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Suzuki GSX-S 750 Yugen Carbon, una nuda vestita bene

La naked con il kit SC Project è ora più sportiva, leggera e divertente. Disponibile in quattro colorazioni, prezzo a partire da 9190 euro. 

Test: Suzuki GSX-S 750 Yugen Carbon, una nuda vestita bene

Più che nuda, la definiremmo vestita poco, ma bene.

La nuova Suzuki GSX-S 750 Yugen Carbon è la versione dotata di kit dedicatole da SC Project, l''azienda di Abbiategrasso che ha realizzato parti speciali che rendono la moto giapponese ancora più curata, sportiva ed emozionante.

Silenziatore in carbonio, porta targa in ergal con frecce a led incorporate, coprisella monoposto e cupolino fumè, fanno parte del kit. Le pedane in alluminio, i cerchi a cinque razze, i led ottici e le gomme Bridgestone dedicate a questo modello conferiscono uno stile aggressivo alla Suzuki, che non vede lievitare il prezzo di listino, rimasto a 9190 euro, 100 in più se volete la colorazione mat black, dalle quattro disponibili nel catalogo ufficiale.


Il termine giapponese Yugen risale agli inizi del decimo secolo ed esprime un concetto legato a tutto ciò che è buio, seminascosto, misterioso. Non è misteriosa la motorizzazione: il quattro cilindri in linea da 750cc contraddistingue la filosofia di Hamamatsu, molto legata a questo frazionamento, che tante soddisfazioni sportive e commerciali hanno regalato a Suzuki.

Derivante da quello montato sulla GSX-R 750 K5, il motore rispetta le normative Euro 4 ed eroga ora 118,5 cavalli, circa 4 in più, ottenuti con il montaggio dello scarico SC Project, dal peso di 2,5 chili in meno rispetto a quello originale, che dona pure una coppia generosa, passata da 79,6 a 81 Nm.

SUZUKI GSX-S 750 Yugen Carbon, la prova su strada

Prima di salire in sella, il colpo d’occhio è notevole. Se siete amanti (anche) delle supersportive, questa naked non vi deluderà: il codone monoposto con il coprisella passeggero è da vera racer, ma non prevede giri in coppia. La Yugen Carbon si guida in solitaria. Filante come una moto da corsa ed accattivante nelle livree 2019, scegliamo la colorazione Blu MotoGP, che ricorda le GSX-RR ufficiali del team Ecstar affidate a Rins e Mir.

La seduta è comoda, proprio come sulla versione base uscita nel 2016 ma, a differenza del precedente modello, ora il manubrio sembra più stretto e chiuso ed anche più basso da terra. Le pedane non sono troppo alte ed arretrate e, complessivamente, la Suzuki ospita di buon grado anche taglie medio-larghe.

Girata la chiave, si accende la dashboard, che fornisce tante ed utili informazioni. Dal numero di giri motore - con un led che, a gas chiuso, vi ricorda il regime massimo appena toccato - la conferma dell’ABS in funzione, il contachilometri, l’indicatore dei consumi e la taratura del traction control, attivabile su tre livelli.

Girata la chiave, la moto parte ancor prima che ve ne accorgiate, da fermo, il quattro cilindri in linea nemmeno si sente. Qualche manata di gas, invece, ci ricorda che la sinfonia dello scarico SC1R promette una filosofia ancora più sportiva, da mantenere una volta inserita la prima marcia e lasciata la frizione.

Nel traffico possiamo districarci facilmente, grazie a caratteristiche tipiche di una naked: i 210 chilogrammi di peso non si avvertono minimamente e la risposta del motore è dolce, vellutata. Merito del sistema Low RPM Assist, che regolarizza il regime del motore allo stacco della frizione e nella marcia al minimo, proprio come dichiara Suzuki. Il risultato? Una semplicità di utilizzo, senza strappi o contraccolpi mentre si passeggia e ridottissimi rumori meccanici alle basse velocità. Cambio e frizione precisi e morbidi, innesti precisi e privi di ripensamenti.

In città, si sa, gli imprevisti sono dietro l'angolo e la Suzuki Yugen Carbon non si fa trovare impreparata, reagendo in totale rapidità e sicurezza. Eccellente il lavoro dell'impianto frenante. Il sistema ABS aiuta davvero: nella manovre d’emergenza, tirando la leva e pestando il pedale, la combinazione tra dischi freno anteriori e posteriore risulta, come deve essere, bilanciata. Gli spazi di arresto sono contenuti, risposta dell’impianto è dolce ma subitanea. I Nissin da 310mm rappresentano una scelta sensata per la Yugen, che può frenare e piegare come una agile sportiva di media cilindrata.

Le doti del telaio, la posizione di pedane e manubrio e le gomme Bridgestone (per l’occasione gonfiate a 2,5 bar e 2,65 tra anteriore e posteriore) ci invitano a guidare come se fossimo in sella ad una GSX-R 750. O meglio, come se fossimo alla guida della GSX-R 600, ancora più leggera. L’accelerazione ci ricorda però che la cilindrata è setteemmezzo. Ci godiamo la voce sportiva dello scarico SC Project, che esprime la sua personalità quando si tirano le marce.

Freniamo in spazi contenuti, la moto si abbassa, affrontiamo la curva con la sicurezza offerta dall’agile e leggero avantreno.

Da metà curva sino all’uscita, si sfiora la perfezione. Le sospensioni e le gomme comunicano ogni informazione necessaria per poterci divertire senza rischiare e, accelerando con verve, abbiamo notato l’eccellente lavoro del traction control Suzuki, in ognuna delle tre possibilità previste.

Con la prima, ci si può concedere ancora qualche numero da Supersport. Con il setting due tutto è sotto controllo e si guida veloci e redditizi, più importante è l’intervento elettronico numero 3, con tagli evidenti tra piega ed accelerazione: se state inseguendo qualche fuggitivo, dovete cambiare stile di guida o scegliere il setting due, quindi, per la guida di tutti i giorni e in diverse condizioni di asfalto ed itinerario, in medio stat virtus. Se volete proprio esagerare, disattivate tutto e godetevi una Suzuki "al naturale", ne varrà la pena.

Nelle gallerie lunghe e buie, ci accorgiamo come la strumentazione digitale LCD sia ancor meglio leggibile di quando sia esposta al sole e, dopo svariate curve e chilometri, notiamo con molto piacere quanta poca benzina la Suzuki GSX-S Yugen Carbon beva: circa 5,5 litri frazionati a cento chilometri su tutto il range del nostro test.

CI PIACE - Linea sportiva, parti speciali SC Project, prestazioni motore, agilità e prezzo 

NON CI PIACE - Taratura standard della forcella 

Per la nostra prova, abbiamo usato abbigliamento dal catalogo ufficiale Dainese

 Casco AGV K-5 S   
                                                                                                                                                                                                                                                    

Guanti Carbon D1 LONG
 
         


Scarpe Dyno Pro D1 Shoes 
 

 

 Giacca tuta Assen 2 PCS                                  

 

 

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