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Moto2, Pernat: "Attenta Spagna, l'Italia ti sta superando"

LE SFIDE DEL 2019, 4ª PARTE - "La nostra scuola sta diventando il riferimento. In Moto2 punto su Marini, in Moto3 su Dalla Porta"

Moto2: Pernat: "Attenta Spagna, l'Italia ti sta superando"

Dopo avere parlato con Carlo Pernat di quello che ci riserverà la MotoGP in questa stagione (se vi siete persi le precedenti interviste, cliccate QUI, QUI e QUI per leggerle) è arrivata la volta delle cosiddette classi minori. Un aggettivo ingiusto e che male si adatta ai risultati degli italiani negli ultimi anni, con due titoli consecutivi di Morbidelli e Bagnaia nella categoria intermedia.

Con il manager genovese iniziamo a parlare proprio della Moto2 che quest’anno verrà rivoluzionata con il passaggio dal 4 cilindri Honda al3 Triumph.

Carlo, qual è la tua previsione?
È difficile prevedere cosa accadrà in Moto2 perché è tutto nuovo con l’arrivo dei motori Triumph. Finalmente è stata introdotta almeno una parvenza di elettronica, anche se non ci sarà il controllo di trazione ma non mi sembra un gran problema. La cosa importante è che la Moto2 finalmente diventa propedeutica per il passaggio alla MotoGP. Prima di oggi, rappresentava quasi un salto indietro rispetto alla Moto3, che è un prototipo vero. Questo rendeva veramente difficile il salto nella classe regina, ora sarà meno traumatico”.

Cosa potremo aspettarci?
Ci potrebbero essere delle sorprese e penso che i capotecnici avranno un peso maggiore a partire da quest’anno. Noi italiani, però, non siamo assolutamente messi male per quanto riguarda i giovani piloti. La Federazione Motociclistica Italiana ha fatto bene a togliersi dal Mondiale e chiudere in Team Italia per investire nelle classi propedeutiche, a partire dalle minimoto”.

Anche i privati, però, hanno giocato un ruolo importante…
Certamente, i team di Gresini, dei Cecchini, di Caponera, di Simoncelli si sono impegnati molto, ma il colpo grosso lo ha fatto Valentino. Ha creato una struttura unica nel mondo e da lì è nata una vera e propria ‘cantera’, per usare un termine calcistico. Ha scoperto fior di piloti e ha vinto con loro già due Mondiali in Moto2, non è poco”.

Una delle nostre punte, sarà il fratello di Rossi, Marini…
Sfido chiunque a dire di avere previsto un futuro da campione per Luca, invece lui ha fatto un passo avanti incredibile lo scorso anno. Significa che è un ragazzo serio e che ha le doti giuste, ora tocca lui e alla sua testa. Ha tutto quello che serve, ma deve trovare costanza. Non basta vincere una gara, ma essere sempre nelle prime posizioni nei Gran Premi dopo. Se ci riesci diventi un gran pilota e Marini deve farlo dall’inizio, ma lo metto comunque nella lista dei pretendenti al titolo”.

Se dovessi dire chi sarà la sorpresa di questo 2019….
Faccio tre nomi: Bezzecchi, Bastianini e Di Giannantonio. Sono tre piloti che hanno la possibilità di fare subito bene perché sono in team di primo livello con capotecnici esperti, sono nelle condizioni migliori per il passaggio in Moto2. Ho sempre indicato Enea e Fenati come il futuro del motociclismo italiano, ma ora metto anche Bezzecchi e Di Giannantonio. Marco mi ha stupito molto, ha corso l’ultima stagione come fosse un veterano, Fabio è determinato e ha la giusta cattiveria agonistica, sono bravi e hanno voglia di arrivare”.
 
Ci sono altre realtà da tenere d’occhio?
Non dimentico Baldassarri e poi bisogna sottolineare il ritorno di MV Agusta nel motomondiale. È una Casa storica, ha piani a lungo termine e un pilota di talento come Manzi, penso darà lustro alla categoria. Mi aspetto qualcosa in più da Locatelli, sarà un anno determinate per lui e deve fare quel salto di qualità che ancora gli manca, è un fiore non ancora sbocciato”.

Passiamo alla Moto3, perché nessun italiano è ancora riuscito a vincere il titolo in quella classe?
Forse manca qualcosa, forse è stata sfortuna. Abbiamo avuto dei piloti bravi in quella classe, non riesco a capire il motivo per cui nessun italiano abbia ancora vinto”.

Chi ha le carte in regola per provarci quest’anno?
Mi viene subito in mente Dalla Porta, perché l’anno scorso, dopo avere vinto il suo primo GP a Misano, è sempre stato davanti: potrebbe giocarsi il Mondiale. Abbiamo tanti giovani, Vietti, Foggia, Riccardo Rossi, sembra che la scuola italiana stia superando quella spagnola, sia come presenza ma soprattutto come qualità. Potremo giocarcela in tutte le classi.

In Moto3 ci sarà anche Fenati, cosa pensi del suo ritorno?
Romano è uno dei più grandi talenti degli ultimi anni e ho sempre sostenuto che lo vedrei bene in MotoGP. È chiaro che ha combinato una cosa fuori dal mondo ed è stato giusto fermarlo per un po’, come è giusto che torni a correre. Ha commesso un gesto gravissimo, non c’è dubbio, ma ora ha un’ultima possibilità e ha tutte le carte in regola per sfruttarla. È come se fosse davanti a una roulette con l’ultima fiche è in mano: deve puntare e non sbagliare”.

Una novità comune alle due classi saranno le qualifiche in stile MotoGP, sei d’accordo con questa scelta?
Finalmente hanno preso una decisione giusta, anche se in ritardo, e non assisteremo più a trenini e tante scenette ridicole. Ora, però, è il momento di usare il pugno di ferro e fare rispettare i regolamenti: da Marquez all’ultimo pilota della Moto3. L’arrivo di Freddie Spencer come capo dello Stewards Panel dimostra la voglia di cambiare. Questo volta dico brava a Dorna”.

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