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SBK, Torres: la Kawasaki di Rea? non è una MotoGP

Jordi: "E' il suo team KRT ad essere da MotoGP. Ma Johnny sfrutta il 'pacchetto' al massimo. Marquez invece guida 'sporco' come un pilota SBK e rischia più dei rivali"

SBK: Torres: la Kawasaki di Rea? non è una MotoGP

In un rinnovato - anche dal punto grafico e cromatico - team Pedercini, Jordi Torres è il pilota scelto per la Superbike 2019.

Lo spagnolo nelle derivate ha portato in gara Apriia, BMW ed MV Agusta. La Ninja ZX-10RR della formazione mantovana è piaciuta al numero 81, che l’ha guidata per due volte in Spagna, l’ultima a Jerez.

Sono rimasto piacevolmente sorpreso dalla Ninja, perché ho trovato una moto con una ottima base di partenza sulla quale lavorare - conferma Jordi - Sin dai primi chilometri spesi in sella ho capito che la ZX-10RR va guidata come fa Rea, con una piena fiducia nella possibilità che l’avantreno concede e la conoscenza delle gomme Pirelli. Il carattere della moto è particolare, ogni movimento in sella deve essere essenziale, con la possibilità di far scivolare la ruota posteriore. Occorre essere veloce nei cambi di piega se si vuole andare forte con la Kawasaki. Fisicamente non è molto impegnativa e, confrontandola con le altre moto da me guidate in precedenza, la Ninja si può definire ‘facile’ da guidare, anche se ogni azione deve necessariamente durare poco tempo: impennate contenute, curve spigolate e cose del genere. Con un pò di metodo e concentrazione si può andare forte”.

Quindi, ora hai capito se è Rea a fare la differenza od ha la moto migliore?

“Osservando le gare da un punto di vista esterno, potrebbe sembrare che Rea abbia vita facile nel vincere e dominare senza problemi, invece, io dico che semplice il suo lavoro non è: Johnny è un pilota super competitivo, sempre in forma, che ha un team factory dove non manca nulla per fare bene. La possibilità che Kawasaki offre a Rea è infinita, ma lui stesso compie le mosse giuste ai box e guida benissimo in pista. Il team KRT è da MotoGP e Rea trova ogni giorno uno stimolo nuovo e diverso; la freddezza del Campione fa la differenza e, sintetizzando la risposta alla tua domanda, è il ‘pacchetto’ moto - team - pilota che fa la differenza sulla concorrenza”.

Il team Provec è da MotoGP ; c'è chi sostiene che anche la Kawasaki sia una MotoGP camuffataNel 2018 Torres ha disputato cinque Gran premi con la Ducati Desmosedici. Ora anche Jordi può paragonare le derivate con la Regina: "Kawasaki simile ad una MotoGP? Dicono una grossa cavolata! La MotoGP è ‘strana’, impossibile da descrivere e definire. Sarà per le gomme Michelin prototipo, difficili da sentire e portare al limite, sarà per il telaio rigido che non concede il minimo errore, vuoi anche per i freni in carbonio, potenti se caldi, non efficaci fuori dalla temperature d’esercizio ideale. La MotoGP non va guidata in maniera ‘naturale’ e non perdona il pilota che sbaglia. Lo pneumatico anteriore non trasmette il canonico feeling che si ha sulle moto convenzionali, occorre molto tempo per acquisire fiducia. Nelle prime tre marce la potenza è simile ad una Superbike ma, dalla quarta in poi, la musica cambia, I movimenti in sella vanno calibrati, perché è facile finire in terra. La MotoGP va guidata dolcemente e noi piloti delle derivate non siamo abituati”.

Eppure Marquez durante la guida si muove molto e vince mettendo di traverso la sua Honda.

Marc è l’unico pilota che compie tantissimi movimenti in sella alla MotoGP, come fanno molti piloti Superbike. Marquez non guida meglio degli altri, però fa una cosa: lui si prende più rischi di quanti ne prendano i rivali, ecco perché riesce a tenerla su con il gomito. Marquez ha un coraggio ed una sensibilità incredibile e possiede una fiducia nell’avantreno superiore rispetto a quella dei rivali e frena più forte di tutti ed in quella fase determina la differenza che spesso ha nei confronti del resto del gruppo”.

Tra poco il primo round a Phillip Island: che obiettivi avete tu ed il team?

Il livello generale della competizione in Superbike è salito ancora, con il rientro di BMW ed HRC, oltre al secondo team Yamaha. Vedremo gare divertenti ed interessanti, facendo attenzione alla corsa sprint della domenica. Erano anni che io e Lucio parlavamo di una possibile collaborazione ed ora eccoci qui insieme. Sono molto contento, Lucio è un ex pilota ed un bravissimo team manager, l’atmosfera della squadra è positiva e rilassata, sembra una famiglia da corsa. Noi siamo una formazione indipendente ma ben preparata, il nostro obiettivo è migliorarci costantemente, restando - se possibile - dentro la top ten in ogni round. Non sarà facile, ma vogliamo provarci”. 

Parole echeggiate da Pedercini, che conferma: "essendo uno dei pochi team indipendenti, vogliamo ben figurare in mezzo al gruppo. Il nostro obiettivo è farci rispettare in ogni gara del campionato, i test con Torres e la moto sono andati bene, siamo tutti contenti. Siamo pronti anche quest'anno a dare il nostro meglio".

Categoria: 
SBK

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