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SBK, Rea e la Kawasaki sfidano se stessi per il quinto Mondiale

In Australia il Cannibale e Leon Haslam hanno tolto il velo alla ZX-10RR che darà l'assalto al Campionato 2019

SBK: Rea e la Kawasaki sfidano se stessi per il quinto Mondiale

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Una location inedita, ovvero Phillip Island, in controtendenza rispetto alla ultime presentazioni a Barcellona. A due soli giorni dall’ultimo test invernale, Johnny Rea e Leon Haslam hanno tolto il velo alla ZX-10RR che affronterà Il Mondiale 2019. I colori della livrea ricalcano per certi aspetti quella degli ultimi anni, anche se il verde da scuro si è trasformato in chiaro. Spicca poi la presenza del marchio Showa, ben evidente sul cupolino e ai lati.  

Non manca l’attesa per la Casa di Akashi, che col nordirlandese va a caccia del quinto titolo consecutivo nelle derivate. Una sfida dove Rea parte con tutti i favori del pronostico, anche se la concorrenza pare agguerrita come non mai. La consapevolezza della sfida è grande in casa KRT, in particolare sul volto di Guim Roda: “Durante l’inverno avevamo molte cose da migliorare rispetto all’ultima stagione – ha commentato il team manager - le nostre idee erano ben chiare e in ognuno di noi c’era la convinzione di quale strada imboccare. La priorità è quindi quella di fare ancora meglio in confronto al passato, credo sia la sfida più avvincente”.

Le aspettative sono alte, in particolare da parte di Guim Roda: “La moto è cresciuta molto, infatti siamo riusciti a migliorare il motore, che ha ancora più potenza – ha commentato il responsabile del team -  in questi test invernali la ZX-10RR ha mostrato di avere il potenziale che volevamo e ora dobbiamo confermarci in gara”. Le speranze non possono che essere in Rea: “Lo scorso anno avevo dato diverse indicazioni per il 2019 – ha commentato il quattro volte iridato – la squadra si è rivelata perfetta, perché ha messo tutto in pratica nel modo migliore”. E che dire poi di Leon Haslam, capace di tenere il passo dei migliori nei test: "Sono felice di questo inizio con la ZX-10RR - ha commentato il britannico - avere in squadra un pilota come Johnny è uno stimolo per crescere ancora più velocemente"

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