Ramirez. Fenati è quarto, Canet quinto, Vietti ed Antonelli nei primi otto. Il sole cala, i sorpassi si sprecano.

Dopo una segnalazione dalla Race Direction ricevuta sul dashboard della sua Honda, Romano Fenati effettua il primo “long lap penalty” della storia del Motomondiale, andando lungo in frenata, percorrendo la corsia disegnata fuori dal tracciato, rimettendosi in coda al gruppo, in dodicesima posizione.

Penultimo passaggio di gara, Dalla Porta, Toba e Ramirez i primi tre, Canet è quarto, Antonelli e Vietti resistono, Fenati è ad otto decimi da Lorenzo, ma con ben otto avversari da superare se vuole vincere.

Nessun calcolo nell’ultimo giro, Dalla Porta e Toba si alternano al comando, Ramirez e Canet si contendono il podio, Vietti ed Antonelli sono pronti all’attacco, Fenati è nono.

Dalla Porta supera il giapponese Toba, ma il nippo esce meglio dall’ultima curva e batte il toscano sul finale, terzo ed ultimo gradino del podio per Canet.

 

 

 

 

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