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MotoGP, Lorenzo: "Con Marquez in Honda come con Rossi in Yamaha"

"Anche Marc è al vertice della carriera e parte avvantaggiato. Io e lui potremo essere come Senna e Prost, insieme ci miglioreremo"

MotoGP: Lorenzo: "Con Marquez in Honda come con Rossi in Yamaha"


Il tutore bianco spunta dalla tuta, è il ricordo della recente operazione allo scafoide del polso sinistro. Jorge Lorenzo avrebbe voluto presentarsi al suo ingresso ufficiale in società con i colori Repsol Honda in differenti condizioni, ma il recente infortunio non ha guastato il suo umore.

Non mi aspettavo di farmi male, ma il passato non può essere cambiato e devo affrontare questa situazione con professionalità e pensando positivo” sottolinea il maiorchino.

Qual è stata la dinamica dell’incidente?
Era il mio primo giorno di allenamento in moto dell’anno ed ero in una pista vicino a Verona, Cogollo a Badia Calavena, per fare dirt track. Ho fatto un errore, perché non ho controllato con attenzione la pista: in un punto la terra era bagnata, fangosa, anche se a un primo sguardo sembrava asciutta. Quando ci sono passato sopra è successo tutto molto velocemente, lo sterzo mi si è chiuso e mi sono trovato a terra. È stata una caduta stupida”.

E ti è costata la frattura dello scafoide…
Il mio polso non era completamente guarito dopo la lesione dello scorso anno e questo ha contribuito a provocare la rottura. Lo scafoide è un osso un po’ speciale, per fortuna la medicina ha fatto passi da gigante in questi anni. Una volta ci sarebbero voluti 6 o 7 mesi per guarire, ora in uno o due mesi tutto questo sarà solo un ricordo”.

Però salterai i test di Sepang…
Non avrebbe senso guidare a due settimane dall’operazione. Per i test del Qatar dovrei essere al’80% della forma, le cose stanno così, sono stato sfortunato e devo affrontare al meglio questa situazione. Alla fine dei conti, inizierò il campionato con lo stesso numero di test che avevo fatto con Ducati”.

Avevi comunque potuto provare la Honda nei test di Valencia e Jerez, quali erano state le tue prime impressioni?
Appena salito in sella mi è immediatamente piaciuta, mi sono accorto di quanto fosse piccola la moto e più bassa, questa è una caratteristica che ti garantisce maggiore fiducia, soprattutto in condizioni di scarso girp. Le sue qualità migliori sono l’agilità e la  facilità di entrata in curva. Ci sono anche dei difetti, è normale, ma non voglio parlarne ora”.

Hai trovato la guida molto fisica?
Al contrario, non lo è quanto con la Ducati. Non penso avrò problemi in questo senso”.

Sei su una moto completamente nuova e hai anche un nuovo compagno di squadra: Marquez. Come ti senti a fianco a lui?
In un certo senso, mi ricorda la situazione nel mio primo anno di MotoGP con Valentino. Lui era al vertice della sua carriera e conosceva molto bene la Yamaha, lo stesso si può dire di Marc. Marquez parte avvantaggiato rispetto a me, è un fenomeno e sono consapevole di avere tanto da imparare da lui. So di dovere essere umile”.

In tanti si aspettano scintille fra di voi…
In questo momento è più facile che sia lui a battermi, piuttosto che il contrario e sapete che dico sempre la verità (ride). Io penso che gli avversari sperino che noi litighiamo, ma io non penso a queste cose. L’unico modo per mettere pressione al tuo rivale è essere veloci in pista ed è quello che cercherò di fare”.

Quindi non ci sono lati negativi da questa nuova accoppiata?
Molta gente vede solo gli aspetti negativi, ma io credo che siano maggiori quelli positivi. Ci spingeremo l’uno con l’altro, perché quando ti batte il tuo compagno di squadra non hai scuse. Ricordate cosa successe fra Senna e Prost? Era un rapporto di amore/odio che ti spinge a migliorare e così sarà anche fra me e Marc”.

Però, l’anno scorso, dopo l’incidente ad Aragon attaccasti Marquez…
“Non farei dei drammi per quell’episodio. Io e Marc siamo due persone diverse, con differenti modi di affrontare le corse e la vita. Ci siamo chiariti e non dò importanza a ciò che è successo quella volta. Logicamente c’è la possibilità che accada qualcosa in pista tra noi, ma secondo me le probabilità sono basse. Hai sempre rispetto per il tuo compagno di squadra, ma quando ti giochi la vittoria all’ultima curva… allora può succedere di tutto”.

Sei molto ottimista…
“L'unica differenza con i miei precedenti compagni di squadra è che parliamo entrambi spagnolo, quindi sarà più facile capire le barzellette (ride). Scherzi a parte, siamo entrambi due piloti maturi e magari ci capiterà di litigare ma spero che se accadrà sarà perché stiamo lottando per qualcosa di importante.

Non c'è il rischio di un nuovo muro, come quello in Yamaha tra te e Rossi?
"Non penso proprio che Puig lo permetterebbe, quella è una cosa che si inventarono loro".

Come ti ha accolto la squadra?
Qui è tutto ad un altro livello, anche da un punto di vista tecnico, ho scoperto una precisione incredibile. Sapete tutti quanto sia stata difficile per me la prima parte della scorsa stagione, davo tutto me stesso e i risultati non arrivavano. Così il mio valore come pilota scese rapidamente e iniziai a capire che il futuro avrebbe potuto essere complicato per me”.

Come reagisti?
Sentivo che avevo ancora la passione per le corse, per la vittoria e iniziai a parlare con Honda. All’inizio non fu semplice, ma nacque questa possibilità e in due settimane la mia vita sportiva cambiò: firmai con HRC e vinsi al Mugello”.

Ora ti attende una nuova sfida…
E sono felice e orgoglioso di affrontarla, non ho dubbi. Ho fiducia nei miei mezzi e lavorerò molto per raggiungere i migliori risultati. Alla fine, ci sono riuscito anche con la Ducati che era una moto che richiede uno stile di guida opposto al mio e con cui è riuscito a vincere il titolo solo Stoner. Tutta quella esperienza mi servirà anche per adattarmi più velocemente alla Honda”.

Ti vedi con i colori HRC fino al termine della tua carriera?
“Avevo risposto di sì quando ero in Yamaha e poi ancora con Ducati… questa volta preferisco rimanere zitto! (ride)

Hai un desiderio particolare per questa stagione?
"Solo guarire alla perfezione e non infortunarmi più, poi i risultati arriveranno".

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