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Moto2, Manzi: "La MV Agusta mi ha regalato il sorriso"

Bilancio positivo per Stefano dopo il debutto sulla F2: "Non mi aspettavo andasse così bene, c'è da lavorare ma la base è buona"

Moto2: Manzi: "La MV Agusta mi ha regalato il sorriso"

Dicono che la prima volta non si scordi mai e Stefano Manzi ricorderà a lungo questi tre giorni a Jerez in cui ha portato al debutto la MV Agusta F2. Dopo quarant’anni, lo storico marchio è tornato a calcare il palcoscenico del motomondiale e, cosa ancora più importante, la Moto2 italiana non ha affatto sfigurato accanto alla migliore concorrenza, nonostante il meteo abbia rallentato i lavori.

“È un grande piacere per me riportare MV nelle corse, ma soprattutto questo debutto non è andato per niente male” dice il pilota del team Forward.

Lui e il compagno di squadra Aegerter hanno potuto collaudare due versioni diverse della F2.

Una era un’evoluzione dell’altra e mi sono trovato subito meglio in sella - continua Manzi - È molto importante, perché significa che tutte le modifiche fatte sono state migliorative. So che è tutto nuovo e che c’è tanto lavoro da fare, ma dopo questi tre giorni posso già dire che partiamo da una buona base”.

Ora i tecnici hanno dati a disposizione su cui lavorare nell’inverno e il programma è fitto. La Moto2 nelle prossime settimane andrà al banco prova per ‘accordare’ al meglio la nuova elettronica Magneti Marelli, poi verranno realizzati nuovi scarichi e il prossimo passo sarà evolvere l’aerodinamica. A Jerez c’era un tecnico specializzato in questo campo e sono previsti studi in galleria del vento prima dell’inizio della stagione.

Sono sincero, è andata molto meglio di quanto mi aspettassi - afferma Stefano - Non mi ero posto grandi obiettivi ricordando le difficoltà dello scorso anno in questi test, ma mi sono trovato bene. Soprattuto mi piace la stabilità in frenata della MV, dall’altra parte c’è molto lavoro da fare sull’elettronica. Alla fine stiamo parlando di un progetto completamente nuovo e dovremo progredire su tutti i fronti”.

Oltre alla nuova moto, bisogna adattarsi anche al tre cilindri Triumph.

Si adatta meglio al mio stile di guida - spiega Manzi - Agli alti regimi non va più forte del motore Honda, ma ha un’erogazione molto più piena. Bisogna cambiare completamente il modo di guidare, non si possono usare i vecchi riferimenti e traiettorie”.

Prima dell’inizio della stagione in Qatar ci sarà tempo, per ora Stefano lascia Jerez con il 14° tempo finale, a poco più di un secondo dai migliori.

Quella è la posizione scritta nero su bianco nella classifica, ma le mie sensazioni sono migliori - sottolinea - Non ho tentato un attacco al tempo, perché il tempo era poco e le cose da fare tante, infatti neppure così siamo riusciti a completare il programma. Inoltre non ho usato la nuova gomma Dunlop, che sembra garantire migliori prestazioni”.

La sfida contro il cronometro non era la priorità, l’importante è che la MV abbia ridato fiducia a Manzi, protagonista di una stagione complicata.

Vado a casa con il sorriso - conferma - Mi sento contento e tranquillo, come ho detto non mi aspettavo che andassimo subito così bene. Dopo un anno difficile, ci volevano dei test positivi”.

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