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MotoGP, Test in Qatar: viaggio al termine della notte

Cosa aspettarsi dalle prove che inizieranno domani: il rientro di Lorenzo, i dubbi Yamaha, la conferma Ducati, l'outsider Suzuki

MotoGP: Test in Qatar: viaggio al termine della notte

Si accendono i riflettori sull’ultimo test della MotoGP prima della gara inaugurale. Le luci sono quelle che illuminano la pista di Losail, teatro dei tre giorni di prove che scatteranno domani, come del round uno del campionato. Dopo avere affrontato il caldo della Malesia, sarà la notte del Qatar a dare le ultime risposte utile per affrontare la stagione.

Se a Sepang più o meno tutti i piloti si sono trovati a lavorare sui propulsori, che dovranno essere punzonati per il primo GP, Losail sarà fondamentale per avere conferme sulla strada presa. Inoltre bisognerà anche lavorare per prepararsi alla gara perché una rondine non fa primavera, ma iniziare con il piede giusto è quanto mai importante.

Cosa possiamo aspettarci dai test del Qatar.

DUCATI, FORSE LA PERFEZIONE ESISTE - Una moto senza punti deboli è un’utopia, ma a Borgo Panigale sono dei sognatori. Dopo il poker rosso di Sepang, la GP19 è chiamata a confermarsi su un circuito da sempre amico. Sul quattro cilindri italiani ci sono pochi dubbi e Ducati è sempre stata un passo avanti a tutti per l’aerodinamica, gli sforzi, quindi, si concentrano sul telaio. In Malesia era stata portata una versione evoluta, che però non aveva convinto del tutto i piloti, Dovizioso in primis, ed è facilmente immaginabile che gli sforzi degli ingegneri si siano concentrati su questo punto.

Inoltre bisognerà anche scoprire se il dominio mostrato a Sepang in classifica potrà essere ripetuto. Il motto per il 2019 sembra essere ‘l’unione fa la forza’ e Dovi e Petrucci continueranno la loro collaborazione. Se poi i due piloti del team Pramac, Bagnaia e Miller, rimanessero nelle loro vicinanze, il quadro diventerebbe ancora più luminoso.

HONDA, L’INFERMERIA SI SVUOTA - Uno dei principali motivi di interessa di questi test sarà rivedere Lorenzo sulla RC213V. Dopo l’assenza forzata a Sepang, il maiorchino potrà risalire in sella e dare i suoi primi commenti sulla nuova moto. Logicamente il maiorchino non sarà ancora al pieno della forma, come del resto neppure Marquez e Crutchlow, anche loro convalescenti dopo operazioni e infortuni.

In questo momento, per Honda l’importante è non sbagliare rotta, con una rosa di piloti variegata ma impossibilitata a guidare al 100%. Questo però, almeno a Sepang, non ha impedito a Marc e Cal di stampare tempi molto interessanti, segno che in Giappone non hanno dormito sugli allori. Un motore al livello della migliore concorrenza (leggi Ducati) è il traguardo da raggiungere.

YAMAHA, UN ALTRO ESAME PER ESSERE PROMOSSA - A Iwata non piace parlare di rivoluzioni, ma una sterzata decisa è stata data nell’inverno, riorganizzando il reparto corse e potenziando la sede italiana. La M1 nata da questi cambiamenti sembra avere imboccato la giusta strada e la simulazione gara di Vinales in Malesia è stata semplicemente da lode. Però non basta, e infatti Valentino ha tenuto i piedi ben saldi a terra senza farsi prendere da facili entusiasmi.

C’è da osservare che le piste di Sepang e Losail sono storicamente fra le preferite per la Yamaha, quindi non montarsi la testa è quasi un obbligo. L’importante è però avere percepito un diverso clima all’interno del box e ora i due piloti sembrano andare lungo la stessa strada. Per sapere se effettivamente la M1 sia uscita dalle sabbie mobili in cui era intrappolata bisognerà però aspettare ancora qualche settimana.

SUZUKI, AVANTI TUTTA - Che la GSX-RR fosse in linea con le migliori rivali si era capito già lo scorso anno, in Malesia le prestazioni di Rins più che una sorpresa sono state quindi una conferma. Suzuki fa dell’equilibrio la sua forza e Alex sembra essere vicino alla sua piena maturazione in MotoGP. Logico aspettarsi molto anche in Qatar, per capire se la moto di Hamamatsu possa essere costantemente fra i protagonisti della categoria.

Il team è giovane e motivato, ma per giocare ad armi pari con Ducati e Honda serve un ultimo sforzo. Nulla di impossibile, però.

APRILIA, UNA SECONDA PARTENZA - Il buon tempo con cui Aleix Espargarò ha lasciato la Malesia ha dato un’iniezione di fiducia ma ancora non basta. Finalmente a Noale hanno tutto per risalire la china (con un vero test team e una struttura interna rafforzata) e ora serve tempo. Inoltre Iannone, a causa di problemi fisici, non ha praticamente sfruttato i test di Sepang e in Qatar dovrà recuperare il tempo perduto.

Sarebbe ingenuo pensare che la RS-GP risolva i suoi problemi con un semplice tocco di bacchetta magica, ma serve vedere una crescita.

KTM, LA GRANDE ASSENTE - Alla Casa austriaca il budget non manca, ma i risultati stentano ad arrivare. Zarco, Pedrosa e il team Tech3 sono acquisti pregiati, ma la RC16 sembra ancora lontana dal raggiungere una competitività accettabile. Anche in questo caso, il tempo è il principale nemico ma, considerati i risultati di Sepang, la delusione c’è.

I tecnici sono convinti delle loro scelte in controtendenza (telaio a traliccio e sospensioni WP) ma per ora il cronometro non ha dato loro ragione. Si aspetta con ansia l’arrivo di Dani (fermo dopo l’operazione), sperando che basti.

Da domani, GPOne sarà a bordo pista a Losail per raccontarvi tutto quello che succederà nella tre giorni di test.

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