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Bastianini: ora ci sono due "Bestie": io e la mia Moto2

Dopo anni in Moto3, Enea salta sulla Kalex motorizzata Triumph del team Italtrans: "dovrò guidare in modo più 'adulto', gestendo l'erogazione della potenza"

Moto2: Bastianini: ora ci sono due "Bestie": io e la mia Moto2

Quattro stagioni complete nel Motomondiale, tre vittorie e 24 podi in Moto3, prima del salto alla Middle Class: Enea Bastiani è pronto alla nuova avventura motorizzata Triumph, ma prima fa un bilancio del suo ultimo campionato nella piccola cilindrata.

”La mia ultima stagione in Moto3 si è rivelata per me molto impegnativa - dichiara Enea, presente alla festa Nolan nella sede storica vicino a Bergamo -  caratterizzata da periodi di ‘alti e bassi’ ma, alla fine, sono riuscito a chiudere il campionato abbastanza bene, con una quarta posizione nella classifica Mondiale. Di sicuro, io ed il team Leopard ambivamo a qualcosa di più, però ci siamo divertiti molto: una vittoria ed altri 5 podi totalizzati non rappresentano un bottino da buttare”.

Cosa ti è mancato rispetto a Martin e Bezzecchi?

Hanno pesato i diversi zero rimediati, ben sei, più la gara annullata a Silverstone. Nei conti finali, il punteggio ne ha risentito. Io ho commessi alcuni errori, in altre circostanze è stata la sfortuna a condizionare il nostro weekend. A volte potevo battagliare coi primi, in altre ho sofferto”.

Pensiamo al 2019. Salti da una Honda monocilindrica 250 ad una tre cilindri da 765cc.

La Kalex Triumph del team Italtrans è una moto completamente diversa dalla Moto3 a cui ero abituato. La Moto2 è più pesante ma, soprattutto, è molto più potente e veloce. Per me non sarà come ripartire da zero, però... mi ci dovrò abituare.

Mi è piaciuta tanto, solo che è difficile portarla al limite. La potenza è tanta, occorre gestire il gas con il polso, una operazione che non ho mai dovuto affrontare prima. Nel test in Spagna mi trovavo per la prima volta a gestire una moto ‘da adulto’, penso che nei primi Gran Premi mi dovrò acclimatare, da metà stagione potrei fare bene. Mi occorrerà qualche gara per essere a mio agio”.

Quindi, debuttando in Moto2 diventi più adulto?

Mi ci ritrovo come affermazione, del resto, la piccola Moto3 iniziava a starmi stretta ed io mi sentivo limitato. Ho voluto fare il salto dalla minima alla media cilindrata e penso che il mio stile di guida si adatti bene alla Moto2. L’erogazione del tre cilindri inglese mi è piaciuta tantissimo e sarà bello iniziare a correre nella nuova categoria”.

Ti sei fatto una idea dei tuoi nuovi avversari?

Sì, anche se penso che nelle sessioni di test la competizione vera e propria non sia al massimo livello, le gare sono tutt’altra cosa. Comunque, ho visto bene Luca Marini, Sam Lowes è andato molto forte, poi aggiungo Alex Marquez, Xavi Vierge, Marcel Schrotter. Sarà un campionato molto difficile, ho notato che in un lasso di tempo risicato ci sono tanti piloti racchiusi in pochi secondi. Nella Moto2 non sarà facile far la differenza, la costanza di risultati premierà chi arriverà sempre al traguardo, possibilmente nelle prime posizioni”.

Pensi che la Moto2 sia la vera “anticamera” per la MotoGP?

Secondo me lo è. Non ho corso con la motorizzazione Honda CBR e non posso paragonare il passato al presente. Con l’introduzione dei propulsori Triumph tutto è cambiato, si può lavorare sui settaggi dell’elettronica, alcuni sviluppi verranno introdotti nell’arco della stagione. Oltre a dare gas, dovrò studiare: dovrò capire i dettagli legati alla gestione elettronica, saranno anche quelli a fare la differenza per andare avanti coi risultati e nella carriera”.

Sei soprannominato il “Bestia”. Daresti lo stesso aggettivo alla Moto2.

Sì, è una bella bestia, in accelerazione. Sarebbe anche bello se girasse sino a quota 16000, per ora arriva a 14000. Nei primi turni in pista ho dovuto far diminuire la potenza e ho dovuto prenderci la mano, ero sempre in impennata”.

 

 

 

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