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MotoGP, Morbidelli: "Non sento la pressione di poter lottare con Rossi nel 2019"

"Sono felice per il mio test, lavoro sempre meglio con la squadra e sulla moto. Yamaha e Honda sono due pianeti diversi"

MotoGP: Morbidelli: "Non sento la pressione di poter lottare con Rossi nel 2019"

Quattro giorni di test assolutamente perfetti. Questo è il bilancio della prima fase della nuova avventura di Franco Morbidelli in sella alla Yamaha M1 del Team Petronas. Anche a Jerez Franco ha confermato quanto di buono mostrato a Valencia, e al termine della due giorni in Andalusia si porta a casa tantissime certezze ed un sesto posto nella classifica combinata dei tempi assolutamente solido.

 "Sono molto felice riguardo il risultato di questi test - ha dichiarato - abbiamo lavorato moltissimo. Sia sulla moto che su me e sul mio stile, per adattarmi sempre di più a questa nuova moto. Da Valencia a qui sono stati quattro giorni di test molto positivi per me. Adesso ci riposiamo un po’ e il prossimo anno sarà importante farci trovare pronti subito. Mi sono trovato benissimo con la squadra, davvero molto bene con tutti".

Visti i tuoi risultati è normale immaginarti a lottare con Rossi e gli altri big nella prossima stagione. Senti pressione per queste aspettative?

"Non sento la pressione. Anzi, è una cosa che mi piace. Sono pronto a lottare per le posizioni che contano, con tutti. Almeno, spero di esserlo! Di certo adesso sono pronto per le vacanze".

Sembra che tu con la Yamaha abbia davvero trovato una moto perfetta per il tuo stile, anche se ieri hai parlato di un processo di conoscenza che può anche essere senza fine. A che punto ti senti adesso?

"Abbiamo fatto dei passi in avanti giorno dopo giorno. Ogni uscita imparo qualcosa, questo è stato il quarto giorno su questa moto e di certo mi servirà ancora qualche giornata prima di spremere tutto il potenziale da questo pacchetto. Devo ancora imparare perfettamente come gestire il time attack, e come impostare un ritmo da tenere per molti giri. Questa moto è molto dolce e credo che per essere veloce devi essere ancora più morbido e fluido nella guida. In questo momento sto lavorando su quest’aspetto e sono abbastanza felice di come procede".

Ad ogni uscita impari anche a comprendere le differenze tra questa Yamaha e la Honda che avevi nel Marc VDS. Riesci a spiegarle, almeno su una pista come Jerez?

"Difficile comparare il comportamento della Honda e della Yamaha qui, anche perché la gara si corre a maggio, mentre adesso siamo a fine novembre. Le condizioni sono troppo diverse. Spesso si fanno temponi in inverno e poi quando torni a maggio a Jerez fai fatica a ripetere quei tempi, quindi ti saprò dire di più quando gireremo a maggio su questa pista con questa moto. In ogni caso con la Yamaha mi trovo più a mio agio, non è un segreto".

 Hai definito spesso questa moto più facile. E' anche meno esigente dal punto di vista fisico?

"Sicuramente la Yamaha è una moto meno fisica della Honda. Non dico che sia più o meno performante della Honda, ma di certo è meno fisica e permette di più al pilota di tenere del margine sotto quel punto di vista e anche di concentrarsi su altre cose. E’ più facile essere veloci con la Yamaha, sia sul giro secco che sul ritmo. Siamo davvero su un altro pianeta da questo punto di vista, l’anno scorso avevamo grossi problemi sul ritmo. Avevo problemi con la moto da tantissimi punti di vista e quando la situazione è questa puoi essere veloce sul giro singolo, ma non potrai mai avere il passo per essere veloce anche in gara, che è poi quello che fa la differenza".

Anche il tuo nuovo compagno è andato molto forte. La Yamaha è anche adatta ai Rookie.

 "Fabio è un pilota molto forte, non mi sorprende trovarlo così in alto in classifica. Sta facendo quello che deve fare un ottimo pilota, per me non è stata una grande sorpresa trovarlo così veloce. Non ci siamo ancora confrontati sull'assetto o su altre cose, ma credo che lui per ora debba concentrarsi ancora su come va guidata questa moto, su come si deve spingere. Non serve avere particolari esigenze per lui sull’assetto è ancora all’inizio".

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