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SBK, Laverty: aprendo il gas con la Panigale V4R mi sento felice

"Mi ha ricordato la Desmosedici GP14.2 usata nel 2016. Molto presto le quattro Ducati in pista arriveranno al top. Rea? E' sempre il N°1"!

SBK: Laverty: aprendo il gas con la Panigale V4R mi sento felice

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Con un progetto appena partito e tantissime novità ed incognite il team Go Eleven saluta i test europei e prepara il materiale per l’Australia con la consapevolezza di poter - e voler - migliorare tempi sul giro e passo gara.

La nuovissima Ducati V4 R affidata al neo acquisto Eugene Laverty è tutta da scoprire per i meccanici e per il pilota, che arriva dopo due anni in Aprilia. Eugene nelle derivate ha guidato anche Yamaha e Suzuki, la sua esperienza e sensibilità si rivelerà molto utile durante il lavoro di sviluppo 

L’irlandese traccia un piccolo bilancio dopo Jerez e Portimao.

Sono stati test abbastanza difficili per noi - spiega Eugene - nei quali debuttavamo con la Ducati V4 R, mostrando progressi giorno dopo giorno. Tuttavia, durante la guida soffrivo le buche e gli avvallamenti, in particolar modo a Portimao. Anche la trazione on era quella desiderata, perché tra sconnessioni e scivolosità faticavo a migliorare il mio passo. Quando siamo riusciti a risolvere parte dei problemi, i tempi sul giro sono calati. Durante le giornate di lavoro abbiamo provato sospensioni differenti, freni, abbiamo diverse opzioni da valutare, inerenti a più particolari. Settimana prossima decideremo quali saranno le soluzioni migliori per noi e per la nostra V4 R”.

Eugene ha gareggiato in MotoGP con la Ducati Desmosedici, quindi, la “rossa” non era una assoluta novità per lui.

“La V4 R mi davvero impressionato. Uscendo dai box di Jerez mi ha ricordato la Ducati Desmosedici GP14.2 usata nel 2016. La potenza del motore è impressionante, ma l’erogazione è lineare e pulita, mi sentivo felice mentre davo gas. Come faceva la MotoGP che guidavo io, la V4R ha potenza da offrire in tutto l’arco dell’erogazione, ci sono cavalli ad ogni regime e questo aiuta molto il pilota, facilitandolo in ogni fase della guida".

Come hai trovato i rivali? Sembra che il livello generale del campionato quest’anno sia più alto.

“Decisamente. Le due Kawasaki ufficiali sono ancora più competitive degli scorsi anni, le quattro Yamaha hanno iniziato i test subito in alto e le Ducati arriveranno presto in cima. Il livello della serie è salito in modo impressionante,  abbiamo anche due BMW e due Honda factory. Ho avuto modo di vedere come guidasse Rea, era veloce, agile ed efficace in frenata ed a centro curva, ma la differenza nei confronti del resto del gruppo Johnny la faceva con le gomme da qualifica, specialmente quando si tratta di aprire il gas in uscita. In quel frangente lui e la sua Kawasaki erano indubbiamente i migliori del lotto”.

Quindi, il "Cannibale" ha ancora fame; ma dove è più forte degli altri?

“Johnny è un pilota forte e completo perché, negli anni, ha saputo lavorare sulle proprie debolezze, sino a diventare consistente in ogni momento del weekend. Rea è veloce nelle prove, in qualifica, vince le gare, non cade; in pratica, è un vero martello, che riesce ad essere concentrato e focalizzato sull’obiettivo da centrare non appena i meccanici mettano in moto la sua ZX-10RR. La differenza tra Rea ed i rivali è determinata dalla voglia del numero 1 di non ignorare i propri punti deboli, lavorando per migliorarli”.

Pensi che il team Ducati ufficiale possa contendergli il titolo?

La Ducati V4 R è totalmente nuova ed il progetto è solamente all’inizio della propria fase di sviluppo, perciò è presto per fare pronostici. In ogni caso, le mie impressioni sono state immediatamente positive: le quattro rosse in pista miglioreranno di turno in turno, sino ad arrivare ad un livello di competitività da prima della classe. Parlando del team factory Aruba, non so dire esattamente quando uguaglieranno la velocità di Rea con la Ninja però, credetemi, avverrà sicuramente: con due piloti del calibro di Davies e Bautista, tutto è possibile”.

Tra poco si parte per Phillip Island.

Sì, l’inverno è durato poco e meno male perché a me non piace il freddo (ride). Gireremo prima del weekend di gare insieme a tutti gli avversari, provando a migliorare la nostra competitività. Noi di Go Eleven siamo una squadra giovane, il progetto è appena nato, questo spiega il gap che patiamo nei confronti della concorrenza. Abbiamo bisogno di tempo per capire la moto e lavorarci sopra, ci servirà girare in pista più volte per poi provare a risalire la china".

 

 

 

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