MotoGP, Tardozzi: "Petrux e Dovi non sono amici. Sono intelligenti"

Il manager Ducati: "In questa fase aiutandosi arriveranno prima alla meta, noi siamo felici e li stiamo assecondando. In gara ognuno per sé"

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Davide Tardozzi sta vivendo in questa fase della stagione il sogno di ogni team manager della MotoGP. Gestisce una squadra, il team ufficiale Ducati, che dispone di una moto molto competitiva. Gli avversari designati per la stagione, ovvero la Honda e nello specifico Marc Marquez e l'ex di lusso Jorge Lorenzo, stanno passando un momento 'complicato'. Mentre i due piloti della sua squadra, ovvero Danilo Petrucci e Andrea Dovizioso, stanno andando forte e soprattutto stanno cambiando le regole del gioco.

Perché se è vero che la MotoGP è uno sport individuale, è altrettanto vero che tra i piloti c'è una regola suprema che vale da sempre e riguarda il proprio compagno di squadra. Secondo questa regola, il primo avversario di ogni pilota è il proprio compagno di squadra. Ma, seguendo un vecchio detto popolare, Petrucci e Dovizioso non lo sanno e continuano a lavorare in perfetta sintonia assieme.

Oggi abbiamo visto qualcosa di nuovo in questo sport. Due compagni di squadra che lavorano in tandem perfetto in pista. Uno scenario inedito, che può aiutare molto la Ducati.

"I primi a beneficiare di questo rispetto reciproco, sono proprio loro, i piloti. L'hanno capito perché sono due ragazzi intelligenti. Poi aiuta noi nello sviluppo. Ne abbiamo parlato e devo dire che il primo sostenitore di questa iniziativa è Dovizioso e noi non possiamo fare altro che assecondare questa strategia che hanno messo in atto i piloti per aiutarsi e darci consigli per migliorare la moto".

Sta nascendo uno scenario forse anche migliore di quello che ti aspettavi quando Ducati ha deciso di ingaggiare Petrucci?

"Intanto Petrucci sta dimostrando, malgrado qualcuno non ci credesse, di essere un pilota veloce e credo che lo dimostrerà ancora durante la stagione. Io credo che in questo momento ci sia una sintonia tra i due piloti che vada oltre l'essere amici, finché non ci sono le gare. Un qualcosa che è nato dall’intelligenza dei due ragazzi che sanno che aiutandosi possono arrivare prima alla meta.  Sanno anche perfettamente, se lo sono detti in faccia, che quando ci saranno i Gran Premi ognuno farà la propria gara".

Mentre da voi si lavora bene, in Honda i problemi abbondano, soprattutto per l'infermeria affollata. 

"Non credo che questo influirà sul campionato della  Honda, che ha una fantastica moto e due fantastici piloti. Io credo che saranno sicuramente super competitivi tutti e due. Honda va rispettata sia per la moto che ha che per i piloti che ha. Poi non mi sembra che Yamaha e Suzuki stiano andando piano. Noi siamo competitivi, ma rispettiamo moltissimo i nostri avversari".

Parlando di Yamaha e Suzuki, sembra quasi che quest'ultima possa passare la Casa di Iwata nel ruolo di terza forza del campionato.

"Io non chiamerei Yamaha una terza forza. Yamaha è una delle migliori di questo campionato da sempre, con qualche momento di crisi, forse, lo scorso anno. Che poi anche quando erano in crisi si giocavano podi e gare, quindi tutta questa crisi non c’è mai stata in realtà. Comunque Yamaha è un costruttore fortissimo con due piloti fortissimi. Suzuki ha guardato lontano, sta investendo molto e crescendo tantissimo con dei ragazzi molto veloci. Anche loro in qualche gara saranno competitivi per vincere".

Aumentano quindi i rivali in grado di competere per la vittoria. Si stanno avvicinando tutti al livello di Honda e Ducati?

"Le moto si stanno avvicinando perché quando sei davanti è difficile migliorare ancora, mentre quando sei dietro hai la voglia di recuperare e a volte ce la fai più facilmente. Si è vero, è così ed è bello per il campionato, un po’ meno per noi che siamo a soffrire nei box. Però sicuramente per lo spettacolo è la cosa più bella del mondo".

Quando sarà svelato il segreto del manettino sulla piastra? 

"Noi non abbiamo dei gran segreti, tutto quello che è segreto viene scoperto nel giro di un attimo, quindi non è un problema".

 

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