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MotoGP, Vinales: "Ho bisogno di uno psicologo per vincere"

Maverick sa di dover trovare continuità: "Non sono abbastanza concentrato, nelle ultime stagioni ho fatto alcune brutte gare perché mi sentivo giù."

MotoGP: Vinales: "Ho bisogno di uno psicologo per vincere"

Maverick Vinales è senza dubbio uno dei più grandi talenti della MotoGP. Scelto da Yamaha per il ruolo di successore di Jorge Lorenzo e uomo su cui puntare per il futuro, lo spagnolo ha senza dubbio ripagato la fiducia incassata dai vertici di Iwata, mettendo a segno una doppia vittoria nelle prime due tappe del 2017 e poi vincendo anche a Le Mans dopo un bellissimo duello con Valentino Rossi.

Prestazioni che lasciavano intendere la possibilità di aver trovato finalmente l'anti-Marquez per eccellenza, il pilota in grado di spezzare il dominio del campione Honda. Tuttavia, dopo quella terza vittoria conquistata a Le Mans qualcosa ha smesso di funzionare per Vinales e in molti hanno indicato nella poca capacità di reggere la pressione uno dei più pericolosi talloni d'Achille del compagno di Rossi. La Yamaha con il n°25 sul cupolino è tornata a trionfare solo a Phillip Island nel 2018, dopo una stagione decisamente travagliata.

In una lunga intervista rilasciata a Matt Oxley, il talento spagnolo ha parlato a ruota libera dei tanti problemi che hanno parzialmente rovinato la sua seconda stagione da pilota Yamaha, confermando di essere alla ricerca di una figura che possa aiutarlo nel trovare continuità di prestazioni.

"Sto lavorando duramente sul mio carattere - ha confermato Vinales parlando della sua attitudine agli sbalzi d'umore -  Sto cercando di trovare uno psicologo dello sport, ma non è facile perché ho bisogno di trovare qualcuno che mi capisca davvero. A volte non sono abbastanza concentrato, quindi di certo devo migliorare da questo punto di vista. Sono il tipo di persona che vuole migliorare ogni anno e se riuscirò a trovare un buon psicologo, migliorerò parecchio, perché quando nelle ultime stagioni ho fatto alcune brutte gare è stato in parte perché mi sentivo giù".

Maverick ha anche ricordato alcuni episodi in particolare, come la gara in Qatar, la prima tappa della passata stagione. Dopo una brutta partenza, lo spagnolo si rese protagonista di un grande recupero. 

"In Qatar nella seconda parte di gara sono stato il pilota più veloce in pista ed ho recuperato quattro secondi sui battistrada. Ma ero giù dal punto di vista psicologico, perché nel 2017 su quella pista ero in pole ed avevo vinto la gara...se fossi stato più motivato, se avessi guardato con maggiore fiducia al domani, forse sarei arrivato secondo in campionato"

Non solo problemi di testa però alla base di una stagione macchiata da troppi alti e bassi. Vinales ha anche riconosciuto l'aspetto tecnico che più di ogni altro lo ha penalizzato rispetto all'inizio sfavillante di cui si era reso protagonista nel 2017.

"Ad inizio 2017 potevo curvare con molta velocità in più grazie alla vecchia carcassa della gomma davanti. Appena Michelin l'ha cambiata in una più dura, lo stile di guida necessario è cambiato. E' diventato più un 'frena tardi, ferma la moto e vai'. Sono riuscito solo alla fine del 2018 a guidare in questo modo, perché abbiamo cambiato molto il setup della moto". 

Un cambiamento che è arrivato in un momento preciso della stagione 2018, ovvero dopo la disastrosa gara di Aragon a cui è poi seguita la bella prestazione di Buriram.

"Dopo Aragon ho deciso e mi sono detto 'adesso farò come dico io'. Io e Rossi abbiamo altezze e pesi diversi, il che rende le cose molto diverse. I freno dopo, ma lui entra in curva con una velocità più elevata. Io preferisco tenere il freno in mano, finchè non riapro il gas. Questo è il mio stile, perciò ho cercato di rendere la M1 più adatta a questo stile. Io e Valentino avevamo un assetto molto simile fino alla Thailandia, mentre adesso ne usiamo due molto diversi".

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