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Ducati fa le flessioni: meno rigidità per il telaio della V4R

TECNICA- Rispetto al "front frame" della Panigale 1100 si è cercata maggiore flessibilità in fase di piega massima. Motivo? Più velocità a centro curva  

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Nata per le piste e studiata per dare il meglio in gara. La versione R della Ducati Panigale V4, la moto che per la casa bolognese segna il debutto in SBK del 4 cilindri, rispetto alla 1100 presentata lo scorso anno punta ad offrire di più nell'utilizzo corsaiolo.
Oltre alla soluzione delle alette che, insieme una diversa forma aerodinamica dell'intera carenatura, offre un plus di carico sull'anteriore di 30 Kg (dato dichiarato), con la nuova V4R si è lavorato molto anche sul fronte della ciclistica.

La Panigale V4 1100 a nudo con il nuovo "front frame" in evidenza

Il telaio, che mantiene il disegno già visto sulla sorella "stradale", vede però ora la presenza di due ampi alleggerimenti nella zona anteriore, vicina al cannotto di sterzo.
Questa novità, voluta per rispondere alle richieste degli uomini del reparto corse SBK, punta ad offrire maggiore flessione in condizioni di piega massima. A tutto vantaggio della velocità in curva.

Come questo avviene è presto detto. Ad angoli massimi di piega il lavoro di forcella e mono è drasticamente limitato, con le reazioni verticali provenienti dall'asfalto che letteralmente spingono, attraverso forcella e forcellone, sui rispettivi fulcri: cannotto di sterzo e perno del forcellone. Si crea così un momento che porta le parti a dover flettere per consentire una corretta aderenza degli pneumatici a seguito delle sollecitazioni provenienti dall'asfalto che altrimenti metterebbero in crisi la carcassa delle gomme.

Nel telaio della V4R si notano gli alleggerimenti rispetto a quello della 1100 


Una forcella più di tanto non può però piegarsi, pena problemi seri in frenata.
Da qui la necessità di avere, come nel caso del "front frame" Ducati, un disegno in grado di assorbire meglio questi momenti pur restando sufficientemente rigido in frenata. E' questo il motivo per cui probabilmente si è deciso di abbandonare lo schema del vecchio monoscocca scatolato, forse eccessivamente rigido in talune situazioni, ed adottare il nuovo disegno introdotto lo scorso anno con la V4 1100 ed estremizzato ancora di più con la V4R.

Lo stesso Alessandro Valia, tester collaudatore della casa di Borgo Panigale, confermava questo lavoro in una nostra intervista fatta lo scorso anno: "Il monoscocca aveva il vantaggio della leggerezza, ma era anche molto rigido - le sue parole a proposito del telaio della V2 - troppo in alcune circostanze. In fase di percorrenza un telaio molto rigido non aiuta il lavoro delle gomme. Ad angoli molto accentuati le sospensioni in pratica non lavorano più, ed è il telaio che deve flettere. La rigidità aiuta in frenata, situazione dove la precedente Panigale era fortissima, ma poi si perdeva qualcosa in percorrenza. Con la nuova struttura - spiega a proposito del telaio introdotto sulla 1100siamo riusciti a migliorare molto nella fase di percorrenza ed ora la moto ha un comportamento meno sottosterzante e non fai fatica a tenere la linea".

Alvaro Bautista impegnato con la Panigale V4R a Jerez

Un comportamento che il reparto corse ha voluto esaltare maggiormente con la V4R, mezzo ancora più votato alla pista rispetto alla V4 e che, stando alle parole di Alvaro Bautista, neo acquisto in SBK per il team Aruba.it, pare sia sulla giusta strada: "La guida della V4R ricorda un po' quella di una 250, va guidata con dolcezza" le parole di Alvaro dopo il suo primo contatto in quel di Jerez ai test di fine novembre. E non è un caso che queste parole arrivino da uno che è stato, oltre che veloce in 250 anche Campione del mondo in sella alle velocissime, in termini di percorrenza di curva, 125 2 tempi.

Insomma, chi pensa che per andare forte in pista serva un mezzo rigido, sempre, dovrà probabilmente rivedere alcune delle proprie convinzioni.

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