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MotoGP, Michele Pirro: “La GP19? Sarà facile e divertente”

Ad Eicma il collaudatore Ducati parla di Superbike e MotoGP: “La Panigale V4? potrebbe già fare il colpaccio al debutto a Phillip Island”  

MotoGP: Michele Pirro: “La GP19? Sarà facile e divertente”

Ci sono le ultime novità del settore in mostra, ma anche i piloti. Il primo ad arrivare allo stand Ducati è stato Michele Pirro, reduce dalla sostituzione di Jorge Lorenzo a Sepang.

Il 2018 si è rivelato un anno no-stop per il collaudatore di Borgo Panigale. Da una parte i test con la Panigale V4, che tra meno di dieci giorni debutterà in pista ad Aragon con Chaz Davies, dall’altra lo sviluppo con la GP19, fresca di test a Valencia prima di passare le consegne ad Andrea Dovizioso e Danilo Petrucci.

Tra le moto più attese ad EICMA c’è senza dubbio la V4-R. Ma qual è la sensazione nel passare da un due a un quattro cilindri?  

“Forse posso essere di parte, ma questa è una delle più belle moto che siano mai nate. La cosa interessante di Ducati è che ogni anno riesce a superarsi. Passare infatti da due a quattro cilindri segna la parte della storia, si chiude un capitolo e se ne apre un altro con l’obiettivo di competere con le giapponesi. Ovviamente la V4-R è all’inizio del suo cammino, dovrà infatti crearsi una storia, ma lo scambio di informazioni continuo tra SBK e MotoGP potrà accelerare il processo”.

Tutti attendono il debutto di Davies ad Aragon il 14 novembre. A che punto siamo?

“L’ultimo test svolto con la V4 è stato ad Aragon, era a fine agosto e la moto ora ha fatto altri passi avanti. Non dico che saremo subito a livello della Kawasaki, ma sono convinto che saremo competitivi. Sono sincero nel dire che anch’io, prima di tutti gli appassionati, sono curioso di capire quale sarà il livello di questa moto”.

Il primo banco di prova sarà Phillip Island, una pista particolare nel suo genere.

In Australia penso che si potrebbe fare il colpaccio. Se riuscissimo a mettere un po’ di pressione a Rea sarebbe già importante. Credo appunto che questa sia la moto giusta per rendere la vita difficile a Rea, anche perché è nata per quello”.

Qual è l’aspetto che più colpisce di questa Panigale?

Oltre alla potenza, l’agilità è senza dubbio il suo punto forte. Questo elemento non è infatti da sottovalutare e dovremo puntarci”.

Parlando della MotoGP, gara di Sepang a parte, sei reduce dai test di Valencia con la GP19. In Malesia Dovi ha detto che sembra stia andando bene. Confermi?

 “La GP19 è stata creata sulla base della GP18, ovvero la miglior Ducati che sia mai nata, dato che tutti i piloti riescono a guidarla. Quella nuova ha però più ampie possibilità di sviluppo, molte ancora da esplorare, anche se primi riscontri sembrano positivi. Ricordiamoci però che la GP19 nasce con la piattaforma elettronica unica, che rappresenta quindi un passo indietro. Non dovremo infatti sottovalutare questa cosa”.

Quanto vi preoccupa la nuova piattaforma?

“Per quanto riguarda la GP19 abbiamo girato solo con quel pacchetto fino ad ora e i piloti lo proveranno a Valencia. La nostra moto nasce con questo pacchetto e al momento il lavoro si è rivelato positivo”.

Come definiresti la GP19?

“La definirei facile e allo stesso divertente, ma è difficile fare un analisi approfondita, proprio per via dell’elettronica”.

Uno dei punti che la Ducati continua a soffrire sembra essere la scorrevolezza. Con la GP19 sarà possibile eliminare il problema?

“Questo è l’aspetto su cui ci concentriamo di più, dato che serve migliorarlo. Allo stesso tempo però non possiamo permetterci di perdere elementi come frenata, accelerazione e potenza, ovvero i nostri punti forti. Non è facile, in passato è accaduto che qualcuno addirittura sbagliasse, di conseguenza dobbiamo confermare prima di tutto le nostre qualità”.

Tra pochi giorni ci saranno i test di Valencia. Che Ducati vedremo?

“Vedrete la prima base delle GP19 con l’elettronica IMU, in seguito a Jerez proseguiremo il lavoro per raccogliere ulteriori informazioni”.

Mentre per quanto riguarda l’aerodinamica?

A Valencia ci sarà  quella attuale, che rappresenta il giusto compromesso, per minimizzare gli impennamenti. Dalla GP17 al GP18 è stato aggiunto un tassello, infatti è più completa, mentre quella precedente era forse più da interpretare”.

Un’ultima battuta, come ve la spiegata la gara di Sepang?

“Venerdì sera, parlando con Dovi, c’era grande fiducia da parte sua, infatti anche Marquez l’aveva dato per favorito. Credo che la mancanza di grip abbia mandato in crisi la Ducati, ma serve valutare ulteriormente la cosa”.

 

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