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MotoGP, Serve un miracolo di Natale per battere Marquez e Honda

Prima delle vacanze, abbiamo immaginato (con un pizzico di ironia) il regalo preferito di ogni costruttore da scartare sotto l'albero

MotoGP: Serve un miracolo di Natale per battere Marquez e Honda


Alla vigilia di Natale, tutti sognano il regalo perfetto da trovare sotto l’albero quando verrà il momento di scartare i pacchi. Le speranze sono sempre molto alte e le dita incrociate per non dovere simulare felicità di fronte a una cravatta dagli improbabili colori o a un paio di pantofole.

Forse anche i maggiori team della MotoGP hanno scritto la loro letterina e, se i loro desideri fossero esauditi, il tempismo sarebbe perfetto in vista dei test che li aspettano a inizio febbraio in Malesia. Se invece le loro richieste non fossero ascoltate, ci sarebbe ancora un mese per correre ai ripari.

Così ci siamo immaginati il regalo perfetto, per così dire, per ogni Casa.

HONDA HA RICEVUTO UNA LETTERINA… DA BABBO NATALE - Pensando alla HRC, non parrebbe strano sapere che agli uffici giapponesi è arrivata una richiesta speciale dal Polo Nord, con Babbo Natale che desidera una RC213V per sveltire i suoi viaggi intorno al globo, magari con l’aggiunta di qualche lezione di guida da Marc. Probabilmente la Honda non è la moto perfetta, ma lo diventa con Marquez alla sua guida. Se poi aggiungiamo che il suo ‘secondo’ sarà Lorenzo e che nei test di Jerez anche Nakagami ha fatto una bellissima figura, difficile chiedere qualcosa di più.

Forse, l’unico desiderio è la pace, non nel mondo ma all’interno del box. Fino a oggi Marc ha diviso il suo garage con un pilota che non gli ha mai creato grossi problemi, né dal punto di vista dei risultati né da quello mediatico. Jorge però è di un’altra pasta rispetto a Pedrosa e, se qualcosa non gli va a genio, non si fa problemi a dirlo. È il classico rovescio della medaglia: la convivenza di due campioni porta a un’innalzamento reciproco del livello, ma se qualcosa non va per il verso giusto sono scintille. Forse è questo l’unico punto debole del dream team spagnolo.

DUCATI VUOLE UNA GIOSTRA - Perché una giostra? Perché gira senza problemi. Il sottosterzo è il tallone di Achille della Rossa da tempo, Dall’Igna e i suoi si stanno dando da fare perché diventi un brutto ricordo, ma qualcosa manca ancora. A parte quel neo, la Desmosedici è già una delle moto più competitive ed equilibrate del lotto. Pensate a Bagnaia, avreste mai detto in passato che un debuttante sarebbe riuscito ad adattarsi alla Ducati così velocemente? Le prestazioni di Pecco (dandogli tutti i suoi meriti, si intende) sono la cartina tornasole dell’evoluzione di cui è stata protagonista la moto di Borgo Panigale.

Comunque Dall’Igna deve avere già ricevuto qualcosa dal Polo Nord, a giudicare da tutti i gadget con cui ha equipaggiato la sua moto nei test di Jerez. Però nessuno dorme sugli allori e dalle parti di Bologna si fanno gli straordinari anche sotto Natale. Infine, servirebbe un po’ di fortuna che quest’anno è mancata e un pizzico di lucidità in più per evitare degli errori a volte grossolani. Il tempo dirà se la coppia Dovizioso-Petrucci sia stata la scelta giusta, per adesso sulla carta è la più debole ma la Ducati ha spesso riservato sorprese.

A YAMAHA SERVE UN DIZIONARIO - Per la precisione italiano-spagnolo-giapponese, in modo che in quella squadra si faccia un po’ di chiarezza e si superino i problemi di comunicazione. Anche con noi, perché, ogni qual volta intervistiamo Valentino e Vinales, quando finiamo siamo più confusi di prima. Il nuovo motore portato nei test spagnoli è la soluzione? Ne arriverà un altro a Sepang? La M1 ha bisogno di un lifting più deciso? Magari Babbo Natale può dare una risposta a queste domande.

Dopo i test di novembre, la situazione della Yamaha non è cambiata: tante speranze e nessuna certezza. Con un Maverick entusiasta e un Rossi freddo, altro non si sa. Magari a Sepang ci sarà una bella sorpresa sotto la palma per entrambi i piloti, ne avrebbero bisogno.

SUZUKI SPERA CHE IL NUOVO SCHWANTZ PARLI SPAGNOLO - Del resto Kevin è stato (e per tantissimi lo è ancora) l'icona della Casa di Hamamatsu quando la classe regina aveva la metà della cilindrata e dei tempi. Ora alla GSX-RR manca pochissimo per essere all’altezza della migliore concorrenza e Davide Brivio ha mostrato di avere occhio per i piloti iberici. Prima con Vinales, ora con Rins in constante crescita e ha puntato su Mir per il prossimo futuro.

Quest’anno alla Suzuki è mancata solo una vittoria, ma i tanti podi sono la dimostrazione che la sostanza c’è. Nel 2019 Alex dovrà provare di reggere il peso di tutta la squadra sulle sue spalle, mentre Joan dovrà solo imparare. Le premesse sono buone.

UN BUONO SCONTO PER APRILIA - Ovviamente stiamo scherzando sul budget a disposizione di Noale, anche se è un dato di fatto che ci siano concorrenti ben più danarosi. L’importante è che in Aprilia qualcosa si è mosso, insieme a Iannone è arrivato anche un test team degno di questo nome con Smith e Massimo Rivola che dovrebbe togliere un po’ di impegni ad Albesiano, che potrà così fare l’ingegnere a tempo pieno.

Se la direzione presa è quella giusta, il cammino sarà comunque lungo perché al momento la RS-GP riceverebbe del carbone per le prestazioni mostrate nella maggior parte delle gare della stagione appena finita. Per il nuovo inizio si punta su Iannone, che probabilmente dovrà armarsi di un po’ di pazienza. Non siamo all’anno zero, ma una svolta netta è richiesta.

KTM RICEVERÀ UNA BUSSOLA - È difficile trovare qualcosa da regalare a KTM, considerati tutti i doni che si è già fatta: Pedrosa, Zarco e il team Tech3. Le dimensioni sono quelle di un colosso, ma la MotoGP è un piatto difficile da masticare anche per chi ha denti allenati. La Casa austriaca ha vinto in tutti i campi in cui si è cimenta ma nella massima serie del motociclismo le buone intenzioni e i soldi non bastano.

I tecnici professano la loro fede nel telaio a traliccio e nelle proprie sospensioni (le WP), un azzardo importante per chi si affaccia in un mondo in cui alcune soluzioni sono quasi comandamenti. Battere nuove strade è una scelta coraggiosa, a patto di non intestardirsi e non perdere la strada. Una bussola è quello che ci vuole.

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