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MotoGP, Zarco: "La KTM è molto peggio di quanto mi aspettassi"

Il francese amaro: "Ho un miglior controllo, ma la velocità non è quella che serve. Il mio principale problema resta l'ingresso in curva"

MotoGP: Zarco: "La KTM è molto peggio di quanto mi aspettassi"


Quello odierno è stato un brusco risveglio per Johann Zarco, alle prese con la seconda giornata insieme alla KTM. La 20esima posizione odierna racconta solo una parte della giornata, dove due cadute hanno senza dubbio reso più difficile il cammino del francese verso la giusta confidenza. Che la strada da fare fosse tanta era conclamato, ed oggi è arrivata probabilmente un’ulteriore conferma

“Che posso dire? E’ molto peggio di quanto mi aspettassi apre Johann- volevo migliorare il mio tempo sul giro ma non ho potuto farlo. Per quanto riguarda la confidenza ho raggiunto un maggior controllo della moto, ma la velocità non è ancora quella che serve. Sono deluso del risultato di oggi: è un peccato, sono caduto due volte ma credo di non aver riportato infortuni, e questo è importante per continuare a capire i punti deboli della moto.”

Il numero cinque continua a raccontare, scendendo nel dettaglio

“Il mio principale problema resta l’ingresso in curva, non riesco a sentire come vorrei la gomma specie in frenata, dobbiamo lavorare su questo per migliorare in qualche modo. Sono dispiaciuto per le due cadute, che mi hanno impedito di essere più veloce. Dopo la prima caduta ho continuato a spingere, perché credo che sia il modo migliore per trovare il limite”.

Johann non esclude nulla dalla sua analisi, compreso il suo stile di guida

“Lavoro anche sul mio stile di guida, che forse deve cambiare in relazione alla moto, ci sto pensando e lo continuerò a fare. In ogni caso ciò che era un punto forte sulla Yamaha deve esserlo anche su un’altra moto, dato che seguendo Marc ho visto quanto sia forte in ingresso, e non solo per le sue doti che probabilmente sono maggiori rispetto ad altri, ma anche perché la moto glielo permette. Abbiamo migliorato le sensazioni, ora gioco meglio con la moto, ma manca ancora la velocità" - ribadisce il francese

Ciò che sicuramente non muterà, invece, è il suo metodo di lavoro

“Non ho dovuto cambiare metodo di lavoro. Essere in un team ufficiale vuol dire avere tante persone intorno a te ma il lavoro resta lo stesso: provo la moto, sento se ho problemi o meno e cerco di spiegarlo nel dettaglio alle tante persone intorno a me. Il mio lavoro non cambia, ed un team ufficiale ha una maggiore capacità di lavorare sui dettagli. Espargarò? Non abbiamo parlato, proveremo insieme ad Jerez e avremo modi di farlo”.

 

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