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MotoGP, Lorenzo: "Non sono a mio agio e la mano fa male"

Difficile prima giornata per Jorge in Qatar: "L'ergonomia della moto deve cambiare. Riesco a fare due o tre giri, ho dolore in frenata e non posso spingere"

MotoGP: Lorenzo: "Non sono a mio agio e la mano fa male"

Jorge Lorenzo sta affrontando una strada decisamente in salita in vista del debutto in gara in sella alla Honda. Il maiorchino è tornato oggi in pista dopo l'infortunio allo scafoide della mano sinistra che l'ha costretto a saltare il primo test del 2019 a Sepang. Sapeva di avere da soffrire, ma forse sperava qualcosa in meglio che chiudere la giornata con il 21° posto in classifica e soprattutto con poche sensazioni positive al termine di una giornata difficile.

Si tratta di un primo approccio e soprattutto si deve sottolineare che i tempi di recupero normali per una frattura di questo tipo sono molto più lunghi, ma senza dubbio Lorenzo avrebbe immaginato di iniziare in modo diverso la propria sfida nel box HRC.

"C’è ancora una lunga strada per me per trovare la giusta ergonomia perché adesso scivolo sulla sella e in alcune curve perdo anche i piedi dalle pedane, non ho il supporto giusto in accelerazione, quindi dobbiamo ancora modificare tante cose nell’ergonomia in sella. Dal punto di vista fisico, ho bisogno di passare più tempo sulla moto perché stare fermo quattro mesi è un periodo molto lungo se corri in MotoGP. Anche se ti alleni benissimo in palestra quando sali in moto usi muscoli diversi. Ho bisogno di stare più tempo in moto per allenarmi bene".

Come è andata con la mano, il dolore è stato forse eccessivo?

"Ho avuto un po’ di dolore in frenata, ma sono stato in grado di fare dei run da due o tre giri, per capire la moto. Il fatto è che non abbiamo molto tempo per girare, qui ci sono tre ore utili al giorno. La temperatura oltre un certo orario scende troppo, quindi è diverso rispetto ad altre piste dove hai tutta la giornata per provare diverse cose. Non abbiamo provato molte cose, non abbiamo provato assetti per migliorare la moto. Ovviamente il polso non aiuta, perché non posso mettere molta forza nelle frenate".

Pensi di essere stato così lontano esclusivamente per i problemi alla mano?

"E’ dura perché lo scafoide è un osso difficile. Fa male quando freno, ma il fatto è che ci sono una serie di fattori per cui sono così lontano dal punto di vista del tempo sul giro e del ritmo".

Anche se hai girato poco, ti sei fatto un'idea sul potenziale di questa Honda?

"La moto ha punti molto positivi a e altri meno, però in questo momento manca molto a me dal punto di vista ergonomico e fisico per capire tutto. Il potenziale è elevato, il motore è molto migliorato. Credo che Marc oggi fosse il più veloce in rettilineo, il che è un buon segno perché l’anno scorso la Honda perdeva nel confronto sulla velocità massima con Ducati".

Oltre al discorso sull'ergonomia, in cosa la Honda dovrà ancora cambiare per essere più adatta a te?

"Dobbiamo migliorare ancora qualcosa dal punto di vista aerodinamico, perché io perdo ancora qualcosa rispetto a Marc e Crutchlow da questo punto di vista, ma al momento è presto per trarre conclusioni. Domani penso che saremo più vicini e miglioreremo tutti questi piccoli dettagli. Non ci sono cose in particolare sulla moto che non mi piacciono. Oggi è ancora il primo giorno, non ho fatto molti giri quindi...".

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