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MotoGP, Rossi: "Poteva essere il giorno più bello della mia carriera"

"Le vittorie di Marini e Bagnaia sono state storiche, ma sarei voluto arrivare all'ultimo giro con Marquez. La M1 è migliorata? Merito del setup"

MotoGP: Rossi: "Poteva essere il giorno più bello della mia carriera"

Questa poteva essere la più bella giornata della mia carriera, purtroppo è andata diversamente”, Valentino è nella spinosa posizione di giocare con la matematica delle emozioni. Con il segno ‘più’ ci sono la prima vittoria del fratello Luca e il titolo di Bagnaia in Moto2, oltre a una sua bellissima gara fino a 4 giri dalla fine. Il segno ‘meno’ è per la caduta che gli ha tolto la possibilità di giocarsi il primo posto a Sepang.

Se sono più felice o deluso? Bella domanda - cerca la risposta con indosso la t-shirt da campione del mondo di Pecco - Bisogna essere bravi a separare le emozioni. Dopo quello che è successo in Moto2, una persona normale dovrebbe mettersi seduta e rimanere a piangere per 3 o 4 ore” ride.

Invece tu sei dovuto salire sulla M1 e correre…
“Infatti, ma quei risultati mi hanno caricato. È stata comunque una giornata storica, con la prima vittoria di Luca e il primo titolo di Bagnaia e della mia squadra. Almeno ho vissuto il sogno fino a 4 giri dalla fine”.

Basta questa soddisfazione?
La delusione rimane, so che questa notte e domani la sentirò e sarà dura. Meglio che nascondano sgabelli e corde o potrei fare qualche stupidaggine (ride)”.

Rimane anche la soddisfazione di essere andato molto forte…
È stata la mia migliore gara dell’anno fino alla caduta, ma sarebbe stato bello arrivare alla fine con Marquez. Siamo stati competitivi nonostante il grande caldo e questo è veramente importante, però non mi aspettavo di scivolare in quel punto. Solitamente perdi l’anteriore alla prima curva, a me è scappato il posteriore”.

Marquez ti ha visto leggermente largo.
Non ho ancora guardato le immagini, mi sembra di essere passato sempre nello stesso punto, ma potrebbe essere vero. Quando si cade è sempre a causa di un errore”.

Stavi spingendo oltre al limite per non farti riprendere da Marquez?
Stavo cercando di tenere il mio passo, ma la gomma posteriore stava iniziando a scivolare. Sapevo che Marc mi avrebbe raggiunto, speravo solo che lo facesse il più tardi possibile. Mi sentivo forte in frenata e potevo lottare. La mia strategia? Gli ultimi due giri avrei guidato alla morte (ride)”.

Marquez ha confessato che averti davanti lo ha motivato…
Sono contento di essere una motivazione per Marc
(ride). Mi sarebbe piaciuto molto scoprire come sarebbe andata a finire, anche perché è stato lui il pilota più forte in questa stagione. La Yamaha è migliorata, ma abbiamo ancora un calo di gomme nella parte finale di gara. Ne ha sofferto anche Vinales a Phillip Island, ma lui era da solo, mentre io avevo Marc alle mie spalle”.

La M1 sembra comunque un’altra moto nelle ultime gare, cosa è successo?
Abbiamo trovato qualcosa di interessante, lo dimostra il fatto che sia io sia Maverick stiamo avendo dei buoni fine settimana e dobbiamo continuare così. Dalla Thailandia abbiamo stravolto il nostro assetto per riuscire a fare lavorare meglio lo pneumatico posteriore e ha funzionato. Ora serve un altro aiuto dal Giappone”.

Inizi a vedere la luce in fondo al tunnel?
Dopo una gara come questa capisci che serve solo un piccolo miglioramento, mentre dopo Aragon ti chiedevi se saremmo mai riusciti a venirne fuori”.

Anche Zarco è più competitivo, nonostante la sua moto non abbia avuto aggiornamenti. Perché?
Johann sta usando un setting molto simile al mio e a quello di Maverick, ma è anche vero che noi abbiamo avuto qualche novità. Probabilmente il setting è la cosa che fa la più grande differenza, quindi ora, dopo avere lavorato, per così dire, sul software dobbiamo farlo sull’hardware”.

Quindi, in teoria, questo passo in avanti poteva essere fatto prima?
Le novità tecniche sull’elettronica hanno aiutato, ma potevamo arrivarci prima”.

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