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MotoGP, Bagnaia: "Un giro record? No, c'è ancora margine"

"Il time attack in MotoGP è un altro mondo, ma non ho spinto al massimo. Ho iniziato i test guidando come un pilota Moto2, ora guido come uno di MotoGP"

MotoGP: Bagnaia: "Un giro record? No, c'è ancora margine"


Non c’è che dire, Pecco Bagnaia ha chiuso i suoi primi test malesi in sella ad una MotoGP nel miglior modo possibile. Dopo due giorni di lavoro e di crescita, il piemontese ha infatti sorpreso tutti piazzando sul tavolo un vero carico da novanta, ossia quell’1’58”302 che lo ha proiettato nelle parti nobili della classifica.

“Non sono un pilota che fa il giro alla mortespiega – ma ho provato a spingere molto e secondo me c’è ancora margine. Il time attack è diverso dalla Moto2 dato che lì la gomma con cui lo fai è la stessa che usi in gara, quindi devi spingere in modo diverso. In MotoGP non devi esagerare in staccata, per poi guadagnare in uscita”.

Tralasciando il giro singolo Pecco può dunque sorridere e, fermatosi definitivamente prima della fine della giornata, analizzare il suo andamento.

“Sono contento del lavoro svolto perché ci siamo portati molto avanti. Credo di avere una buona base di assetto in vista dei test in Qatar, anche se dobbiamo ancora lavorare su alcune cose che riguardano l’elettronica. Non siamo messi male nemmeno sotto il profilo del ritmo, ma purtroppo non sono riuscito a concludere la simulazione di gara del pomeriggio a causa di un po’ di gastroenterite. La cosa importante è che ogni volta che guido imparo qualcosa di nuovo”.

Il piemontese trapiantato a Pesaro prosegue nella sua analisi, concentrandosi sulla sua crescita sotto il profilo della guida

“Sono contento di aver imparato a guidare la MotoGP come un pilota di MotoGP: sono partito con uno stile simile alla Moto2 - racconta - per poi imparare ad esempio ad alzare molto prima la moto per avere maggiore trazione. Ogni giro voglio cercare di essere più veloce, devo capire soprattutto come avere un ritmo costante in gara senza usurare eccessivamente le gomme. L’assetto che abbiamo trovato mi piace, mi permette di frenare avanti e di fermarmi presto”.

Il numero 63 ha sorpreso un po’ tutti oggi, compreso sé stesso. Tutto questo comunque non è casuale, ma frutto dell’ottima intesa tra Pecco ed il team.

“Non mi sarei mai aspettato di fare 1’58 e di essere così avanti, il mio obiettivo era fare ’59. Questi erano i primi tre giorni di test dell’anno ed io sto cercando di apprendere tutta la conoscenza del team per usarla a mio vantaggio: abbiamo più o meno lo stesso metodo di lavoro quindi è facile intenderci, ogni modifica che facciamo porta ad un risultato, spero di continuare così”.

In conclusione c’è spazio anche per un’analisi sulle gomme, un fattore con cui anche il rookie dovrà confrontarsi spesso

 “Avevamo due nuove gomme da provare, un’anteriore ed una posteriore: tutte e due mi sono piaciute, specie la posteriore che è una morbida con caratteristiche diverse che mi ha permesso di essere veloce in percorrenza. Abbiamo notato che al momento non usuro troppo le gomme, quindi se portassero delle gomme più morbide per noi non ci sarebbe problema”.

La soddisfazione si percepisce anche nel lato del box di Jack Miller, a pochi millesimi dal compagno di team e di conseguenza molto veloce. “Sono contento della mia velocità, mentre devo migliorare sulla lunga durata. Nella simulazione di gara ho faticato a tratti, quindi dobbiamo lavorare su questo aspetto per capire dove sia il problema”.

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