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Marini: "la nuova Moto2 vuole una guida da MotoGP"

Luca dopo la recente operazione: "fra 3 mesi potrò tornare in moto. Non mi sento favorito per il 2019, spero di fare un bel lavoro insieme a Bulega"

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La macchinetta del caffè è il luogo di ritrovo principe in ogni ambiente di lavoro, dove prendersi qualche minuti di riposo e perdersi nelle chiacchiere. Per questo motivo ci siamo appostati davanti alla (personalizzatissima) macchinetta della VR46 e abbiamo intercettato i piloti prima di un caffè.

Il primo è stato Luca Marini, con un braccio al collo a causa della recente operazione e qui sopra potete vedere il video dell'intervista.

La spalla mi ha dato fastidio per tutta la stagione, ho preso antidolorifici a ogni turno - ha spiegato - Sacrificherò l’inverno per dedicarmi alla riabilitazione, sperando di non avere più problemi. Per tornare al 100% della forma serviranno dai 5 ai 6 mesi, ma per guidare una moto 3 dovrebbero bastare”.

Prima di entrare in sala operatoria, Luca ha potuto provare a Jerez la nuova Kalex con il motore tre cilindri Triumph.

Mi piace qualche cambiamento ogni tanto, alla Moto2 potrà far bene - ha detto - Con il motore Triumph si dovrà modificare lo stile di guida, la messa a punto, il metodo di lavoro, secondo me si va più nella direzione della MotoGP. Ora c’è più accelerazione e una diversa connessione per il gas, anche le gomme dovranno essere cambiate, ho già provato la nuovo Dunlop posteriore con un diverso profilo e credo sia un passo avanti soprattutto per il rendimento in gara, ma la moto diventa meno divertente”.

In un certo senso, con questa novità, la Moto2 è diventata più simile alla MotoGP, almeno per lo stile di guida.

Si spigola molto in curva ed è importante alzare presto la moto in uscita, fare quello che chiamano ‘trick’ in MotoGP - ha osservato Marini - È bello perché può preparare meglio alla classe regina”.

Luca sarà la punta di diamante della VR46 in Moto2 e raccoglierà l’eredità di Franco Morbidelli e Pecco Bagnaia, gli ultimi due campioni del mondo della categoria.

Per adesso non sento per niente la pressione - ha confessato - Sinceramente, per il momento non mi sento tra i favoriti perché il prossimo anno cambierà tutto. Magari un pilota che arriva dalla Moto3, con una moto tutta nuova, potrebbe andare subito forte, come ad esempio Martin. Pensando a chi è restato in Moto2, invece, sarà Binder a partire un passo davanti a tutti. Ci saremo anche noi, perché la Kalex ha fatto un bel lavoro, siamo un grande team e non mi posso lamentare di nulla”.

Le ultime battute sono state sul nuovo compagno di squadra.

Io ho più di insegnare a Niccolò di quanto Pecco ne abbia avuto per me, perché Bulega è un debuttante. Nel primo test ha già capito come guidare la Moto2 ed è andato molto forte, spero di potere fare insieme a lui un bel lavoro come è successo con Pecco. Quando entrambi i piloti in una squadra sono veloci, ci si può aiutare di più” ha concluso Luca.

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