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MotoGP, Dovizioso: "Gran botta alla mano, domani deciderò se continuare"

Dovizioso secondo con caduta: "Stavo spingendo forte quando sono caduto, ma in questi test è importante anche capire il limite di certe soluzioni"

MotoGP: Dovizioso: "Gran botta alla mano, domani deciderò se continuare"

Andrea Dovizioso è andato a formare una formidabile doppietta per Ducati in cima alla lista dei tempi al termine della prima giornata di Test a Jerez. Un riferimento che per Dovizioso sarebbe anche potuto essere migliore, ma una caduta proprio negli ultimi minuti mentre stava cercando di limare il proprio tempo ha di fatto rovinato una giornata che sarebbe potuta essere davvero perfetta per la Ducati.

"E' stata una scivolata normale - ha commentato -  solo che la moto quando è arrivata nella sabbia ha iniziato a rotolare e anche io mi sono impuntato leggermente. Sembra non ci sia nulla di rotto, e questa è la cosa più importante. Ho fatto una radiografia e non risultano fratture, forse è solo gonfia ed ho solo un problema al muscolo. Aspetto domani per capire quanto possa essere forte il dolore, e se dovesse essere accettabile continuerò il test. Abbiamo tante cose da provare e spero di poter girare".

Quando sei caduto avevi da poco segnato il tuo miglior tempo e ti stavi ancora migliorando. Pensi che avresti battuto il tempo di Danilo?

"Stavo forzando, perché stavo cercando di migliorare il mio tempo, ma ero troppo veloce a centro curva quando ho lasciato i freni. Oggi sia io che Danilo siamo stati molto veloci con le gomme usate e questa è una cosa davvero positiva. Ma dobbiamo ricordare che siamo qui per provare il materiale e non per andare forte".

Nonostante fossero dunque test comparativi, il tempo è venuto fuori abbastanza facilmente ad entrambi.

"Oggi abbiamo anche provato qualcosa di completamente diverso sull’assetto della moto, e stava andando bene. Mi ero trovato molto bene anche con le gomme usate con questo assetto e volevo provarlo con una gomma nuova Michelin portata per i test. Stava funzionando bene e anche nel giro della caduta stavo migliorando. E’ importante spingere al massimo con certe soluzioni per capire tutti i pregi e i difetti.  Tutti gli assetti hanno pro e contro, e con questo ad esempio non riuscivo a spingere abbastanza con l’anteriore. Adesso abbiamo dati da studiare".

Qual'è stato il fulcro attorno a cui si è svolto il lavoro nel box in questa prima giornata?

"Abbiamo fatto alcuni confronti tra la 18 e la 19, ma non tutto quello che volevamo. La velocità sul giro è ottima, siamo davanti a tutti ma è sempre difficile capire cosa stiano facendo gli altri, magari c’è qualcuno che spinge mentre qualcun altro sta facendo altri tipi di test. Ma dopotutto sia io e Danilo avevamo un ottimo ritmo anche con le gomme usate, oltre ad essere stati molto veloci sul giro secco. Ma noi siamo qui per fare un altro tipo di lavoro, per capire quello che proviamo e dare i corretti feedback agli ingegneri. Spero di poter continuare domani, perché devo ancora dare tante informazioni sul nuovo telaio".

Come procede il lavoro sulla GP19? A Valencia eri entusiasta della nuova moto.

"A Valencia ho sentito molto chiaramente la differenza tra le due moto, mentre qui non è stata la stessa cosa, non ho avuto le stesse risposte. Voglio lavorare e comparare ancora le varie soluzioni per capire meglio come stanno le cose. Per questo sarà importante avere una mano a posto per continuare a lavorare. E’ fondamentale chiudere bene questo test e farlo con le idee chiare".

La velocità a centro curva resta l'aspetto su cui dovete lavorare di più?

"Abbiamo fatto delle prove su quest'aspetto, con qualcosa che a Valencia ci aveva dato un piccolo vantaggio. Mentre qui per me non è così, mentre forse per Danilo è così ancora. Spesso quando si fanno queste prove, visto che sono delle rifiniture, il risultato è molto condizionato da quello che fai. Dobbiamo tornarci domani per capire come dobbiamo lavorare.

Quali sono le aree in cui la GP19 è migliorata secondo te? 

"E’ difficile definire le differenze tecniche tra le due moto. Spesso utilizziamo soluzioni del 2018 su quella che definiamo 2019. Non abbiamo una vera e proprio una moto completa 2019, ma questo succede perché la nostra base è buona e non avevamo bisogno di stravolgerla. Questo secondo me è il primo anno che abbiamo una base veramente solida".

Credi quindi che la base sia talmente buona da poter partire ancora meglio nel 2019?

"Nel 2017 ci siamo giocati il mondiale fino all’ultima gara, ma secondo me è quest’anno che siamo stati davvero più solidi. Si è creata questa situazione, e questo ci permette di lavorare in anticipo, con il materiale giusto nel momento giusto. Prima eravamo sempre a rincorrere. Diciamo che stiamo provando delle cose per capire come sarà la moto del 2019".

Come procede con Danilo? Questa coppia inedita sta già funzionando?

"Ancora non abbiamo fatto tante cose con Danilo, credo che inizieremo a collaborare di più dalla Malesia.  La cosa importante è che fa piacere ad entrambi parlare con l'altro, dei vari dettagli, delle idee. Io vado da lui, e lui viene da me. Questa è una cosa che fa solo bene, perché in questo momento la nostra base è così buona che sono proprio i dettagli che possono fare la differenza. Se si può lavorare così credo sia solo un grande valore aggiunto".

Valentino ha definito impressionante la Ducati.

"Vuol dire che stiamo facendo un buon lavoro, non so che altro dire. Fare delle comparazioni tra le moto dall’esterno è sempre molto difficile".

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