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Immenso Price, regala a KTM la 18^ vittoria alla Dakar

L’australiano trionfa al RAID dopo la frattura rimediata al polso a dicembre, sul podio Walkner e Sunderland, caduto Quintanilla, 14° Gerini

Dakar: Immenso Price, regala a KTM la 18^ vittoria alla Dakar

Era la prova che conduceva gli equipaggi da Pisco a Lima, ovvero l’ultima della Dakar, quella che avrebbe scritto l’epilogo della corsa. A giocarsi la vittoria la KTM di Toby Price e la Husqvarna di Pablo Quintanilla, separati da un solo minuto. Tra i due si preannunciava quindi un testa a testa incandescente e i colpi di scena non sono mancati anche in questa occasione. Già, perché dopo 10 km dal via, il pilota cileno è finito a terra, vedendo sfumare definitivamente i propri sogni di gloria.

Nonostante l’uscita di scena del sudamericano, Toby Price ha evitato di fare calcoli, chiudendo in bellezza e vincendo anche l’ultima speciale in 1 ora 14 minuti e un secondo. Giù il cappello per il pilota australiano, che ha regalato alla KTM il diciottesimo trionfo consecutivo al RAID. Per la Casa austriaca continua quindi quel dominio iniziato nel 2001 nel segno del compianto Fabrizio Meoni.

L’impresa di Price, dal momento che non c’è altro modo per definirla, assume ancora più valore se consideriamo che fino all’ultimo la sua presenza è stata in discussione. A dicembre l’australiano fu vittima di una caduta, tanto da rimediare la frattura al polso e dover finire sotto i ferri. Un fuori programma che non ha fermato le ambizioni del pilota, giunto in Perù affamato di vittoria e trionfatore per la seconda volta in carriera al RAID.

Sul podio insieme al lui il compagno Matthias Walkner, campione uscente della Dakar. Nell’ultima giornata di gara, l’austriaco ha sfruttato l’errore di Quintanilla per guadagnare un posto nell’assoluta e archiviare questa edizione in seconda posizione. Per KTM è senza dubbio un’edizione da incorniciare, perché sul podio brilla anche la 450 di Sam Sunderland, vincitore nel 2017. Anche il britannico ha usufruito dell’errore del cileno per compiere un passo in avanti.

A Quintanilla non resta quindi che consolarsi col quarto piazzamento nella generale, al termine di un giovedì da dimenticare. A seguito della caduta, al primo controllo orario era addirittura cinquantesimo, in seguito è riuscito a rimontare fino al ventiduesimo posto. Tra i primi cinque spicca poi la Husqvarna del compagno Andrew Short, mentre sesta la prima delle Yamaha, ovvero quella di Xavier de Soultrait. In casa Honda non resta invece accontentarsi del settimo posto di Ignacio Cornejo.

Chi manca invece per un soffio la top ten è Laia Sanz, undicesima, mentre Maurizio Gerini si rivela il migliore tra gli italiani concludendo la gara in quattordicesima piazza alle spalle di Ross Branch.

DAKAR 2019 - CLASSIFICA FINALE 

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