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MotoGP, Marquez: "Senza operazione non avrei più potuto correre"

Marc davanti a tutti nel primo giorno a Sepang: "sto peggio di quanto mi aspettassi ma tornare in moto è come andare in vacanza!"

MotoGP: Marquez: "Senza operazione non avrei più potuto correre"

Quando Marquez è entrato per l’ultima volta ai box e si è tolto la tuta, il suo nome era davanti a tutti nella lista dei tempi. Sicuramente una sorpresa dopo avere passato un inverno lontano dalle moto, impegnato nella riabilitazione alla spalla operata.

Marc non ha di certo penso il suo talento in un paio di mesi e sul giro secco ha potuto dire la sua, ma non è tutto oro quello che luccica. Il lavoro da fare è tanto e l’assenza di Lorenzo, Crutchlow anche lui non in piena forma e un fisico non ancora al 100% non sono sicuramente di aiuto.

Prima di tutto sono contento di essere tornato in moto, dopo essere stato fermo tutto l’inverno è una bella sensazione - spiega il campione del mondo - Però confesso che speravo di stare meglio, faccio tanto fatica soprattutto nelle frenate delle curve a sinistra e nei cambi di direzione. Non ho problemi per fare qualche giro, ma è difficile stare tutto il giorno in sella, non ho la forza e per questo mi sono fermato dopo 30 giri. Voglio gestire bene le energie in questi giorni”.

L’operazione alla spalla era così necessaria?
Se non mi fossi operato non avrei potuto guidare. Siamo intervenuti al limite e, senza l’operazione, mi sarei lussato la spalla in ogni caduta. Basta pensare che, in sala operatoria, appena mi sono addormentato per l’anestesia,  la spalla è uscita senza che nessuno la toccasse: in quel momento i medici hanno iniziato a preoccuparsi (ride)”.

Non hai mai pensato di anticipare i tempi dell’intervento, dopo avere vinto il titolo a Motegi?
Se mi fossi operato prima adesso starei meglio, ma avrei perso della gare e a me piace correre. Il problema è stato che, quando mi sono lussato la spalla a Valencia, il danno è stato maggiore di quanto ci aspettassimo. I dottori pensavano di fare un tipo di operazione, ma nel mezzo dell’intervento si sono accorti che c’erano molti tendini praticamente distrutti. Dove stare sotto ai ferri per un’ora, invece ci sono rimasto 4. Questo ha allungato anche i tempi di recupero.

Quanto è stato duro l’inverno per te?
Ogni infortunio è duro da un punto di vista mentale: hai il dubbio se tornerai a guidare o no, se lo farei come prima. Questa volta è stata dura lavorare tutti i giorni, non ho avuto vacanze. Oggi tornare a guidare però mi ha fatto nuovamente provare l’adrenalina e per me è stato come fare due settimane di vacanza (ride)”.

La prima gara è fra un mese, avrai tempo sufficiente per rimetterti in forma?
“La speranza è quella. Oggi è stata, in un certo senso, anche una giornata di allenamento per me. Riesco a guidare ma non ho ancora forza e devo farlo in modo diverso: nella curva 9 devo frenare molto presto. Vedremo se domani potrò fare qualche giro in più”.

Non usi il solito stile di guida?
Non posso farlo, devo essere più pulito, e ho anche cambiato la mia posizione in sella. Perdo veramente tanto nell’ingresso delle curve a sinistra, ma in quelle a destra vado bene e su questa pista sono la maggioranza.

Un bel problema considerata la mole di lavoro in questi test…
Honda ha lavorato tantissimo, c’è tanto da provate e l’obiettivo è finire il test trovando una direzione precisa da seguire. La lista di cose da fare è lunghissima e non penso riusciremo a esaurirla in questi giorni, mi concentrerò sulle parti più importanti.

Abbiamo visto una moto nera…
Ho due moto un po’ diverse: una è quella che usavo nella fine della scorsa stagione, mentre l’altra è la nuova. Ha evoluzioni sia al motore che al telaio, l’ho usata per solo due uscite nel pomeriggio e domani farò delle comparazioni. La cosa più importante è avere iniziato con una buona base, già il prototipo portato nei test di Valencia e Jerez era allo stesso livello, se non migliore, di quello della moto 2018. Abbiamo fatto un altro passo in avanti, dobbiamo risolvere solo qualche problema, l’anno scorso avevamo iniziato peggio. Il propulsore ha un’ulteriore evoluzione, per avere più coppia e un diverso freno motore, qualcosa abbiamo guadagnato e qualcos’altro perso, ma è normale”.

Sei riuscito a iniziare a chiarirti le idee?
Ho potuto capire molte cose sul motore, anche se non perfettamente nella fase di entrata di curva non potendo guidare come al solito. Devo essere molto attento, perché alcune parti che ora mi sembrano buone potrebbero rivelarsi diverse quando tornerò al mio normale stile di guida”.

Senza Lorenzo, quanto conta avere Bradl come tester?
Avere Stefan è un grande, grande aiuto. È veloce, dà commenti precisi e molto simili ai miei, sono molto contento del suo lavoro”.

Quali sono i piani, ora?
Rimane un mese per lavorare sul mio fisico, ma in MotoGP la cosa più importate è stare in moto. So che sarò molto stanco alla fine di questi tre giorni, ma l’importante sarà arrivare in forma in Qatar”.

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