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MotoGP, Dall’inverno all’inferno, quando la pausa invernale costa cara

Jorge Lorenzo allunga la lista degli infortunati durante le vacanze che ha visto tra le vittime illustri Marquez, Rea e Pedrosa  

MotoGP: Dall’inverno all’inferno, quando la pausa invernale costa cara

Maledetta pausa invernale. È quello che forse sta pensando in queste ore Jorge Lorenzo, vittima di una sospetta frattura dello scafoide come dichiarato da Carmelo Ezpeleta. Un grattacapo non da poco per il maiorchino e allo stesso tempo per il team HRC, che vede i propri piloti incerottati in vista della tre giorni di test in Malesia. E questo proprio alla vigilia della presentazione del team, il 23 ottobre prossimo, a Madrid.

Già, perché Marc Marquez è ancora alla prese con la riabilitazione a seguito dell’operazione alla spalla lussata di dicembre, mentre Cal Crutchlow non sa nemmeno se salirà sull’aereo che lo porterà a Sepang ai primi di febbraio. Arrivati a questo punto, l’unico pilota incolume in casa Honda è Takaaki Nakagami, che in occasione dei test di Jerez aveva sorpreso tutti realizzando il miglior tempo dell’ultima giornata.

Tornando a Lorenzo, possiamo inserire il proprio nome in quella lista di sfortunati-infortunati (scusate il gioco di parole), prima del via del Campionato. Oltre al maiorchino ne sa qualcosa anche il suo amico Dani Pedrosa. A Sepang erano tutti curiosi di vedere lo spagnolo al debutto come tester in sella alla KTM, invece il 26 non ci sarà a causa della doppia frattura rimediata alla clavicola.

Dal Motomondiale alla Superbike il passo è addirittura più breve di quanto si possa immaginare. Circa undici mesi fa, di questi tempi, Johnny Rea si presentava infatti alla gara di Phillp Island reduce dall’operazione al dito anulare. Un infortunio che aveva messo a dura prova il Cannibale che però andando oltre il dolore seppe arrivare addirittura a un soffio dalla vittoria, alle spalle di Melandri. Quella vittoria che si è invece preso nel 2014 Marc Marquez, uno che corre sempre sul filo del rasoio. A Losail il 93 ebbe la meglio su Rossi dopo un testa a testa incandescente, nonostante una caduta il 19 febbraio con la moto da flat track gli avesse procurato la frattura del perone.     

E che dire poi di Danilo Petrucci? Nei test di Phillip Island del 2016  finì a terrà tornado a casa con  la frattura della mano destra. Un inconveniente che mise a dura prova il ternano, tanto che non potette prendere parte ai test in Qatar e addirittura alle prime quattro gare stagionali. Si rivide poi in pista soltanto a Le Mans.

Tornando indietro nel tempo, il lungo inverno ha poi giocato un brutto scherzo anche a Scott Redding, sfortunato a fratturarsi lo sterno durante il Superprestigio di Barcellona. Le moto di dirt track o flat track rappresentano  un ottima soluzione per allenarsi, anche se a volte presentano un conto salato da pagare. Ne sa qualcosa pure  Andrea Dovizioso, che nel 2011 rimediò la rottura della clavicola con la moto da cross, proprio come il compianto Nicky Hayden. D’altronde, il rischio fa parte del mestiere.

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