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MotoGP, Rossi ammette: "In un rally vero non arrivo tra i primi cinque"

"I piloti del Mondiale WRC sono velocissimi in confronto a me. La M1? Yamaha ha il potenziale per migliorare la situazione. Possiamo farcela”

MotoGP: Rossi ammette: "In un rally vero non arrivo tra i primi cinque"

Valentino Rossi-Tony Cairoli: 1-1. Si conclude così la kermesse brianzola. Dopo la vittoria del Dottore nel rally, il pilota di Patti si è preso la rivincita nel Masters’ Show della domenica pomeriggio, battendo in finale proprio il pesarese. Nonostante la sconfitta il pilota di Tavullia vede il bicchiere più che pieno, anche perché torna a casa col sorriso stampato sul volto.

Diciamo che sono contento di come è andato il fine settimana – ha esordito il Dottore – direi che questa vittoria e quella del Ranch di sette giorni fa mi mandano in vacanza felice. Peccato per il Masters’ Show. Tony è stato velocissimo in quell’occasione, però per me è importante il rally”.

Valentino viene subito incalzato sulla sfida con il 222.

“Nella finalissima lui è stato tre secondi più veloce rispetto alle manche precedenti  - ha sottolineato – forse quei secondi li hanno trovati nell’ultima sosta ai box (ha scherzato). Cairoli e la sua squadra sono stati bravi, ma come ho detto per me il rally è la cosa che conta di più. Va bene così, 1-1 palla al centro”.

La passione per le quattro ruote ha contagiato Rossi già da bambino.

“Quando ero ancora piccolino correvo con i kart e per certi aspetti ho iniziato come pilota di auto. Sulle macchine ho trascorso molto tempo, ma un rally vero è tosto per me, anche perché tra i primi cinque della classifica non arrivo, dato che i piloti del WRC sono velocissimi. Qua a Monza sono forte perché conosco la gara, ma il Mondiale è un’altra cosa”.

A Rossi viene poi domandato cosa farebbe se gli fornissero una navicella aerospaziale.

“Mi piacerebbe tornare indietro nel tempo, dato che vorrei correre per altri dieci anni”.

Non manca poi una battuta sulla prossima edizione della kermesse.

“Sarebbe bellissimo che partecipassero anche i piloti del Mondiale WRC, ma anche uscire dal tradizionale percorso di gara in autodromo. Sarebbe infatti spettacolare se si svolgessero delle prove sullo sterrato”.

Da domani la sua attenzione sarà già rivolta al 2019.

Marquez me lo aspetto come sempre fortissimo – ha avvisato – con la M1 abbiamo sofferto molto nelle ultime due stagioni. Ci sono alcuni problemi da risolvere, ma io sono convinto che la Yamaha abbia il potenziale tecnico per migliorare la situazione. Direi che ce la possiamo fare”.

L’ultima battuta riguarda invece la mancata partecipazione alla MotoE.

Nel 2019 vedremo come sarà il Campionato, il fatto è che al momento non disponiamo di una struttura per affrontare un simile impegno. Confermiamo comunque la presenza in Moto2 e Moto3, così come nel CIV al posto del CEV”.

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