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MotoGP, Lorenzo: "Vincere con Ducati? Mi sono sentito Re del mondo"

"In generale è stato un matrimonio fruttifero per entrambi, e tornando indietro andrei ancora in Ducati. Ora voglio fare un regalo alla squadra"

MotoGP: Lorenzo: "Vincere con Ducati? Mi sono sentito Re del mondo"

Ultimo tango a Valencia. Potrebbe chiamarsi così il weekend conclusivo di questa stagione per Jorge Lorenzo, rimessosi in forma per un ultimo ballo in sella alla tanto amata-odiata Ducati. “Manca una settimana al recupero completo – spiega Jorge – se mi fossi operato due settimane prima avrei corso in Malesia e qui sarei arrivato al 100%, ma in generale sto bene”.

Ovviamente Jorge non può sottrarsi dal tirare le fila, una volta di più, di questi due anni con la rossa.

“Sono state due stagioni appassionanti ed emozionali. Tutte e due le parti pensavano di arrivare prima a dei risultati positivi e così non è stato, ho capito quanto sia difficile cambiare moto nella MotoGP attuale, specie da Yamaha a Ducati. Quando però sono arrivato al giusto livello ci siamo goduti dei bei momenti, ci siamo sentiti re del mondo. Sono contento inoltre di aver aiutato nello sviluppo e nel rendere questa moto, a detta di molti, la migliore della griglia: sono orgoglioso di questo, e preferisco pensare alle cose positive piuttosto che a quelle negative”.

Jorge non vuole pensare ad eventuali rimpianti, e si racconta sinceramente.

“Ho provato con tutte le mie forze in ogni momento a riuscire. Durante questi due anni ho imparato cose che, sapendole prima, probabilmente mi avrebbe permesso di vincere prima. Ad esempio capire prima come doveva essere il serbatoio, ma ora è troppo facile avere rimpianti e non serve. In generale è stato un matrimonio fruttifero per entrambi, e tornando indietro andrei ancora in Ducati. La vita è breve e devi fare cose nuove per metterti in difficoltà, non mi pento di ciò che ho fatto. Chi ci perde tra me e Ducati? Solo il tempo lo dirà”

Il futuro di Lorenzo si chiama Honda e, non va dimenticato, la convivenza con Marc Marquez.

“È sempre difficile essere amico di un avversario, specie se è il tuo compagno di squadra, dato che se vince non ci sono scuse. Questo non vuol dire che la relazione non sarà buona, siamo abbastanza maturi per separare la pista e il resto. Ovvio che se ci sono delle frizioni in pista queste possono sfociare anche fuori, ma tutto questo lo vedremo”.

Jorge potrà contare sull’esperienza maturata condividendo il box con altri campioni, da Rossi a Dovizioso, ma al momento non vuole pensare al futuro.

“Sicuramente aiuterà, anche se senza di loro sarei potuto essere campione sette volte invece che tre (sorride). Ho imparato da loro, avere rivali forti ti aiuta a crescere, e credo valga anche per loro. Dieci anni fa probabilmente sarei stato più con la testa ai test post gara, ma ora penso solo al presente perché so che non serve sognare il futuro, bensì è bene sfruttare questi giorni per fare il miglior regalo possibile alla squadra”.

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