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MotoGP, Domenicali: senza Lorenzo c'è più armonia nel team Ducati

Il numero 1 della Rossa: "Dovizioso e Petrucci si rispettano e lavorano insieme. Il favorito è Marquez, ma non è imbattibile. Crediamo ancora nella Superbike"

MotoGP: Domenicali: senza Lorenzo c'è più armonia nel team Ducati


Incontrato nello stabilimento di Borgo Panigale durante la presentazione del progetto Ducati For Education, Claudio Domenicali pensa anche alle corse: siamo “solo” ad inizio gennaio ed incombono i test MotoGP di Sepang, fondamentali dopo la breve pausa invernale per presentarsi nelle migliori condizioni e preparare la rincorsa al titolo 2019.

L ’epilogo della stagione scorsa è stato soddisfacente, malgrado l’obiettivo sperato sia andato ancora nelle mani della concorrenza giapponese?

“Abbiamo finito il campionato MotoGP 2018 al secondo posto, con la nostra Ducati Desmosedici in grado di vincere ben 7 Gran Premi, dimostrando di essere una moto in crescita costante, sia nelle prestazioni che nei risultati. Per quest’anno, non vedo altra possibilità se non quella di migliorare, ovvero, provare a vincere il Mondiale".

La squadra corse e tutto il reparto racing di Borgo Panigale sta lavorando sodo al modello 2019 che, ovviamente, presenterà diverse soluzioni nuove, che possano farci essere più forti e veloci. Quali sono queste soluzioni? Dovreste chiederlo a Gigi Dall’Igna, lui è il ‘tecnico’, lui conosce gli intimi segreti della nostra Ducati e credo che non ci li svelerà mai (ride). Posso solo dire che i piloti ufficiali potranno disporre di una evoluzione della moto dello scorso anno, ma molto più competitiva. Eravamo davvero contenti di quanto fatto nel 2018, però sappiamo che dovremo fare attenzione: in MotoGP il livello è cosi alto che è più facile peggiorare che migliorare, ecco perché ascoltiamo attentamente le indicazioni dei piloti, progredendo nello sviluppo con la politica dei piccoli passi, ma sempre rivolti in avanti”.

Hai qualche rammarico pensando a come è finita con Lorenzo?

Certamente. Quando abbiamo iniziato l’avventura con Jorge, l’aspettativa di tutte le parti era di ottenere di più, lo volevamo noi di Ducati e lo voleva il pilota. A volte le cose funzionano subito, nel nostro caso il processo di adattamento è stato più lungo del previsto, resta un rammarico: tra la Ducati e Lorenzo tutto ha funzionato al meglio troppo tardi, ora dobbiamo guardare al futuro, con una coppia di piloti tutta nuova”.

La coppia Dovizioso - Petrucci in cosa differisce tra quella Dovizioso - Lorenzo?

Innanzitutto, in armonia e forse, anzi, ne sono certo, vige anche più rispetto tra Andrea e Danilo. Loro hanno voglia di lavorare insieme, quindi, questa coppia ha un potenziale che la coppia 2018 non aveva. Tra Jorge ed Andrea ci sono stati molti battibecchi, io so che i battibecchi ed i bisticci costituiscono una parte dello spettacolo, forse l’anno scorso sono stati un pò di più di quanto avrei voluto ma... credo che Petrucci e Dovizioso partano entrambi ben allineati, con l’obiettivo comune di fare bene. Vedremo durante la stagione come andrà, io penso che ci sarà una situazione molto positiva nel garage Ducati”.

Per il numero 1 finale, temi di più la Honda o la Yamaha?

“Se ci affidiamo ai risultati degli ultimi due campionati, non ho dubbi: la Honda numero 93 parte favorita. Marc Marquez è in grado di avere un equilibrio con la propria moto che gli ha consentito di raggiungere un livello di prestazioni straordinario. Penso anche, tuttavia, che Marquez non sia imbattibile e noi stiamo lavorando per poterlo battere”.

Pensi che Marquez e Lorenzo andranno d’accordo o prevedi scontri in pista e nel box?

È presto per dirlo, bisogna attendere l'inizio delle ostilità e come affronteranno le gare. Vedremo se due galli in un pollaio saranno troppi, oppure se troveranno l’armonia giusta".

Domenicali sa che a Borgo Panigale l’obiettivo titolo è legato anche alla V4 Superbike. Il campionato delle derivate di serie soffre, ma interessa ancora alla Ducati, che ha abbandonato lo storico schema bicilindrico per un quattro cilindri che sta facendo parlare tutti: “infatti, crediamo ancora tanto nella Superbike - conferma - serie che rappresenta una parte importante nella nostra storia da corsa. Sviluppando la V4 R, stiamo sviluppando parti e pezzi per i clienti del marchio, dimostrando quanto ancora la SBK sia per noi fondamentale a livello industriale e dal punto di vista del prestigio. Anche lì, chiaramente, vogliamo tornare a vincere gare e titoli mondiali ed anche in quel caso abbiamo Davies e Bautista, due piloti forti ed in sincronia”.

 

 

 

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