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MotoGP, Marquez: "Oggi non ho vinto con la testa, ma col cuore"

"Sono andato al limite, avere Valentino davanti mi ha motivato. Non ho dominato questa stagione, i nostri rivali sono sempre più vicini"

MotoGP: Marquez: "Oggi non ho vinto con la testa, ma col cuore"

Quando Marquez corre senza pensieri, se non quello di vincere, lo spettacolo è assicurato a ogni curva. La gara di Sepang è stata la quintessenza del ‘Marc Style’, che prevede la solita lotta contro le leggi della fisica. “Stavo per cadere 3 o 4 volte, ma mi sono sempre salvato puntando il gomito sull’asfalto” ride ripensando a quei 20 giri in cui né lui né Valentino si sono risparmiati.

Oggi avevo tante motivazioni - svela lo spagnolo - Per esempio non avevo mai vinto partendo dalla terza fila, poi Sepang è una pista in cui solitamente fatico, inoltre c’era Valentino davanti a me”.

Marquez ha dovuto metterci del suo.

La moto non era perfetta, fidatevi - continua - Ho dovuto usare il cuore e l’istinto per vincere, non la testa. Se ci fosse stato ancora il titolo in palio, la mia posizione sarebbe stata la 3ª o la 4ª, ma oggi ho spinto al limite”.

Anche perché, a differenza del solito, Marc non aveva azzeccato la partenza.

Per questo motivo ho dovuto superare molti piloti e per farlo ho surriscaldato la gomma posteriore - spiega - Valentino però stava scappando e ho dovuto farlo. Poi ho dato tregua allo pneumatico per qualche giro, ho capito meglio quali fossero le condizioni della pista e le mie sensazioni sono migliorate. Nonostante questo ho dovuto spingere al limite e la moto si muoveva da tutte le parti”.

Quando ha visto Rossi scivolargli davanti, ammette di avere tirato un sospiro di sollievo.

“Non sapevo quale fosse il suo limite, l’ho visto entrare alla prima curva un po’ largo e quando hai un altro pilota alle spalle non vuoi perdere neppure un decimo. Ha cercato di ritrovare subito la corda ed è scivolato - il suo racconto - In quel momento ho sentito il mio corpo rilassarsi e ho pensato solo as arrivare alla fine. Questa gara mi ha ricordato quella di Motegi contro Dovizioso, non ci sono stati molti sorpassi, ma stiamo stati costantemente al limite e io ho lottato con la mia moto”.

È il leit motiv di questa stagione: Marquez è sempre in lotta per la vittoria, a prescindere da chi sia il suo avversario diretto.

“È vero, Ducati o Yamaha, io sono sempre lì e questo è importante - afferma - Però sono anche consapevole che non sto guidando una moto perfetta, come quella che avevo nel 2014. In questo GP ho visto la Yamaha molto efficace in accelerazione e la Ducati resta molto competitiva. Abbiamo vinto il titolo costruttori, ma dobbiamo continuare a migliorare la RC213V. In questo senso la vittoria a Sepang, in una pista storicamente ostica, è molto importante”.

I numeri però dicono che Marquez ha vinto 9 gare e ha più di 100 punti di vantaggio su Dovizioso in classifica.

Sembra che abbia dominato la stagione, ma non è stato così. O meglio, l’ho fatto in un modo diverso rispetto al 2014 - l’anno delle 10 vittorie consecutive - Nonostante i punti non ho mai avuto quel vantaggio sugli avversari. Quante volte sono caduto? Ho perso il conto e lo stesso per il salvataggi, significa che ho dovuto spingere”.

Prima di congedarsi, Marc tiene a complimentarsi con i due nuovi campioni del mondo.

Hanno entrambi meritato il titolo - afferma - Bezzecchi è stata una sorpresa, ma Martin ha avuto qualcosa in più. Conosco Pecco e la sua famiglia da quando correva nel CEV nella stessa squadra di mio fratello e Alex, il prossimo anno, dovrà imitarlo”.

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