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MotoGP, Poncharal: "in KTM ho trovato qualcosa mai avuta in Yamaha"

"Alcuni ridono, pensano che abbiamo sbagliato. In KTM sono fieri di collaborare con Tech 3: vogliono vincere, con il team interno o con noi"

MotoGP: Poncharal: "in KTM ho trovato qualcosa mai avuta in Yamaha"

Dopo due test durante i quali è apparso chiaro a tutti quanta strada ci sia ancora da fare per KTM prima di avere ambizioni da podio, qualcuno ha iniziato a dubitare sulla scelta del Team Tech3 di lasciare Yamaha per sposare la causa del costruttore austriaco. Hervé Poncharal aveva parlato con noi a Jerez (leggi QUI l'intervista) e a pochi giorni dal primo test 2019 a Sepang ha continuato a sottolineare di essere felice per la decisione presa l'anno scorso.

In una intervista rilasciata ai colleghi britannici di Crash.net, il vulcanico francese ha raccontato alcuni episodi chiave che l'hanno convinto ad entrare nella famiglia KTM e che gli hanno consegnato la certezza di aver fatto la scelta giusta.

"Questa è una grande sfida per me e per l’intera squadra. Tante persone stanno ridendo, pensano che abbiamo commesso uno sbaglio. Tanti giornalisti e anche altri che ci seguono abitualmente dopo il test di Valencia, che abbiamo fatto con tanta pioggia e pochissimo tempo a disposizione ‘Siete arrabbiati? Vi pentite della vostra decisione?’ . Alcuni sorridevano, altri dicevano ‘buona fortuna, amico mio’, cose di questo tipo insomma. Ma è solo l’inizio. Dobbiamo imparare un mucchio di cose. Perciò dobbiamo restare calmi, lavorare duramente, rispettare i nostri partner e cercare di ottenere quello che si aspettano da noi".

Poncharal è stato molto colpito dal clima che respirato sin dai primi contatti con la dirigenza KTM, episodi che gli hanno fatto provare qualcosa già cercato e mai trovato nella sua carriera.

"KTM vende molte moto, ma la sua organizzazione è molto più semplice da comprendere rispetto alle grandi Case giapponesi. Qui sai chi comanda. Ho incontrato Pierer (CEO KTM, ndr) e Mr Trunkenpolz, il cui nonno ha partecipato alla costituzione del marchio KTM con la T del suo cognome. E’ stato bellissimo sentire la loro accoglienza e sentirgli dire ‘siamo fieri di averti con noi, è un grande onore e faremo grandi cose assieme’. Questo è il tipo di sensazioni che ho sempre cercato e che non ho mai trovato in passato". 

Sensazioni che evidentemente hanno colpito molto il titolare di Tech3, che non ha mai nascosto di volere per prima cosa un clima positivo all'interno del proprio box.

"La nostra vita è il nostro lavoro e quando passi la maggior parte del tuo tempo con certe persone, devi condividere con loro i lavori, gli obiettivi ed il punto di vista sulle cose. Come ho detto tante altre volte in passato, io cerco sempre di costruire un'atmosfera familiare perché le relazioni umane sono molto importanti. Più vecchio divento, più diventano importanti".

Il manager francese è anche rimasto molto impressionato dall'approccio di Pit Bierer, il responsabile di tutta l'attività sportiva della Casa austriaca e uno dei principali fautori del progetto MotoGP.

"Pit Beirer è a capo del motorsport in KTM ed è una persona che ammiro molto. Puoi sentire la sua passione, la sua volontà, il suo desiderio di successo. Forse anche troppo, perché ovviamente vorrebbe tutto e subito! Il suo DNA è Racing, è stato un pilota di successo nel cross, è un uomo di sport. La prima cosa che ha fatto a Valencia il primo giorno di test - ha raccontato Poncharal -  è stato di venire nel nostro box. Ha chiesto a tutti i ragazzi della squadra di ascoltarlo ed ha fatto un discorso. Ha detto ‘ci saranno quattro KTM completamente ufficiali in griglia l’anno prossimo. Non avrete meno motori, meno giri al minuto o qualsiasi altra cosa in meno in Tech3. Tutto ciò che vogliamo è che KTM vinca. Non importa che sia una del Tech3 o una del team interno. Non ci interessa’. E’ stato un ottimo discorso, e i miei ragazzi sono andati su di giri". 

Herve, che è un fine conoscitore del mondo del motociclismo, è consapevole che ci vorrà tempo e lavoro prima di diventare competitivi, ma ha sottolineato che lo stesso percorso è stato intrapreso molto tempo fa anche dagli altri rivali.

"Spero non ci voglia troppo tempo, ma abbiamo tanto lavoro davanti a noi. Si dice sempre che Parigi, Roma e Londra non sono state costruite in un giorno. Da quanti anni Honda, Yamaha, Suzuki e anche Ducati sono in questo campionato? La KTM è qui solo da due anni e con solo due piloti. La RC16 è migliorata tanto, ma anche gli altri l’hanno fatto. Perciò per chiudere il gap dobbiamo migliorare più velocemente degli altri". 

Non c'è dunque ansia da prestazione in questa fase secondo Poncharal, con la consapevolezza che il momento per spingere al massimo arriverà presto.

"Naturalmente, mi piacerebbe vedere i miei piloti lottare per i primi cinque posti, ma dobbiamo mantenere il controllo. In questo momento, non possiamo giocare al gioco dei giri veloci. Potrebbe sembrare noioso, ma dobbiamo solo lavorare". 

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